RECA sostiene con convinzione la lotta del Comitato “Per il futuro di Fidenza” che si oppone all’espansione di ulteriori 20 ettari di territorio agricolo per un’attività di stoccaggio di materiali chimici, peraltro sottoposti alla Direttiva Seveso.
Senza entrare nel merito degli aspetti tecnici e delle preoccupazioni motivatamente espresse in modo deciso e partecipato dalla popolazione (che ha attualmente comportato il ritiro della discussione del progetto in Consiglio Comunale), cogliamo l’occasione per ribadire la contrarietà di uno sviluppo incontrollato della logistica al di fuori della pianificazione ordinaria. Fidenza non ha ancora approvato il PUG ma preferisce consentire un importante sviluppo del settore mediante l’applicazione dell’art. 53 della legge regionale 24 del 2017. Legge che avrebbe dovuto contenere il consumo di suolo ma che, proprio grazie alle deroghe e all’applicazione diffusa dell’art 53, anche da parte di soggetti la cui titolarità sarebbe ampiamente discutibile, ha consentito un allargamento delle maglie e la possibilità – da parte dei Comuni – di superare il tetto del 3% del territorio urbanizzato per nuove edificazioni.
Inoltre viene in questo modo aggirato il principio della partecipazione alle procedure urbanistiche, impedendo ai cittadini di essere presenti alle Conferenze dei Servizi. Partecipazione che avrebbe dovuto rappresentare un elemento fondamentale di svolta per favorire una condivisione democratica delle prospettive di sviluppo dei territori.
Nella speranza che tale vertenza possa avere un esito positivo e che l’Amministrazione Comunale riveda l’attuale disponibilità ad accogliere la proposta di ampliamento del polo logistico attuale, anche tenuto conto degli impatti sul traffico – peraltro, come spesso succede, ancora indeterminato per la mancanza di certezze sulla qualità e quantità dei prodotti da stoccare - ribadiamo la necessità di una urgente revisione della legge 24/2017, sulla base delle richiesta contenute nella proposta di legge di iniziativa popolare di RECA e di Legambiente ER, attualmente all’attenzione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna. Revisione che contribuirebbe ad impedire il moltiplicarsi di vertenze analoghe in tutto il territorio regionale.
RECA (Rete Emergenza Climatica Ambientale dell’Emilia Romagna)

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