domenica 31 ottobre 2010

Il ritorno in Etiopia (parte 2)

A Dimeka scopriamo anche la simpatia e la bellezza del popolo Hamer, nel quale ci infileremo nei giorni trascorsi a Turmi. I Domenech si presentano come il popolo più povero, vivono sull'altra sponda del fiume ad Omorate, zona di confine che pullula di militari. Le piste conducono al Turkana, ma sempre attenzione ai guadi e soprattutto all'innalzarsi delle acque dei fiumi, che dal niente possono diventare travolgenti in pochi minuti. L'appuntamento clou con gli Hamer è il salto del toro.
Le ragazze cominciano a ballare, anzi a saltare con grinta sulle gambe (... e che gambe!!) dove portano lacci di campanelli, tutte insieme in cerchio con sorrisi eccezionali per poi avvicinarsi al capo e farsi frustare. Sì frustare ... e con bastoni di rovo che fanno male e lasciano clamorose scarnificazioni sulla schiena ... resto un pò choccato, non me l'aspettavo! I capelli intracciati e a scodella hanno un bellissimo colore rosso-terra... appunto visto che la pettinatura è rifinita con terra bagnata! Si cominciano a colorare i visi degli uomini e di alcune ragazze, si riuniscono le mucche e le ragazze saltano, saltano, saltano e danno testate ai buoi! E anche i buoi da bianchi cominciano a tendere al chiazzato rosso ... e intanto lei balla, salta e con grinta dà di testa verso l'animale ... resto a bocca aperta! Adesso tutte insieme ripartono accerchiando le mucche, suonando le trombette a perdifiato e via ancora con le testate finchè le radunano ... gli uomini tengono fermi gli animali e il prescelto parte improvvisamente di corsa e ci corre sopra tre volte avanti e indietro. Poi abbracci e pacche, e via di corsa .... ci sono 28 km. da fare per tornare al villaggio!! Il ragazzo è diventato grande e tra due anni potrà sposarsi con la prescelta.
Io attraverso il fiume e non capisco bene a cosa ho assistito!!

Segnalazione a Fidenza

Nell'ambito del concorso su Fidenza, ho ricevuto una segnalazione per una foto nella categoria "Fidenza brutta" ... come premio un bel libro di fotografie.


Tigre etiope

giovedì 28 ottobre 2010

Il ritorno in Etiopia

Fantastica anche la seconda esperienza etiope a distanza di tre anni dalla prima. Questa volta l'itinerario era incentrato sul sud, verde e rigoglioso, completamente diverso dal nord. L'approccio iniziale e' con i laghi della Rift Valley contornati da acacie, senza dimenticare i quattro favolosi laghetti vulcanici di Debre Zeyt a soli 42 km. dalla caotica Addis Abeba. Caratterizzati dalla massiccia presenza di uccelli, paradiso naturale per il byrd-watching. Eccelle il lago Zyway con i suoi gruppi di pellicani, ma tutti i laghi presentano un magnifico contesto. Lungo la strada tanti asinelli e gente a piedi, folla caratteristica delle strade etiopi. Da Yabelo ci immergiamo nel cratere El Sod, ancor oggi utilizzato per estrarre sale dal fangosissimo laghetto centrale ... se la discesa nel cratere e' semplice, piu' faticosa la salita affrontata sotto un caldissimo sole battente. Coloratissimi i vestiti della gente Borana che vive in questa zona, immancabili i tanti calcio-balilla e i tavoli da ping-pong in tutti i paesini, e come non buttarsi in qualche infuocata partitella con gli schiamazzanti bambini del luogo!? Sulla strada verso Konso, patia dei Karo, visitiamo un villaggio Fasha sopra la spaccatura di Gesergio, un canyon naturale dal forte colore marrone-arancione. Interessante la visita al villaggio tra i canti dei bambini ed un sollevatore di pietre subito circondato da due donne adoranti e in preda all'alcool contenuto nella tradizionale birra locale ... poco paragonabile alla nostra!! Nella zona tanti i villaggi Karo ma favoloso quello sull'ansa del fiume Omo e simpatici ma molto meno aggressivi del previsto gli Arborè. Spettacolo di colori e di gente il primo approccio con i mercati a Dimeka. Come al solito ospitalità e cordialità ai massimi livelli!! ...

Braccialetti etiopi

mercoledì 27 ottobre 2010

La pecora nera

Un film molto interessante con alcune ottime interpretazioni, dialoghi surreali come si conviene nei dialoghi tra matti, un film che forse dovevo vedere in condizioni di minor stanchezza. Sicuramente una novità importante nel panorama cinematografico italiano. Ascanio Celestini si dimostra sicuramente come un personaggo da seguire, idee originali e allettanti.

Il nucleare non conviene

Nel 1987 l’Italia ha detto NO al nucleare. Dopo 20 anni gli Italiani hanno ancora ragione e i nostri dipendenti politici sbagliano ancora. Basti pensare ai costi eterni per lo smaltimento delle scorie, alla scarsità di uranio nel mondo, ai pazzeschi costi reali di gestione. Non esistono reattori sicuri, la filiera è utilizzabile anche a fini militari. L’energia nucleare è molto più costosa di quanto ci vogliono far credere.

La mancata soluzione di questi problemi rimane, nonostante gli immensi investimenti Pubblici, in ricerca e sviluppo, negli ultimi 50 anni. Nei Paesi Ocse destinate al settore energetico, se le fonti rinnovabili nel periodo 1992-2005 hanno visto l’11% delle risorse di ricerca e sviluppo, il nucleare ha assorbito il 58% (fonte International Energy Agency).

L’uranio estraibile è di 3,5 milioni di tonnellate. Con l’attuale consumo entro un paio di decenni le riserve di uranio finiranno.

In questi ultimi anni il prezzo dell’uranio è salito di circa 20 volte anche senza aumenti di richiesta. Estrarre l’uranio costa sempre di più . I reattori di quarta generazione, pur essendo da decenni allo studio, non si sono ancora concretizzati in impianti utilizzabili diffusamente in sicurezza. Saranno disponibili commercialmente fra decenni.
Il Superphénix, l’orgoglio della Francia, è un immenso fallimento: 13 mila miliardi di lire di costi più 2,1 miliardi di euro per lo smantellamento (fonte Corte dei Conti francese); è chiuso dal 1994 per i continui incidenti. In Italia sistemare le 235 tonnellate di combustibile nucleare della centrale di Caorso, costerà almeno 4 miliardi di euro.
Il nucleare serve a produrre energia elettrica, il 2% a livello mondiale. In Italia l’energia elettrica rappresenta solo un quinto dell’energia consumata. Quindi il nucleare coprirebbe in Italia solo una parte di una parte senza incidere nella bolletta energetica italiana Infine dipenderemo in eterno da chi ci fornirà l’uranio che salirà a prezzi stellari.
Negli USA a giugno 2010 l’energia prodotta da fonti rinnovabili hanno superato la produzione di quella prodotta dal nucleare. Cina ed Usa si contendono il primo posto nella produzione di energia rinnovabile e nello sviluppo tecnologico sull’uso delle rinnovabili in percentuale al PIL.

Alla fine di cosa stiamo parlando? Di gente che spende inutilmente denaro pubblico contro la manifesta volontà degli Italiani . Pagheremo caro, pagheremo tutti.

Si deve uscire da queste idee folli e retrogradi facendo come fanno i paesi industrializzati: sviluppare ed aumentare le fonti alternative e migliorare l’efficienza energetica dei consumi per iniziare.

Non è vero che le bollette saranno meno care. Sostituire l’energia elettrica prodotta con il petrolio con quella prodotta dall’uranio non farà diminuire la bolletta dei cittadini. Gli Italiani avranno risparmi veri solo se i loro consumi saranno al netto degli sprechi. Solo così potranno abbassare i costi delle utenze, consumando solo il necessario e abbandonando le tecnologie obsolete che fanno sprecare l’energia.

Articolo pubblicato su proposta di Parma in Movimento

mercoledì 20 ottobre 2010

lunedì 18 ottobre 2010