martedì 10 marzo 2009

India centrale (4 ^ parte)

Mumbai si presenta al solito con il suo traffico super-caotico e i tanti accattoni, non si può fare a meno di vedere le lavanderie, un clamoroso colpo d'occhio nelle infinite baraccopoli di questa città in attesa fremente di festeggiare la sua vittoria agli Oscar. E' anche un città sotto assedio, che ha ben gestito il periodo post-attentato senza che prevalesse la voglia dei fondamentalisti di farsi giustizia da soli come fecero anni fa bruciando gli slums abitati dai musulmani, ma che mostra evidenti cicatrici: tutti gli hotel e i ristoranti frequentati da occidentali sono circondati da trincee con uomini armati fino ai denti.
Ma cosa lascia l'India ai suoi visitatori? A me resta nel cuore la sua umanità sorridente, la voglia di comunicare e di confrontarsi, l'ospitalità e la dignità di chi affronta la vita dal basso.
E poi sicuramente, malgrado i miei sette viaggi nel subcontinente indiano, c'è la voglia di tornarci ancora da una vita sogno di andare in Ladakh, in Punjab e in Assam ma adesso sto anche progettando un viaggio da Varanasi alle sorgenti del Gange ... staremo a vedere, ma intanto mi godo la tranquillità interiore che mi sono portato a casa.
Namaste!

2 commenti:

Silvia Merialdo ha detto...

Che bello leggere i tuoi racconti e le emozioni del tuo viaggio in India.
Anche io ogni volta che torno porto a casa questo senso di umanità, che vince anche su aspetti che uno considererebbe disumani...
Vedo che stai già pensando a un prossimo viaggio... il Ladakh a me è piaciuto parecchio (anche se Leh è veramente turisticissima).
E anche io voglio andare io in Assam!

marcaval ha detto...

purtroppo attualmente l'Assam è chiuso ma è un viaggio interessantissimo e magari si fa anche una puntata in Nagaland.