mercoledì 31 ottobre 2012

Le irregolari

"Buenos Aires Horror Tour" 
Un libro scritto in modo fantastico, perchè permette al lettore di avere la stessa sorpresa del protagonista. Malgrado anch'io fossi bene a conoscenza del dramma e delle atrocità vissute in Argentina durante la dittatura militare, come l'autore Massimo Carlotto non pensavo che si fossero raggiunti questi livelli di disumanità. Mi è anche stato utile leggerlo proprio durante il mio recente viaggio in Argentina del Nord. Oltre al dolore per la tragedia non manca nell'autore un certo romanticismo nel descrivere i personaggi idealisti incontrati e che hanno caratterizzato l'opposizione alle dittatture .... tra questi spicca sicuramente la figura di Edmundo che frequenta i cimiteri per "violare" la dignità dei criminali defunti e seppellitti con onore, onore che certo non meritavano. Le nonne sono giustamente viste come delle eroine che cercano di recuperare i nipoti sottratti alle proprie figlie ridando dignità alla vita di ragazzi cancellati dal sistema dittatoriale: i 30000 desaparecidos!

Safari nella selva


domenica 28 ottobre 2012

Appello su Wikipedia

Mi sembra importante segnalare l'annuncio che da qualche giorno compare entrando sulle pagine della famosa Enciclopedia libera online. In queste ore il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione, ma le nuove norme potrebbero influire molto pesantemente e come probabile censura sulla libertà del mondo in rete : l'annuncio di Wikipedia.

Antichi mestieri : workshop fotografico a Parma

La casetta allegra di Parma


Campanellino a Iguassu


venerdì 26 ottobre 2012

Buenos Aires

Dopo un breve volo da Tucuman  siamo a Buenos Aires già alle 8.30. Tempo sempre buono, un regalo per tutto il viaggio. Prendiamo due taxi e vedo che la vena ciarliera argentina non manca, il taxista ci fa anche da guida spiegandoci la città e dandoci diverse dritte per la nostra visita. Iniziale passeggiata a Playa di Mayo dove invece di trovare le abituali e attese abuelas o madres de la plaza, troviamo i reduci della guerra per le Falkland, o Malvinas: praticamente il contrario di ciò che speravo di incontrare. Prenoto per uno spettacolo di tango al vecchio cafe Tortoni e poi ci incamminiamo per San Telmo, uno dei quartieri più vecchi della capitale argentina, pieno di antiquari. Malgrado sia molto turistico, decisamente piacevole la visita al quartiere della Boca, con il famoso Caminito, è la zona dove abitavano perlopiù immigrati italiani, anzi genovesi ad inizio secolo ... case di lamiera colorate, tanti murales e tantissimi baretti acchiapppa turisti con breve esibizioni di tango. Poi attraversiamo tutta la città in bus  per visitare il museo dell'ESMA, purtroppo è visitabile solo una piccola zona ma la tanta documentazione raccolta ben ci spiega quale terrore abbia subito il popolo argentino durante la dittatura militare o meglio criminale, visti anche i 30000 desaparecidos. In serata discreto spettacolo di tango tanto per ben salutare questa nazione che mi ha offerto un viaggio eccezionale.
Appuntamento alle 8.30 .... alle 7.45 il taxista è già davanti all'hotel che lava l'auto: gentilezza argentina!!

Biliardo in Laos


giovedì 25 ottobre 2012

Arrivati a Tucuman

Dopo il solito reportage sui murales locali, e una gran parrillada in quel di Cafayate nonchè una pena non eccezionale, la pena è il canto con chitarra acustica e altri strumenti fatto nei locali serali; quella di ieri sera non è stata granchè mentre mi erano piaciuti molti i tre anziani ascoltati ad Iguassu. Sostiamo subito a Quilmes per le rovine preincaiche, tra l'altro ammiriamo tanti cactus in fiore, saranno anche gli ultimi. Quindi sosta al bel mueso Pachamama di Amaicha del Valle, decisamente artistico e ben tenuto dopodichè saliamo al Passo Infernillo a 3200 m. circa prima di abbandonare la puna per la iunca, la foresta che precede. Tucunan. Questa è una città abbastanza grande e l'impatto con il suo traffico dopo il silenzio e la pace dei tanti paesini di montagna mi lascia un po' interdetto. Salutiamo i nostri due ottimi autisti, domattina all'alba ci attende un volo per Buenos Aires. Gelatino in centro con l'immancabile dulce de leche quindi veloce visita agli uffici della compagnia aerea per confermare i biglietti ma anche per tranquillizzare una partecipante che ha brillantemente perso il biglietto: come già sapevo da quando sono stati introdotti i biglietti elettronici basta presentarsi al check-in con un documento valido.
Comincio a trarre conclusioni su questo viaggio: semplicemente eccezionale, e proprio nella sua semplicità e nella tranquillità dei luoghi visitati sta la sua bellezza ... riossigenati sia dall'altura che dalla pace dei paesini, nonche' dalla sterminatezza dei paesaggi, per non parlare dei cololri che spero anche di aver momentaneamente fermato con i tanti scatti fotografici. Una cucina povera ma ottima e abbondante, il gusto di riassaporare gusti semplici come quello della patata sempre presente, spesso come pure ma quella di campagna non quella di supermercato!!
Con la lingua me la sono cavata bene e la chiacchera sudamericana mi è stata da supporto come in un corso avanzato. E poi non dimentichiamo i tanti simpatici e grossi cani che mi hanno spesso accompagnato nelle visite dei pueblos ... e qui c'è stata anche una piccola botta di nostalgia.
Adesso si va a mangiare in una cerveceria artigianale ......

Animaletti di legno

mercoledì 24 ottobre 2012

Il trucco della cipolla e Cafayate

Concludo la bella serata guardando fino in fondo il concerto dei Pink Floyd insieme ad un motociclista argentino che prima mi racconta l'origine del suo nome Simon dal tedesco Sigmund, infatti i suoi avi arrivarono in Brasile nell'ottocento e poi risalirono alla ricerca del freddo fino a stabilirsi sulla precordigliera andina ,,, poi continua raccontandomi i trucchi dell'andare in molto in altura. Fondamentale l'utilizzo delle foglie di coca (ora ammesse anche nella Parigi-Dakar che da 4 anni si svolge tra Perù Bolivia Argentina e Cile) e incredibile quello della cipolla. Questa viene tagliata e inserito prima del filtro dell'aria in modo che la benzina arrivi al carburatore più ossigenata, grazie all'acidità della cipolla ... poi magari approfondirò.
In mattina ottima colazione a buffet in un vicino albergo e poi sosta in un paesino famoso in tutto il mondo per la lavorazione artigianale dei ponchos: qui è stato creato quello regalato al Papa. Attraversiamo la bella quebrada de las flechas e visitato il bel paesino di Molinos arriviamo a Cafayate, importante per la produzione dell'ottimo vino torrontes che andremo ad assaggiare in due cantine. Favolosa la visita alla quebrada de las conchas che malgrado per la prima volta manchi il sole, ci presenta bellissimi colori tendenti al rosso e sculture modellate dal vento e dall'acqua. Poi mi perdo per la cittadina ad ammirare i murales, mia grande passione, che abbelliscono quasi tutte le cittadine argentine. Riincontro turisti conosciuti durante il viaggio e scateno una diatriba famigliare quando annuncio ad una coppia argentina che a Buenos Aires vorrei visitare la Bombonera, il mitico stadio del Boca Juniors, e il marito mi abbraccia entusiasta, malgrado le proteste della moglie. Devo dire che questo viaggio bellissimo ha anche rappresentato come pensavo un pottimo corso di lingua spagnola ... gli argentini sono gran chiacchieroni e si riesce ad imparare veramente tanto. Per stasera ci aspetta una parrillada y pena, ovvero una grigliata con tipica musica argentina!

Movimenti religiosi


martedì 23 ottobre 2012

In diretta dall'Oliver Cafe di Cachi

Sottofondo musicale dei Pink Floyd (c'e' di meglio?) dopo due ottime caraffe di vino dell zona (torrontes e c.) e accerchiato da un gruppo di studiosi di archeologia di alta montagna cerco di raccontare l'ultima bellissima giornata. A Salta ritroviamo i nostri due soliti grandi autisi Jamiro e Luiz, saldo i conti con le ragazze della SaltaConnection, quindi in mezzo alle rosse piante di ceibo ripartiamo in direzione Cachi. Tante le soste nella quebrada de Obispo, ammirando anche voli di aquile e condor, dino allo stupendo parco de lo cardones, come al solito ricco di leggendo ... neanche fossimo in Sudamerica!! Arriviamo quindi al bellissimo paesino coloniale tutto bianco di Cachi, dove uno dei soliti grossi cani argentini si incarica di farci da guida. Bello il pueblo e gentilissima come sempre la sua gente. Verso le 16 comincia a fqarci compagnia il solito vento e tra una foto e l'altra ci rifugiamo nei bellissimi negozietti di alcune cooperative sociale, Ottima anche la cena a base di pinchos (spiedini) e patate alla griglia, e visto questa è la ruta de los vinos, non possiamo fare a meno di assaggiare i prodotti locali ... sempre e solo per non offendere chi ci ospita!!! :-)
... e intanto malgrado i solo 2000 abitanti di Cachi, l'Oliver Cafe si è riemptio ... e tutti battono le dita sul tavolo a ritmo psichedelico dei Pink Floys : espectacular !!!
Domanda polemica : ma perchè in tutto il mondo si trova wi-fi gratis e in Italia le poche volte che lo si trova bisogna anche pagare!!??

Animali buddhisti





lunedì 22 ottobre 2012

Ritorno a Salta

Altra notte praticamente insonne, per fortuna erano "solo" 3500 metri!! Riattraversiamo il tolar grande, con la luce del mattino è sempre decisamente affascinante ma confronto a ieri è come se qualcuno avesse spento la luce. Ci fermiamo ancora al pueblo del salar Pocitos per un veloce mate e due favolose empanadas cotte al forno a legna. Quindi cambiamo strada e ammiriamo prima il campo amarillo, dove cespugettii gialli dipingono il panorama quindi Ataconar , pezzi di muschio sull'acqua su cui camminare come galleggiando!! Purtroppo una macchina comincia ad avere dei problemi ed è costretta a fare una salita in retromarcia. Arriviamo intanto al viadotto Polverilla, il piu' alto ponte ferroviario al mondo. Comicniamo a trianare la seconda auto e ci fermiamo per  un veloce pranzo a San Antonio, oggi c'è un sacco di gente in giro, è domenica ma soprattutto è la festa nazionale della donna! Trainiamo ancora la seconda vettura per qualche chilometro dopodiche la strada per Salta è solo discesa e pianura quindi i problemi sembrano finire. Sosta alle rovine di Santa Rosa de Tastil, quindi a vedere la famosa locomotiva di Campo Quijano, la prima del famoso tren de las nubes. Sempre bellissimi panorami ma soprattutto un ritorno a quote accettabili come i 1200 metri di Salta.

Da Purmamarca al Tolar Grande

Ottima cena all'Algarrobo, il ristorante famigliare dedicato all'albero centenario simbolo di Purmamarca. Due passi per il centro sempre popolato da tanti cani quindi  a nanna. Dopo l'ottima colazione a base di mate di coca, biscotti e dulce de leche andiamo ad ammirare il coloratissimo cero con la luce del mattino. Una volta montati in auto si comincia a salire, salire e salire ... sembra di essere sul tetto del mondo, vediamo un sacco di montagne dall'altro, il paesaggio è spettacolare e raggiungiamo i 4200 metri d'altezza, oltre a noi solo un venditore di pietre incise e due simpatiche ragazze parigine ; da notare che oltre ai turisti argentini per ora abbiamo incontrato solo una coppia di italiani e molti francesi, alcuni anche in bicicletta, locos (pazzi) come li chiama Luis il mio autista. Dopo tantissimi tornanti di questa bella strada che porta ad Iquique in Cile, arriviamo alla nostra favolosa meta : le salinas grandes, una distesa immensa di sale , una delle più grandi al mondo dopo l'indimenticabile Salar de Uyuni in Bolivia. Ben coperti per proteggerci soprattutto dai riflessi dei raggi di sole camminiamo per un'oretta in questo luogo affascinante. I lavoratori che estraggono il sale difendono ogni pezzo di pelle con vestiti lunghi, passamontagna e occhiali da sole. Riprendiamo la nostra strada, adesso sterrata, in un ambiente di soli cespuglietti, sopra i 3500 non ci sono nemmeno i cactus, e ci fermiamo per brevi visite in villaggi minuscoli, tutti però con la loro chiesetta in miniatura. Alle 14.30 siamo a San Antonio de los Cobres, piccolo ma famoso paesino minerario nonche' stazione del leggendario treno delle nubi. Salutiamo i nostri due eccellenti autisti che fanno ritorno a Salta e ci incammiamo per una passeggiata per questo paesino che lentamente comincia a prendere vita verso le 18. Ci fermiamo a mangiare in un comedor dentro al mercato artigianale, la signora cucina e bene solo per noi, e a un prezzo ridicolo per poi salutarci con abbracci e baci come grandi amici: hasta luego!! In questi giorni il tempo è sempre stato bello ma a queste altezze (3700m.) la sera comincia a venire decisamente freddo e nel nostro hostal ci facciamo portare qualche coperta in più. Buenas noche!!

Beh dormire a queste quote non è proprio facilissmo, di notte cla la pressione e pare mancare il respiro. Alle 8 in punto arrivano le nostre due nuove vetture, due 4x4, e partiamo per l' escursione al Tolar Grande. Gia' il primo tratto di strada fino al Salar Pocitos si dimostra prodigo di notevoli spettacolo paesaggistici e di tanti incontri con lama e vigogne. Ci fermiamo per pranzo a casa di due anziani del luogo Ignacio e Leonarda, che ci preparano un signor pasto. Anche questo paesino seppur piccolo ha come tutti la chiesetta, il parco giochi per bambini e il campo da calcio. A sentire gli autisti solo adesso comincerà il vero spettacolo naturale del giorno, e a fine giornata non potremo che dargli ragione. Laciamo quindi la puna, superiamo il piccolo ma affascinante salar ed entriamo nel vero e poprio deserto di altura. Piccolo cartelli segnalano i vari punti d'interesse. Gli autisti ci annunciano che si va su Marte, effettivamente adesso il colore predominante di terra e delle varie e strane formazioni rocciose è proprio il rosso. C'incamminiamo a piedi peril Labirinto, quindi le siete curvas (in verita' sono 23 curve ma ai tempi la gente del posto sapeva contare solo fino a sette!!) e il favoloso desierto del diablo, quindi tanti altri punti assolutamente spettacolari fino ai conclusivi strabilianti ojos, dei buchi d'acqua nel salar del tolar in cui vivono piccole colonie di batteri attualmente allo studio, e attorno solo sale e piante preistoriche di cui si vede soltanto la parte finale che senza spiegazione sembrerebbe semplicemente una roccia verde. Arriviamo quindi al pueblo di Tolar grande dove una famiglia ci mette a disposizione un'abitazione privata. Saliamo sul mirador a vedere il panorama, quindi la via crucis e la stazione che sembra abbandonata. Cena ottima e abbondante ancora in una casa privata quindi accendiamo le stufette e andiamo a dormire, siamo «solo» a 3500 metri d'altezza. Giornata spettacolare!!!

Sorridere in fabbrica


venerdì 19 ottobre 2012

Su e giu' per la quebrada

Alle 6 partiamo da Humahuaca verso la laguna di Pozuelos (3720 m.) . ci fermiamo per colazione ad Abra Pampa e purtoppo uno del gruppo sta male, beviamo mate di coca e mangiamo pane secco. Alle 8.40 siamo alla laguna popolata da migliaia di uccelli e soprattutto da flamingos (fenicotteri rosa), ci sono anche un sacco di vigogne e purtroppo anche tantissimi mosquitos. Sosta a Cieneguillas, un piccolissimo pueblo, quindi arriviamo a La Quiaca, paese di confine con la Bolivia tristemente famoso per la tratta delle rafazze. Come in tutti i paesi incontrati ci sono un sacco di murales, e molti qui inneggiano alle tre ragazze scomparse a settembre. Purtroppo la persona del gruppo continua a stare male quindi decidiamo di raggiungere subito Javi, e trovare l'ottimo hostal in cui soggiorneremo. Un po' di relax non puo' che far bene a chi sta male ma anche a tutti noi, ci servira' da acclimatamento all'altitudine, siamo a 3600 metri. Javi e' un affascinante pueblo, sembra un paese fantasma da far west , per strada non incontriamo quasi nessuno. Visitiamo la bellissima chiesa dal tetto in legno di cardones e le finestra in pietra d'onice ... stupendo anche il piccolo museo ricavato in una vicina coorte. Camminiamolentamente e arriviamo alla bella hosteria Pachama, dove giocando con la piccola Jimena (la figlia della padrona, consumiamo anche un'ottima cena a base di zuppa di quinha, bistecca di carne di lama con patate e un ottimo dolce, banane ricoperte di dulce de leche (la famosa crema argentina ricavata dal latte condensato). Malgrado l'altitudine questa notte dormiamo bene, alla mattina ancora colazione con mate di coca e biscotti secchi con dulce de leche ... i problemi per l'altura sembrano finiti. Ripartiamo per la quebrada sempre con paesaggi mozzafiato, i colori delle Ande ci stanno veramente strabiliando. Ci fermiamo in un piccolo pueblo per ammirare un cactus millenario, quindi sosta alla bellissima chiesetta di Uquia, in ammiriamo i nove quadri degli angeli con l'archibugio, sembra un piccolo museo d'arte. Tante le soste fotografiche ma tante anche le soste nei mercatini con i soliti prodotto coloratissimi tipici dell'artigianato andino, io mi compro due sciarpe di alpaca. Arrivati finalmente a Purmamarca, troviamo subito alloggio, e poi verso le 16.30 partiamo per una bella camminata. Abbiamo aspettato che calasse un po' il gran caldo che ha caratterizzato questi giorni ma abbiamo anche cercato di anticipare il solito forte vento serale. Facciamo una camminata di circa 3 chilometri attorno al cerro de los siete colores, un vero e proprio spettacolo ... camminata per niente faticosa anche perche' siamo tornati ad una quota accettabile (2200 metri!) e soprattutto favolosa per i colori delle montagne .... e domattina ammireremo il cerro all'alba con la luce radente del sole. La cittadina e' piena di bancarelle e come al solito di gente disponibile e cordiale ... ci aspetta la solita abbondante cena ed un meritato riposo prima di ricominciare a salire verso i 4000 metri d'altezza.

Che gambe

mercoledì 17 ottobre 2012

Quebrada di Humahuaca

Tilkara si dimostra decisamente un paese vivo, partiamo alle 9.30 dopo aver salutato il cane-lupo che ci faceva da guardia, ormai un mio caro amico. Prima sosta a Huacalera dove passa il Tropico del Capricorno quindi arrivati a Huamahuaca prendiamo due stanze in un hostal e gironzoliamo per il paese, sono cià 3000 metri di altitudine e ci beviamo subito un mate di coca tanto per annullare il piccolo cerchio alla testa che già si stava palesando. Alle 12 si forma una picco la folla davanti alla chiesa, tutti in attesa della benedizione di San Francesco: si apre una finestrella da cui esce un santo di legno mosso meccanicamente che alza prima la corce poi l'altro braccio in segno di benedizione. Applausi del folto pubblico. Ci mangiamo una cotoletta (milaneza) di lama , formaggio di capra e quinha, un cereale che cresce solo sulle Ande in quota. 
Apro una parentesi sul Carnevale che qui è sentitissimo, dura 9 giorni ... tutte le coppie si dividono al primo giorno e fanno nove giorni di festa, cibo, alcool e sesso libero ... quindi sotterrano la diavolezza, una piccola bambola mascherata, che viene quindi ritirata fuori l'anno dopo, e le coppie si ricompongono come se niente fosse ... sentitissima e tipica della quebrada, tanto che alcuni stranieri come iol francese che gestische l'hostal si sono fermati qui dopo il primo ... infatti lui mi ha detto di essere qui da otto anni o più precisamente da nove carnevali.
All'una lasciamo il paesino e cominciamo a salire, è uno spettacolo di colori incredibile, montagne viola, rosse, verdi con un cielo di un azzurro limpido favoloso. Ci fermiamo a fotografare una famiglia di vigogne ma poi le soste fotografiche non si contano più di fronte a questo incredibile spettacolo naturale. Superiamo i 4000 metro dell'Abra del Condor, montagne erose dal venmto e dall'acqua, piccole gole dalle forme geometriche straordinarie finchè arriviamo al paesino di Iruya dalla bella chiesetta gialla in adobe. Per rendere un'idea del luogo bisognerebbe fotografare tutto!!! Riusciamo anche a vedere due condor in volo, e le ombre si stagliano sui colori delle motagne. Per essere il primo vero giorno sulle Ande direi che è stato eccezionale, nessuno ha sofferto l'altitudine anche grazioe al mate di coca, bevanda più che comune qui e decisamente utile per l'ambientamente all'altura.
Ora mi bevo una birretta con gli autisti mentre guardano Argentina-Cile ... domani ci aspetta un'alzataccia all'alba.

La barca e la nave


martedì 16 ottobre 2012

Si comincia a salire sulle Ande

Passeggiata mattutina per Salta, con visita in banca per un cambio ... scopriamo con gioia che anche i bancomat funzionano con un massimo di 200 euro, ovviamente in Pesos, il cambio e' 1 a 6. Alle 10 partiamo con due buovi autisti verso le Ande. Salendo troviamo una fantastica vegetazione che ritroveremo solo a fine viaggio in prossimita´di Tucuman. Veloce sosta a mangiare del pesce tipico e poi per due passi a Jujuy dove sta cominciando una protesta studentesca e che quindi lasciamo velocmente prima che le strade vengano bloccate. Imbocchiamo la favolosa quebrada di Humahuaca, la vegetazione tende a scomparire per lasciare posto ai tantissimi cardones (i cactus che la leggenda dice siano i guerrieri inca che in mancanza di messaggi ufficiali stiano ancora aspettando l'ordine per combattere l'esercito invasore di Pisarro, nel frattempo la PachaMama, MadreTerra, ha fornito loro una coperta verde per mimetizzarsi e delle lunghe spine per non essere disturbati). I colori delle montagne ci abbagliano, sono di tutte le tonalita´fino all'esplosione finale di Maimara. dove ammiriamo la tavolozza del pittore, una serie di montagne con tonalita´ di colori differenti dal rosso al giallo che ne giustificano senza esagerazione il nome!! Ci aspetta quindi Tilcara con i suoi 2600 metri di altezza, dove visitiamo la Pulcara, l'antica fortezza inca completamente ricostruita e circondata da cactus altissimi e dalle forme piu´strane ... tante quelle che ricordano il famoso dito medio con ampie dediche!! :-)
Anche qui, dopo che le donne del gruppo hanno svaligiato le bancarelle artigianali  (sono perlopiu´prodotti andini gia´trovati anche in Bolivia e Peru´) decidiamo di prenderci un appartamentino e cucinarci un'ottima cena per conto nostro. Poi due passi, lenti per l'altitutidine, nel vivace paesino e due carezze al cane che si e`appostato di guardia davanti alla nostra porta e via a dormire in attesa di salire ancora. 

Sui tetti di Gravellona





lunedì 15 ottobre 2012

Arrivo a Salta

Alle 21.50 a Resistencia saliamo sul Camabus, un autobus notturno decisamente più comodo di qualunque aereo e con servizi simili, quali cena calda e colazione. Il viaggio fino a Salta dura dodici ore ma riusciamo a dormire abbastanza. Arrivati a Salta ci fermiamo all'agenzia dove organizzeremo la seconda parte di viaggio, quella tra le Ande. Nel frattempo visitiamo il bel centro città. con il famoso museo di archeologia della montagna, dove sono visibili alcune mummie di bambini ritrovati sulla cima delle vette circostanti, dove erano stati lasciati come sacrifico dagli Inca. Saliamo quindi in teleferica sul Cerro che domina la cittadina e dove incontriamo un mare di gente che fa attività fisica, molti salgono i 600 etri correndo per poi concludere con esercizi fisici in una palestra all'aperto di fianco all'arrrivo della teleferica. Scendiamo a piedi e mi perdo ad osservare i tantissimi graffiti che adornano i muri di un intero quartiere. Alloggiamo in una vecchia casa coloniale completamente a nostra disposizione e allora stasera ci facciamo una pasta. Faccio una breve passeggiata notturna fino ad un bar con wi-fi dove mi bevo una birra Salta, fuori dormono una decina di cani immensi cui la gente non fa caso, che stranezza!!

Buddha e il Comunismo


domenica 14 ottobre 2012

Aspettando il bus per Salta

Scrivo da un internet cafe alla stazione dei bus di Resistencia, il costo è di ben 4 Pesos all`ora, circa 60 centesimi di Euro. Lasciata Posadas ci siamo diretti alla Reserva de Ibera, una bellissima riserva naturale lungo il fiume Parana, e precisamente siamo arrivati a Colonia Pellegrini dove ci hanno subito accolto con un lauto pranzo a base di tortino di verdure e bistecca con pure. Poi via subito in barca per la laguna ad ammirare jacare` (piccoli caimani), cervi, tanti tipi di uccelli e soprattutto i simpatici capibari, dei grossi toponi che abbiamo visto ovunque ... dopo il giro in barca una breve camminata tra piante selvatiche in cui speravamo di vedere il mono, la scimmia locale, ma senza successo. Fantastico il tramonto sulla laguna visto dalle passerelle del bel camping, e di questo va sottolineato che tutte le piazzole sono dotate di griglia con camino per la parillada! Ottima la cena al nostro comedor tutta con pietanze locali, ottime e abbondanti. Nel frattempo tutti gli uomini del paese sono spariti e c`è uno strano silenzio: e`iniziata la partita Argentina - Uruguay, un Clasico, che finira`3-0 per i locali!!!
Colonia Pellegrini si dimostra proprio un luogo rilassante e dopo una sana dormita al comedor ci propongono diverse fette di torta fatta in casa, tanto per cominciare la giornata. Ci dirigiamo subito a Merced per rimanere sorprese: siamo al santuario del Gauchito Gil, vedere per credere!! Tanta gente, tante bandiere rosse, un altarino pieno di candele e tantissimi targhette di ringraziamento al Gauchito per ver mantenuto le promesse ... poi ancora tante targhe di auto, ringraziamente dei calciatori della nazionale, biciclette, chitarre , bottigli e soprattutto sigarette accese e appoggiate davanti all'altare principale, insoma un luogo di devozione e di voto incredibile e suggestivo, ma anche decisamente frequentato e importante per tanta gente della zona e non solo.
Poi e`la volta dell`immenso murales de los Italianos a Corrientes in cui viene rappresentata la storia del Sudamerica e delle tante statue che abbelliscono la citta`di Resistencia. Per caso vedo un gran murale dedicato alla "notte delle matite spezzate" (il rapimento di trenta giovanissimi studenti di cui solo uno si salvo`all'inizio della dittatura) ed entrando da una porta vengo subito accolto da un gentilissimo ragazzo che mi illusta il luogo: e`un centro di detenzione e tortura utilizzato durante la vergognosa dittatura militare che ha prodotto ben 30000 desaparecidos. E`una visita emozionante e finalmente riesco anche ad entrare in contatto anche con le Nonne di Plaza de Mayo, raccolgo tanta documentazione e soprattutto tanta emozione.
Salgo quindi su un colectivo e adesso aspetto il CamaBus che mi condurra`sulle Ande. 

Un piccolo amico


venerdì 12 ottobre 2012

Escursione in Paraguay

Stamattina alle 7 partiamo subito per il Paraguay, attraversiamo il lungo ponte sul Paranà e prima che si formi una lunga fila siamo alla frontiera dove subito comincia la città di Encarnacion, formalità veloci e cambio un pò di Pesos in Guaranì.Dopo un'oretta di strada siamo alla missione di Jesus, questa non porta segni di distruzione come le altre già viste perchè non è mai stata completata ne abitata, quindi nemmeno attaccata dai soldati portoghesi. Anche qui un bel contesto arricchito dalla presenza di uccelli canterini, di cui due nel finale mi attaccano clamorosamente con voli radenti sfiorandomi la faccia ... evidentemente senza volere mi ero avvicinato troppo al nido dove la femmina stava covando. Ci trasferiamo a Trinidad e questa è la vera chicca della giornata. Splendida e con tante statue e incisioni scultoree sui muri, tutti i resti della chiesa sono contornati di angeli. C'è anche un bel pezzo di campanile su cui salire e ammirare tutto il complesso. Proprio bello!! Verso l'una siamo di rientro a Posadas, pranziamo e poi ci facciamo una passeggiata per la città niente di che. Però in serata mi reco sul lungofiume e a sorpresa assisto alla favolosa partenza della estudiantina, una coloratissima e rumorosa parata in costume degli studenti di tutte le scuole superiori di Posadas, una classica parata sudamericana con percussioni a manetta e con le ragazze dalle immense piume coloratissime.   Il tutto in mezzo ad una gran gioia della gente che assiste! Mi dovrò anche ricordare che in spagnolo "parada" significa "fermata del bus" e non ha niente a che fare con l'italiano "parata", il tutto ben dimostrato dalla faccia di u poliziotto cui ho chiesto un'informazione!!!
Malgrado solo 300 km. di distanza da Iguassu e la stessa altitudine, a Posadas c'è decisamente più fresco, e spesso c'è anche un bel venticello.






A testa in giù


giovedì 11 ottobre 2012

Da Iguassu a Posadas

Stasera cena faraonica, per me un bel pesce surubi alla griglia ricoperto di roquefort (abbondante e favoloso) per gli altri galletto ripieno, servito già disossato con i soliti spadoni!!!
Lasciata Iguassu ci siamo fermati dopo poco a Mina Vanda, una miniera scavata nel basalto dove vengono estratte varie tipologie di pietra sia preziose che meno, ci ha accompagnato e ben illustrato la situazione, Carlo, un italiano di Lucca. Appena scesi dall'auto il nostro autista gli ha chiesto come stava e lui ha cominciato a lamentarsi per il derby a suo dire rubacchiato domenica dall'Inter, e allora mi sono intromesso anch'io a discutere delle pessime campagne acquisti del Milan di questi ultimi due anni. Dopodichè la visita in miniera è stata veramente molto interessante. Dopo altre due ore di strada e due empanadas siamo finalmente arrivati alla Missione di San Ignacio. Mi riprometto appena tornato a casa di vedere il film Mission con Robert DeNiro, nonchè qualche film di Solanas e qualche film di Franco Bechis. Visitato il museo all'entrata che ben spiega la filosofia utopica e quasi comunista di queste missioni gesuite, molte delle quali inserite nei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO entriamo nella missione vera e propria, una piccola cittadella di cui sono rimaste solo rovine ma anche qualche bella incisione e soprattutto le colonne della chiesa, è sicuramente un luogo molto suggestivo. Cosi come molto suggestiva è anche la missione di Sant'Ana ancor più spoglia della prima ma anche arricchita da un incantevole profumo di erba tagliata. Arriviamo quindi alla cittadina di Posadas, separata dal Paraguay soltanto da un lungo ponte sul fiume Paranà. Non offre granchè se non una Cattedrale rosè il cui maggiore interesse è dato dalle tante scritte sui suoi muri contro la Chiesa stessa e a favore dell'aborto .... è la prima volta che mi capita di vedere scritte così dure proprio sulle mura di una chiesa. Facciamo quindi una passeggiata finale sulla Costanera, il lungofiume, dove ci facciamo attrarre da un gran gruppo di ragazzi e ragazze che con grossi tamburi a ruote stanno preparando una parata, i ragazzi alle percussioni e davanti una quarantina di ragazze che ballano a ritmo; spettacolare!
Durante il viaggio in auto facciamo anche il primo incontro con alcuni altarini pieni di bandiere rosse, è il culto al Gauchito Jill, un riconosciutissimo e idolatrato personaggio locale che ricorda alla grande Robin Hood.
Malgrado le lunghe camminate di questi giorni mi convinco definitivamente che questo non è certo il viaggio più appropriato per perdere qualche chilo!!


Barcamenarsi sul Mekong


mercoledì 10 ottobre 2012

Secondo giorno a Iguassu

E continua la diretta dal mitico Hostal Peter Pan di Puerto Iguassu, gestito da una simpaticissima signora, e dove finalmente sono riuscito a pagarmi di tasca mia la prima birra del viaggio, pur facendo una certa fatica. Salutato il ragazzo bergamasco che da novembre si sta girando tutto il Sudamerica, siamo saliti sul bus della Cruzeiro del Norte che ci ha portato direttamente in Brasile. La visita al lato brasiliano delle cascate di Iguassu è molto più breve ma dà una visione completa di questa meraviglia. Noi tutti, compreso chi come me c'era già stato, siamo rimasti a bocca aperta ... uno spettacolo della natura unico! E non mancavano nemmeno i soliti guatì dal lungo codone, le scimmiette nere, alcune aquile e le solite tantissime farfalle. Rientrati in Argentina ci siamo concessi una visita in un famoso orchideario dove c'erano sì alcune belle orchidee, ma purtroppo ( per noi ...) nei tre giorni consecutivi di festa la maggior parte era stata venduta. Ci siamo fermati a Las Tres Fronteras da dove si vede sia il Paraguay che il Brasile. Dopo la favolosa mangiata di ieri sera, stasera penso che torneremo alla Feria dove insieme ai ragazzi locali ci potremo gustare empanadas, olive, formaggio e salame. E' stato interessante gironzolare a piedi per il paese con tante piccole villette, tutte protette da cani, per difendersi dai ladri ma soprattutto dagli animali selvatici. Per festeggiare l'amatissimo patrono della mia città, Fidenza o meglio Borgo San Donnino, da oggi indosso la mia maglietta più pregiata "Born in Borgo". C'è un bel caldo umido che abbiamo affrontato con mega camminate ... e adesso che pioviggina noi di Avventure nel Mondo abbiamo ben pensato di farci a piedi qualche altro chilometro a metri!!! Sarò matto ma per me il relax è questo!!
Da non dimenticare il primo assaggio di mate de hierba e l'incontro con almeno cinque turisti argentini che indossavano la maglia della nazionale con dietro il numero 10 .... Maradona!!!


Vecchio scarpone