Blog di fotografia, racconti di viaggio, recensioni di libri e quanto mi passa per la testa.
sabato 20 ottobre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
Su e giu' per la quebrada
Alle 6 partiamo da Humahuaca verso la laguna di Pozuelos (3720 m.) . ci fermiamo per colazione ad Abra Pampa e purtoppo uno del gruppo sta male, beviamo mate di coca e mangiamo pane secco. Alle 8.40 siamo alla laguna popolata da migliaia di uccelli e soprattutto da flamingos (fenicotteri rosa), ci sono anche un sacco di vigogne e purtroppo anche tantissimi mosquitos. Sosta a Cieneguillas, un piccolissimo pueblo, quindi arriviamo a La Quiaca, paese di confine con la Bolivia tristemente famoso per la tratta delle rafazze. Come in tutti i paesi incontrati ci sono un sacco di murales, e molti qui inneggiano alle tre ragazze scomparse a settembre. Purtroppo la persona del gruppo continua a stare male quindi decidiamo di raggiungere subito Javi, e trovare l'ottimo hostal in cui soggiorneremo. Un po' di relax non puo' che far bene a chi sta male ma anche a tutti noi, ci servira' da acclimatamento all'altitudine, siamo a 3600 metri. Javi e' un affascinante pueblo, sembra un paese fantasma da far west , per strada non incontriamo quasi nessuno. Visitiamo la bellissima chiesa dal tetto in legno di cardones e le finestra in pietra d'onice ... stupendo anche il piccolo museo ricavato in una vicina coorte. Camminiamolentamente e arriviamo alla bella hosteria Pachama, dove giocando con la piccola Jimena (la figlia della padrona, consumiamo anche un'ottima cena a base di zuppa di quinha, bistecca di carne di lama con patate e un ottimo dolce, banane ricoperte di dulce de leche (la famosa crema argentina ricavata dal latte condensato). Malgrado l'altitudine questa notte dormiamo bene, alla mattina ancora colazione con mate di coca e biscotti secchi con dulce de leche ... i problemi per l'altura sembrano finiti. Ripartiamo per la quebrada sempre con paesaggi mozzafiato, i colori delle Ande ci stanno veramente strabiliando. Ci fermiamo in un piccolo pueblo per ammirare un cactus millenario, quindi sosta alla bellissima chiesetta di Uquia, in ammiriamo i nove quadri degli angeli con l'archibugio, sembra un piccolo museo d'arte. Tante le soste fotografiche ma tante anche le soste nei mercatini con i soliti prodotto coloratissimi tipici dell'artigianato andino, io mi compro due sciarpe di alpaca. Arrivati finalmente a Purmamarca, troviamo subito alloggio, e poi verso le 16.30 partiamo per una bella camminata. Abbiamo aspettato che calasse un po' il gran caldo che ha caratterizzato questi giorni ma abbiamo anche cercato di anticipare il solito forte vento serale. Facciamo una camminata di circa 3 chilometri attorno al cerro de los siete colores, un vero e proprio spettacolo ... camminata per niente faticosa anche perche' siamo tornati ad una quota accettabile (2200 metri!) e soprattutto favolosa per i colori delle montagne .... e domattina ammireremo il cerro all'alba con la luce radente del sole. La cittadina e' piena di bancarelle e come al solito di gente disponibile e cordiale ... ci aspetta la solita abbondante cena ed un meritato riposo prima di ricominciare a salire verso i 4000 metri d'altezza.
giovedì 18 ottobre 2012
mercoledì 17 ottobre 2012
Quebrada di Humahuaca
Tilkara si dimostra decisamente un paese vivo, partiamo alle 9.30 dopo aver salutato il cane-lupo che ci faceva da guardia, ormai un mio caro amico. Prima sosta a Huacalera dove passa il Tropico del Capricorno quindi arrivati a Huamahuaca prendiamo due stanze in un hostal e gironzoliamo per il paese, sono cià 3000 metri di altitudine e ci beviamo subito un mate di coca tanto per annullare il piccolo cerchio alla testa che già si stava palesando. Alle 12 si forma una picco la folla davanti alla chiesa, tutti in attesa della benedizione di San Francesco: si apre una finestrella da cui esce un santo di legno mosso meccanicamente che alza prima la corce poi l'altro braccio in segno di benedizione. Applausi del folto pubblico. Ci mangiamo una cotoletta (milaneza) di lama , formaggio di capra e quinha, un cereale che cresce solo sulle Ande in quota.
Apro una parentesi sul Carnevale che qui è sentitissimo, dura 9 giorni ... tutte le coppie si dividono al primo giorno e fanno nove giorni di festa, cibo, alcool e sesso libero ... quindi sotterrano la diavolezza, una piccola bambola mascherata, che viene quindi ritirata fuori l'anno dopo, e le coppie si ricompongono come se niente fosse ... sentitissima e tipica della quebrada, tanto che alcuni stranieri come iol francese che gestische l'hostal si sono fermati qui dopo il primo ... infatti lui mi ha detto di essere qui da otto anni o più precisamente da nove carnevali.
All'una lasciamo il paesino e cominciamo a salire, è uno spettacolo di colori incredibile, montagne viola, rosse, verdi con un cielo di un azzurro limpido favoloso. Ci fermiamo a fotografare una famiglia di vigogne ma poi le soste fotografiche non si contano più di fronte a questo incredibile spettacolo naturale. Superiamo i 4000 metro dell'Abra del Condor, montagne erose dal venmto e dall'acqua, piccole gole dalle forme geometriche straordinarie finchè arriviamo al paesino di Iruya dalla bella chiesetta gialla in adobe. Per rendere un'idea del luogo bisognerebbe fotografare tutto!!! Riusciamo anche a vedere due condor in volo, e le ombre si stagliano sui colori delle motagne. Per essere il primo vero giorno sulle Ande direi che è stato eccezionale, nessuno ha sofferto l'altitudine anche grazioe al mate di coca, bevanda più che comune qui e decisamente utile per l'ambientamente all'altura.
Ora mi bevo una birretta con gli autisti mentre guardano Argentina-Cile ... domani ci aspetta un'alzataccia all'alba.
martedì 16 ottobre 2012
Si comincia a salire sulle Ande
Passeggiata mattutina per Salta, con visita in banca per un cambio ... scopriamo con gioia che anche i bancomat funzionano con un massimo di 200 euro, ovviamente in Pesos, il cambio e' 1 a 6. Alle 10 partiamo con due buovi autisti verso le Ande. Salendo troviamo una fantastica vegetazione che ritroveremo solo a fine viaggio in prossimita´di Tucuman. Veloce sosta a mangiare del pesce tipico e poi per due passi a Jujuy dove sta cominciando una protesta studentesca e che quindi lasciamo velocmente prima che le strade vengano bloccate. Imbocchiamo la favolosa quebrada di Humahuaca, la vegetazione tende a scomparire per lasciare posto ai tantissimi cardones (i cactus che la leggenda dice siano i guerrieri inca che in mancanza di messaggi ufficiali stiano ancora aspettando l'ordine per combattere l'esercito invasore di Pisarro, nel frattempo la PachaMama, MadreTerra, ha fornito loro una coperta verde per mimetizzarsi e delle lunghe spine per non essere disturbati). I colori delle montagne ci abbagliano, sono di tutte le tonalita´fino all'esplosione finale di Maimara. dove ammiriamo la tavolozza del pittore, una serie di montagne con tonalita´ di colori differenti dal rosso al giallo che ne giustificano senza esagerazione il nome!! Ci aspetta quindi Tilcara con i suoi 2600 metri di altezza, dove visitiamo la Pulcara, l'antica fortezza inca completamente ricostruita e circondata da cactus altissimi e dalle forme piu´strane ... tante quelle che ricordano il famoso dito medio con ampie dediche!! :-)
Anche qui, dopo che le donne del gruppo hanno svaligiato le bancarelle artigianali (sono perlopiu´prodotti andini gia´trovati anche in Bolivia e Peru´) decidiamo di prenderci un appartamentino e cucinarci un'ottima cena per conto nostro. Poi due passi, lenti per l'altitutidine, nel vivace paesino e due carezze al cane che si e`appostato di guardia davanti alla nostra porta e via a dormire in attesa di salire ancora.
lunedì 15 ottobre 2012
Arrivo a Salta
Alle 21.50 a Resistencia saliamo sul Camabus, un autobus notturno decisamente più comodo di qualunque aereo e con servizi simili, quali cena calda e colazione. Il viaggio fino a Salta dura dodici ore ma riusciamo a dormire abbastanza. Arrivati a Salta ci fermiamo all'agenzia dove organizzeremo la seconda parte di viaggio, quella tra le Ande. Nel frattempo visitiamo il bel centro città. con il famoso museo di archeologia della montagna, dove sono visibili alcune mummie di bambini ritrovati sulla cima delle vette circostanti, dove erano stati lasciati come sacrifico dagli Inca. Saliamo quindi in teleferica sul Cerro che domina la cittadina e dove incontriamo un mare di gente che fa attività fisica, molti salgono i 600 etri correndo per poi concludere con esercizi fisici in una palestra all'aperto di fianco all'arrrivo della teleferica. Scendiamo a piedi e mi perdo ad osservare i tantissimi graffiti che adornano i muri di un intero quartiere. Alloggiamo in una vecchia casa coloniale completamente a nostra disposizione e allora stasera ci facciamo una pasta. Faccio una breve passeggiata notturna fino ad un bar con wi-fi dove mi bevo una birra Salta, fuori dormono una decina di cani immensi cui la gente non fa caso, che stranezza!!
domenica 14 ottobre 2012
Aspettando il bus per Salta
Scrivo da un internet cafe alla stazione dei bus di Resistencia, il costo è di ben 4 Pesos all`ora, circa 60 centesimi di Euro. Lasciata Posadas ci siamo diretti alla Reserva de Ibera, una bellissima riserva naturale lungo il fiume Parana, e precisamente siamo arrivati a Colonia Pellegrini dove ci hanno subito accolto con un lauto pranzo a base di tortino di verdure e bistecca con pure. Poi via subito in barca per la laguna ad ammirare jacare` (piccoli caimani), cervi, tanti tipi di uccelli e soprattutto i simpatici capibari, dei grossi toponi che abbiamo visto ovunque ... dopo il giro in barca una breve camminata tra piante selvatiche in cui speravamo di vedere il mono, la scimmia locale, ma senza successo. Fantastico il tramonto sulla laguna visto dalle passerelle del bel camping, e di questo va sottolineato che tutte le piazzole sono dotate di griglia con camino per la parillada! Ottima la cena al nostro comedor tutta con pietanze locali, ottime e abbondanti. Nel frattempo tutti gli uomini del paese sono spariti e c`è uno strano silenzio: e`iniziata la partita Argentina - Uruguay, un Clasico, che finira`3-0 per i locali!!!
Colonia Pellegrini si dimostra proprio un luogo rilassante e dopo una sana dormita al comedor ci propongono diverse fette di torta fatta in casa, tanto per cominciare la giornata. Ci dirigiamo subito a Merced per rimanere sorprese: siamo al santuario del Gauchito Gil, vedere per credere!! Tanta gente, tante bandiere rosse, un altarino pieno di candele e tantissimi targhette di ringraziamento al Gauchito per ver mantenuto le promesse ... poi ancora tante targhe di auto, ringraziamente dei calciatori della nazionale, biciclette, chitarre , bottigli e soprattutto sigarette accese e appoggiate davanti all'altare principale, insoma un luogo di devozione e di voto incredibile e suggestivo, ma anche decisamente frequentato e importante per tanta gente della zona e non solo.
Poi e`la volta dell`immenso murales de los Italianos a Corrientes in cui viene rappresentata la storia del Sudamerica e delle tante statue che abbelliscono la citta`di Resistencia. Per caso vedo un gran murale dedicato alla "notte delle matite spezzate" (il rapimento di trenta giovanissimi studenti di cui solo uno si salvo`all'inizio della dittatura) ed entrando da una porta vengo subito accolto da un gentilissimo ragazzo che mi illusta il luogo: e`un centro di detenzione e tortura utilizzato durante la vergognosa dittatura militare che ha prodotto ben 30000 desaparecidos. E`una visita emozionante e finalmente riesco anche ad entrare in contatto anche con le Nonne di Plaza de Mayo, raccolgo tanta documentazione e soprattutto tanta emozione.
Salgo quindi su un colectivo e adesso aspetto il CamaBus che mi condurra`sulle Ande.
sabato 13 ottobre 2012
venerdì 12 ottobre 2012
Escursione in Paraguay
Stamattina alle 7 partiamo subito per il Paraguay, attraversiamo il lungo ponte sul Paranà e prima che si formi una lunga fila siamo alla frontiera dove subito comincia la città di Encarnacion, formalità veloci e cambio un pò di Pesos in Guaranì.Dopo un'oretta di strada siamo alla missione di Jesus, questa non porta segni di distruzione come le altre già viste perchè non è mai stata completata ne abitata, quindi nemmeno attaccata dai soldati portoghesi. Anche qui un bel contesto arricchito dalla presenza di uccelli canterini, di cui due nel finale mi attaccano clamorosamente con voli radenti sfiorandomi la faccia ... evidentemente senza volere mi ero avvicinato troppo al nido dove la femmina stava covando. Ci trasferiamo a Trinidad e questa è la vera chicca della giornata. Splendida e con tante statue e incisioni scultoree sui muri, tutti i resti della chiesa sono contornati di angeli. C'è anche un bel pezzo di campanile su cui salire e ammirare tutto il complesso. Proprio bello!! Verso l'una siamo di rientro a Posadas, pranziamo e poi ci facciamo una passeggiata per la città niente di che. Però in serata mi reco sul lungofiume e a sorpresa assisto alla favolosa partenza della estudiantina, una coloratissima e rumorosa parata in costume degli studenti di tutte le scuole superiori di Posadas, una classica parata sudamericana con percussioni a manetta e con le ragazze dalle immense piume coloratissime. Il tutto in mezzo ad una gran gioia della gente che assiste! Mi dovrò anche ricordare che in spagnolo "parada" significa "fermata del bus" e non ha niente a che fare con l'italiano "parata", il tutto ben dimostrato dalla faccia di u poliziotto cui ho chiesto un'informazione!!!
Malgrado solo 300 km. di distanza da Iguassu e la stessa altitudine, a Posadas c'è decisamente più fresco, e spesso c'è anche un bel venticello.
Malgrado solo 300 km. di distanza da Iguassu e la stessa altitudine, a Posadas c'è decisamente più fresco, e spesso c'è anche un bel venticello.
giovedì 11 ottobre 2012
Da Iguassu a Posadas
Stasera cena faraonica, per me un bel pesce surubi alla griglia ricoperto di roquefort (abbondante e favoloso) per gli altri galletto ripieno, servito già disossato con i soliti spadoni!!!
Lasciata Iguassu ci siamo fermati dopo poco a Mina Vanda, una miniera scavata nel basalto dove vengono estratte varie tipologie di pietra sia preziose che meno, ci ha accompagnato e ben illustrato la situazione, Carlo, un italiano di Lucca. Appena scesi dall'auto il nostro autista gli ha chiesto come stava e lui ha cominciato a lamentarsi per il derby a suo dire rubacchiato domenica dall'Inter, e allora mi sono intromesso anch'io a discutere delle pessime campagne acquisti del Milan di questi ultimi due anni. Dopodichè la visita in miniera è stata veramente molto interessante. Dopo altre due ore di strada e due empanadas siamo finalmente arrivati alla Missione di San Ignacio. Mi riprometto appena tornato a casa di vedere il film Mission con Robert DeNiro, nonchè qualche film di Solanas e qualche film di Franco Bechis. Visitato il museo all'entrata che ben spiega la filosofia utopica e quasi comunista di queste missioni gesuite, molte delle quali inserite nei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO entriamo nella missione vera e propria, una piccola cittadella di cui sono rimaste solo rovine ma anche qualche bella incisione e soprattutto le colonne della chiesa, è sicuramente un luogo molto suggestivo. Cosi come molto suggestiva è anche la missione di Sant'Ana ancor più spoglia della prima ma anche arricchita da un incantevole profumo di erba tagliata. Arriviamo quindi alla cittadina di Posadas, separata dal Paraguay soltanto da un lungo ponte sul fiume Paranà. Non offre granchè se non una Cattedrale rosè il cui maggiore interesse è dato dalle tante scritte sui suoi muri contro la Chiesa stessa e a favore dell'aborto .... è la prima volta che mi capita di vedere scritte così dure proprio sulle mura di una chiesa. Facciamo quindi una passeggiata finale sulla Costanera, il lungofiume, dove ci facciamo attrarre da un gran gruppo di ragazzi e ragazze che con grossi tamburi a ruote stanno preparando una parata, i ragazzi alle percussioni e davanti una quarantina di ragazze che ballano a ritmo; spettacolare!
Durante il viaggio in auto facciamo anche il primo incontro con alcuni altarini pieni di bandiere rosse, è il culto al Gauchito Jill, un riconosciutissimo e idolatrato personaggio locale che ricorda alla grande Robin Hood.
mercoledì 10 ottobre 2012
Secondo giorno a Iguassu
E continua la diretta dal mitico Hostal Peter Pan di Puerto Iguassu, gestito da una simpaticissima signora, e dove finalmente sono riuscito a pagarmi di tasca mia la prima birra del viaggio, pur facendo una certa fatica. Salutato il ragazzo bergamasco che da novembre si sta girando tutto il Sudamerica, siamo saliti sul bus della Cruzeiro del Norte che ci ha portato direttamente in Brasile. La visita al lato brasiliano delle cascate di Iguassu è molto più breve ma dà una visione completa di questa meraviglia. Noi tutti, compreso chi come me c'era già stato, siamo rimasti a bocca aperta ... uno spettacolo della natura unico! E non mancavano nemmeno i soliti guatì dal lungo codone, le scimmiette nere, alcune aquile e le solite tantissime farfalle. Rientrati in Argentina ci siamo concessi una visita in un famoso orchideario dove c'erano sì alcune belle orchidee, ma purtroppo ( per noi ...) nei tre giorni consecutivi di festa la maggior parte era stata venduta. Ci siamo fermati a Las Tres Fronteras da dove si vede sia il Paraguay che il Brasile. Dopo la favolosa mangiata di ieri sera, stasera penso che torneremo alla Feria dove insieme ai ragazzi locali ci potremo gustare empanadas, olive, formaggio e salame. E' stato interessante gironzolare a piedi per il paese con tante piccole villette, tutte protette da cani, per difendersi dai ladri ma soprattutto dagli animali selvatici. Per festeggiare l'amatissimo patrono della mia città, Fidenza o meglio Borgo San Donnino, da oggi indosso la mia maglietta più pregiata "Born in Borgo". C'è un bel caldo umido che abbiamo affrontato con mega camminate ... e adesso che pioviggina noi di Avventure nel Mondo abbiamo ben pensato di farci a piedi qualche altro chilometro a metri!!! Sarò matto ma per me il relax è questo!!
martedì 9 ottobre 2012
Primo giorno a Iguassu
Che dire? Le gambe non le sento più, mangiato abbiamo mangiato ... come dei cinghiali, bife de chorizo e parriladas!! Abbiamo visto in azione quei ladroni dei guatì senza però subire danni: silenziosi e velocissimi nel rubare cibo ai turisti, sono piccoli procioni con la coda che ricorda i lemuri e dei dentini che fanno abbastanza paura. Ma torniamo allla cronaca, alle 7.30 siamo partiti da Puerto Iguassu in bus per arrivare in 40 minuti alle famose Cataratas, dove troviamo un mare di gente (si parla di quattromila visitatori al giorno!!) tra cui centinaia di donne che concludono con questa visita la settimana dedicata alle Mujeres (ne vedremo i segni sui muri di Posadas!! n.d.r.) .... io mi faccio adottare dal gruppo che arriva da Mendoza!! Camminiamo per vari sentieri sempre circondati da miriadi di farfalle coloratissime e ammiriamo lo spettacolo unico e indefinibile di questo luogo magico da tutte le angolature, con il solo difetto di essere sempre circondati da tanta gente ... ma c'è poco da lamentarsi, il luogo è meraviglioso (ci torno dopo 15 anni, n.d.r.) e quindi tutti hanno il diritto di goderselo!! Alle 17 stanchi ma entusiasti abbandoniamo le cascate. Mi aspetta un bagno in piscina e la già citata meritatissima cena!
La situazione economica in Argentina sta tornando pericolosa, me ne accorgo subito quando in banca all'aeroporto mi cambiano al massimo 380 euro, e poi trovo senza problemi più o meno allo stesso valore il cambio in nero, pessimi segnali!! Cosi come l'aumento degli autobus, 66% in più nel giro di un anno, pazzesco. Vedrò di capirne di più nei prossimi giorni ... intanto mi bevo l'ultima Quilmes insieme ad una giovane coppia di portoghesi che si sta facendo il giro di tutto il Sudamerica. Eh sì ogni viaggio è arricchito da grandi incontri e lascia in regalo idee strampalate, o meglio grandi idea di libertà!!
lunedì 8 ottobre 2012
Diario argentino : partenza a ostacoli
In questo momento, mezzanotte, sono a Puerto Iguassu tranquillamente seduto davanti alla piccola piscina dell'Hostal Peter Pan, 30 gradi e tanta umidità. Viaggio pieno di imprevisti. Partito da Fidenza in treno mi sono fermato a pranzare vicino a Malpensa da due amici, grande mangiata di tonno e finferli!!! Poi trovato tutto il gruppo siamo partiti per Madrid e qui la prima grossa sorpresa: aereo in ritatdo di ben otto ore e sosta pagata al mega hotel Auditorium di Madrid quindi il lungo volo per Buenos Aires. Ovviamente persa la coincidenza per Iguassu, però riusciamo a salire al volo sull'aereo successivo e stanchissimi arriviamo nella giungla che divide Argentina e Brasile. Passeggiata con abbondante mangiata alla feria, il mercato serale vivissimo dove con pochi pesos ci mangiamo empanadas, olive e salame con due grosse birre Quilmes fredde. Adesso a nanna che da domani si cammina tra le magnifiche cascate di Iguassu.
domenica 7 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
venerdì 5 ottobre 2012
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