mercoledì 8 febbraio 2012

Mille giorni a L'Aquila

Un piccolo assaggio di un clamoroso reportage sulla città de L'Aquila, 1000 giorni dopo il terremoto. Fotografie di Giulio Nori e Anna Campanini pubblicate in una galleria su Parma.Repubblica.

Questa storia qua

Per fortuna il mio ottimo nuovo bar di riferimento offre anche il servizio di avviso per interessanti appuntamenti musicali televisivi, come l'imperdibile film su Vasco Rossi!! Una bella botta di nostalgia ... o meglio un bella botta di vita , sì questa storia qua, la storia di un emiliano nonchè grande italiano. Per me adolescente negli anni di "Alba chiara" e di "Una vita spericolata" un riepilogo della mia colonna sonora, ben raccontato in "Vivere", una canzone e un testo che adoro. Due stupendi concerti! .... e tante tante emozioni!!

Un curioso Benvenuto

sabato 4 febbraio 2012

Passaggio dal Laos alla Thailandia

Per concludere il viaggio in terra laotiana non c'era niente di meglio che visitare il suggestivo tempio di Wat Phu, nella regione di Champasak. Resti di templi che furono prima Cham e poi Khmer e infine Buddhisti, rovinati dal tempo e dalle bombe americane. E' tempo di festa e tutta la zona è circondata di bancarelle e barbecue, nella grotta dietro al tempio con il Buddha, i fedeli vanno a raccogliere l'acqua sacra che scende dalla montagna, montagna assomigliante ad un lingam e per questo considerata sacra ed all'origine della scelta della locazione templare.

Ultimo pranzo con i piccantissimi lap, carne tritata nelle foglie di menta con pezzetti di chili.

Superiamo la frontiera scherzando con i doganieri, in Laos dobbiamo pagare 10000 Kip a testa per farci timbrare il passaporto. Una volta in Thailandia notiamo subito la differenza tra i due paesi, con strutture più moderne e strade ben curate, malgrado la vicinanza ed il sorriso sempre presente in entrambe le popolazioni, sono due nazioni ben differenti. Adesso ci aspettano i lunghi voli di rientro ed un po' di sana nostalgia per un paese stupendo che tornerò a visitare nuovamente in futuro. E mi aspettano le serene conclusioni finali su questa bella esperienza.

Fiori arancioni

giovedì 2 febbraio 2012

Laos: verso le 4000 isole

Superata la turisticissima e sballona Van Vieng ci dirigiamo verso Vientiane, tre ore di strada prima di raggiungere il dimenticato e un po' abbandonato Buddha Park, un parco kitch costruito negli anni '50 con il suo fascino. Vientiane si presenta sempre come sonnacchiosa, con qualche tempio interessante ma senza niente di eclatante. In serata dopo un clamoroso trasferimento cittadino su pick-up (circa 26 persone nello spazio dove si pensava di stare stretti in 12!!) saliamo finalmente sul famoso VIP sleepingbus, un bus a due piani made in Laos che in pratica sostituisce il treno con cuccette, esperienza interessanete come interessante è vederlo fernarsi per guiasti al motore insieme ad altri cinque bus, e quindi ben dieci meccanici impegnati di notte a ricostruire un pezzo di motore, compreso martellate sulle dita ... in pratica uno show notturno.
All'arrivo a Pakse ottima colazione in una meravigliosa pasticceria prima di vagare per il solito ordinato mercato, in cui non mancano mai animali proibiti nascosti sotto i banchi e tante altre chicche, tra cui il betel indiano, mangiato però direttamente dalle corteccie. Qualche fantastica cascata sul Mekong e poi arriviamo a Si Phan Don, le 4000 isole sul Mekong, un pò in Laos un pò in Cambogia tra cui vivono i delfini bianchi che però non riusciamo a vedere. Un bel giro in bicicletta, tanti sorrisi e una rilassante navigazione sul Mekong prima di rimetterci in marcia verso la Thailandia.

Quadrifogli veneziani

mercoledì 1 febbraio 2012

Laos: Fermate il mondo, voglio scendere!

Io amo il Laos!!! .... la Pace!!! ... Gente tranquiila, ritmi umani .... che Bello!!!! Le 4000 isole sul Mekong nel silenzio dei pescatori. Bambini che giocano e tutti che sorridono!! Una bella fresca Lao Beer e il mondo ti sembra umano e vivibile. Fermatelo!!! ... Voglio scendere qui!!!!!

I nidi del cuore

lunedì 30 gennaio 2012

Laos: Piana delle Giare

"Nasong"! ... così salutano i Hmong, che vivono in maggioranza nella provincia attorno a Phonsavan. Una provincia tutta segnata in rosso nella mappa degli UXO, unexployed objects. Alcuni villaggi sono caratterizzati dall'utilizzo dei grossi involucri che contenevano le maledette bombe a grappolo, che dopo 40 anni continuano a mietere vittime: sono porte d'accesso, basamenti delle palafitte, mangiatoie per gli animali, immense fioriere, ecc.ecc. Durante uno spostamento in van, veniamo fermati e allertati da una jeep del MAG, dopo pochi minuti vengono fatti brillare due ordigni ritrovati a pochi passi da un villaggio ... un botto secco che mi fa venire la pelle d'oca.

La giornata è dedicata alla visita della misteriosa Piana delle Giare, visitiamo tre siti (i visitabili sono sette su un totale di una cinquantina, gli unici bonificati!) camminando sempre nei sentieri ben segnati dal MAG, tutt'attorno erbacce alte con probabili brutte sorprese!! Il Sito 1 offre una visione d'insieme molto ampia, piccole giare che contenevano alimenti, secondo la leggenda popolare come magazzino durante le guerre, secondo gli archeologi come offerta delle famiglie ai defunti ... ma sono soltanto teorie.

Il sito 2 e il 3 sono senz'altro i più affascinanti con giare più grosse ma soprattutto una location più affascinante su collinette e immersi tra gli alberi ... addirittura un albero è cresciuto internamente ad una giara sfondandola.

Un luogo decisamente affascinante che sono contento di aver finalmente visitato.

Per la seconda sera mangiamo al Bamboozle, ristorantino gestito da un simpaticissimo ventiseienne scozzese. Non mancano le sempre ottime Beer Lao ... oggi abbiamo anche assaggiato il Lao Lao, whisky locale prodotto in gran quantità e purtroppo molto utilizzato, "purtroppo" anche perchè sicuramente molto simili al metanolo, benchè prodotto dalla fermentazione e distillazione del riso, con aggiunta di alcool a basso prezzo proveniente dall Cina.

Centinaia di curve strette e dirompenti sullo stomaco di alcuni, ci separano dalla prossima meta : Van Vieng, con le sue belle grotte ed i suoi affascinanti canali. E' sicuramente da visitare ma è un paesino completamente diverso dal resto del Laos, con un turismo di sballoni, una minoranza datata e tranquilla ed una maggioranza molto giovane e chiassosa, completamente sballata e per niente rispettosa o interessata alla cultura locale.

E' anche arrivato il caldo, mentre a Phonsavan soprattutto alla mattina dominavano foschia e freschino.

Un viaggio sempre interessantissimo e vario!!

Farfalle a Imola


sabato 28 gennaio 2012

Laos: Verso Phonsavan

Sabaidee!!!! .... no , ieri sera niente massaggio, mi sono perso tra i vicoli di LuangPrabang, prima in un mercato locale con pipistrelli alla griglia, topi abbrustoliti, montagne di peperoncini, secchi di rane e altre cose strane, poi richiamato dal suono di una percussione sono entrato in un monastero buddhista e mi sono seduto tranquillo e rispettoso in mezzo a decine di monaci arancioni che cantavano e pregavano, che pace!! Dopo un'oretta di canti sono andato da uno scultore che incideva tronchi, spettacolo ... e acquisti!! Solita cena sul Mekong e stamattina sveglia presto. Subito cascate fantastiche nella foresta, poi una tortuosissima strada di montagna con obbiettivo Phonsavan. Qualche immancabile pisolo sotto il ritmo di culla del pulmino per arrivare finalmente in un posto che ancora non avevo visto. E' terra di Hmong ma anche una delle zone più bombardate al mondo, la Secret War degli Stati Uniti ha seminato questo favoloso paese di bombe a grappolo, vado subito negli uffici del MAG (minatory advisory group) , e assisto attonito ai filmati che documentano una sporca guerra che ancora oggi, quarant'anni dopo fa morti e mutilati, un lascito di cui nessuno parla e cui tante anime nobili dedicano la vita per sconfiggere; conosco bene questa storia ma ogni volta resto senza parole .... bombe dappertutto costellano questo paese, involucri usati come ornamenti, portaceneri, canali di irrigazione ... il tutto per non dimenticare e per cercare di non rimanerne ancora vittime! Concludo la serata con un'ottima cena e poi imbucandomi in un matrimonio, di cui subito diventiamo gli ospiti d'onore. Che popolo spettacolare vive qui in Laos e in tutta l'Indocina ... ne abbiamo di cose da imparare!!!

Una scimmia con il fiocco

venerdì 27 gennaio 2012

Prime impressioni sul Laos

Da cinque anni sognavo di tornare in Laos e per adesso le attese non sono rimaste deluse. Siamo nemmeno a metà viaggio ed ho visitato solo posti già visti, ma sempre affascinanti, sì per la bellezza dei paesaggi e per il fascino di Luang Prabang ma soprattutto per la fantastica umanità ed amichevolezza di questo popolo sempre sorridente. Siamo capitati proprio nel bel mezzo del Capodanno Cinese (dura una decina di giorni, n.d.r.) e oltre a immancabili petardi e fuochi d'artificio abbiamo avuto la fortuna di visitare i villaggi in festa, con molte donne in sgargianti abiti tradizionali. Ho già navigato sul Mekong al buio con estremo fascino e con la luce del giorno ammirando grandi foreste ed affascinanti paesaggi costellati da strane formazioni montagnose. Il tempo è ottimo anche per camminate rilassanti tra i villaggi. Si mangia sempre benissimo e con poca spesa, io godo molto il lap, piatto tradizionale, fatto di carne macinata cotta nelle foglie di menta e "purtoppo" anche terribili pezzetti di peperoncino. Che bella la questua silenziosa dei monaci nei paesini come Muang Ngoi, cosi diversa da quella di Luang Prabang che richiama centinaia di turisti. Beh adesso vi lascio che vado a sperimentare un massaggio tradizionale laotiano.

Più Cultura !