martedì 8 febbraio 2011

L'arrivo in Vietnam

Lunghissimo il viaggio per arrivare ad Hanoi, ma gia' il primo giorno in terra vietnamita mi conferma che ne valeva la pena. Si respira subito tranquillita' e gentilezza, proprio quello di cui avevo bisogno. A distanza di anni dalla mia ultima visita gli alberghi preparano ancora le colazioni a base di noodles in brodo, e pian piano mi ci abituero' ancora una volta. Usciamo da Hanoi in un'oretta e percorriamo i primi cento chilometri sempre dentro centri abitati, magari piccoli, ma senza soluzione di continuita'. Poi finalmente appare la foresta, i soliti pinnacoli e le prime immense serie di risaie: ecco il Vietnam che ricordavo. Ci incamminiamo tra i viottoli e sorpassiamo i primi ponti sospesi per visitare qualche piccolo villaggio Tay dove un anziano che parla francese ci invita in casa e ci offre il the. Le risaie sono piene di donne al lavoro, ragazzi che cavalcano i bufali d'acqua, caratteristici della zona, e strani aratri con cui viene ruotata la terra delle risaie. La strada non e' trafficatata e dopo i primi incontri con i Tay e con qualche donna Hmong scesa dalle montagne arriviamo alla nostra meta, Nghia Lo. Nella stanza d' hotel c'e' addirittura un computer con collegamento libero a internet (inaccessibile Facebook, qui censurato) e ne approfitto per mandare notizie a casa. Passeggiata nel paese e cena praticamente famigliare in un ristorantino, con pesci fritti, riso, manioca, tofu e birre. Tutto condito da eccezionale cordialita'. E si accendono le piccole luci che cascano da tutte le piante: siamo agli ultimi giorni del Capodanno. Di turisti qui nemmeno l'ombra.

Internet in Nuova Zelanda

sabato 5 febbraio 2011

Asini

La donna che canta

La storia di una donna coraggiosa all'interno della drammatica guerra del Libano. Un film drammatico e avvincente che si segue come un giallo, dove quello che emerge è l'amore come forza interiore per sopportare una vita immersa nell'odio. Da vedere!

giovedì 3 febbraio 2011

Situazione in Egitto

Sempre difficile seguire l'evolversi della situazione durante le grosse sommosse, e naturalmente questo è il caso dell'Egitto. Molti servizi sul sito italiano PeaceReporter e in streaming su Al Jazeera in inglese. Difficile segnalare blog interni, causa l'intervento della censura governativa. Più interessante fare ricerche su Facebook o seguire su Twitter chiavi come #Egypt o come #Cairo. Anche Amnesty segue con interesse l'evoluzione causa palesi violazioni dei diritti umani.

Alba macchinosa

domenica 16 gennaio 2011

Situazione in Tunisia

Così come è stato per l'Iran anche in Tunisia i mass-media ufficiali hanno coperto poco l'evento, grazie alla censura di stato, e internet è diventata l'unica vera fonte di notizie. Il sito più ricco di informazioni è sicuramente il blog Nawaat in francese. Molto interessante anche il blog di una ragazza tunisina. Da non perdere ovviamente i servizi su Peacereporter. Anche la Cnn dà naturalmente ampia copertura ai fatti chiedendo ai tunisini di inviare video e foto. Il top anche in questa situazione è stato Twitter: Jasmine Revolution (la Rivoluzione Gelsomino) è il tag più utilizzato, molte notizie anche con il tag Sidi Bouzid.