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venerdì 19 ottobre 2012

Su e giu' per la quebrada

Alle 6 partiamo da Humahuaca verso la laguna di Pozuelos (3720 m.) . ci fermiamo per colazione ad Abra Pampa e purtoppo uno del gruppo sta male, beviamo mate di coca e mangiamo pane secco. Alle 8.40 siamo alla laguna popolata da migliaia di uccelli e soprattutto da flamingos (fenicotteri rosa), ci sono anche un sacco di vigogne e purtroppo anche tantissimi mosquitos. Sosta a Cieneguillas, un piccolissimo pueblo, quindi arriviamo a La Quiaca, paese di confine con la Bolivia tristemente famoso per la tratta delle rafazze. Come in tutti i paesi incontrati ci sono un sacco di murales, e molti qui inneggiano alle tre ragazze scomparse a settembre. Purtroppo la persona del gruppo continua a stare male quindi decidiamo di raggiungere subito Javi, e trovare l'ottimo hostal in cui soggiorneremo. Un po' di relax non puo' che far bene a chi sta male ma anche a tutti noi, ci servira' da acclimatamento all'altitudine, siamo a 3600 metri. Javi e' un affascinante pueblo, sembra un paese fantasma da far west , per strada non incontriamo quasi nessuno. Visitiamo la bellissima chiesa dal tetto in legno di cardones e le finestra in pietra d'onice ... stupendo anche il piccolo museo ricavato in una vicina coorte. Camminiamolentamente e arriviamo alla bella hosteria Pachama, dove giocando con la piccola Jimena (la figlia della padrona, consumiamo anche un'ottima cena a base di zuppa di quinha, bistecca di carne di lama con patate e un ottimo dolce, banane ricoperte di dulce de leche (la famosa crema argentina ricavata dal latte condensato). Malgrado l'altitudine questa notte dormiamo bene, alla mattina ancora colazione con mate di coca e biscotti secchi con dulce de leche ... i problemi per l'altura sembrano finiti. Ripartiamo per la quebrada sempre con paesaggi mozzafiato, i colori delle Ande ci stanno veramente strabiliando. Ci fermiamo in un piccolo pueblo per ammirare un cactus millenario, quindi sosta alla bellissima chiesetta di Uquia, in ammiriamo i nove quadri degli angeli con l'archibugio, sembra un piccolo museo d'arte. Tante le soste fotografiche ma tante anche le soste nei mercatini con i soliti prodotto coloratissimi tipici dell'artigianato andino, io mi compro due sciarpe di alpaca. Arrivati finalmente a Purmamarca, troviamo subito alloggio, e poi verso le 16.30 partiamo per una bella camminata. Abbiamo aspettato che calasse un po' il gran caldo che ha caratterizzato questi giorni ma abbiamo anche cercato di anticipare il solito forte vento serale. Facciamo una camminata di circa 3 chilometri attorno al cerro de los siete colores, un vero e proprio spettacolo ... camminata per niente faticosa anche perche' siamo tornati ad una quota accettabile (2200 metri!) e soprattutto favolosa per i colori delle montagne .... e domattina ammireremo il cerro all'alba con la luce radente del sole. La cittadina e' piena di bancarelle e come al solito di gente disponibile e cordiale ... ci aspetta la solita abbondante cena ed un meritato riposo prima di ricominciare a salire verso i 4000 metri d'altezza.

mercoledì 17 ottobre 2012

Quebrada di Humahuaca

Tilkara si dimostra decisamente un paese vivo, partiamo alle 9.30 dopo aver salutato il cane-lupo che ci faceva da guardia, ormai un mio caro amico. Prima sosta a Huacalera dove passa il Tropico del Capricorno quindi arrivati a Huamahuaca prendiamo due stanze in un hostal e gironzoliamo per il paese, sono cià 3000 metri di altitudine e ci beviamo subito un mate di coca tanto per annullare il piccolo cerchio alla testa che già si stava palesando. Alle 12 si forma una picco la folla davanti alla chiesa, tutti in attesa della benedizione di San Francesco: si apre una finestrella da cui esce un santo di legno mosso meccanicamente che alza prima la corce poi l'altro braccio in segno di benedizione. Applausi del folto pubblico. Ci mangiamo una cotoletta (milaneza) di lama , formaggio di capra e quinha, un cereale che cresce solo sulle Ande in quota. 
Apro una parentesi sul Carnevale che qui è sentitissimo, dura 9 giorni ... tutte le coppie si dividono al primo giorno e fanno nove giorni di festa, cibo, alcool e sesso libero ... quindi sotterrano la diavolezza, una piccola bambola mascherata, che viene quindi ritirata fuori l'anno dopo, e le coppie si ricompongono come se niente fosse ... sentitissima e tipica della quebrada, tanto che alcuni stranieri come iol francese che gestische l'hostal si sono fermati qui dopo il primo ... infatti lui mi ha detto di essere qui da otto anni o più precisamente da nove carnevali.
All'una lasciamo il paesino e cominciamo a salire, è uno spettacolo di colori incredibile, montagne viola, rosse, verdi con un cielo di un azzurro limpido favoloso. Ci fermiamo a fotografare una famiglia di vigogne ma poi le soste fotografiche non si contano più di fronte a questo incredibile spettacolo naturale. Superiamo i 4000 metro dell'Abra del Condor, montagne erose dal venmto e dall'acqua, piccole gole dalle forme geometriche straordinarie finchè arriviamo al paesino di Iruya dalla bella chiesetta gialla in adobe. Per rendere un'idea del luogo bisognerebbe fotografare tutto!!! Riusciamo anche a vedere due condor in volo, e le ombre si stagliano sui colori delle motagne. Per essere il primo vero giorno sulle Ande direi che è stato eccezionale, nessuno ha sofferto l'altitudine anche grazioe al mate di coca, bevanda più che comune qui e decisamente utile per l'ambientamente all'altura.
Ora mi bevo una birretta con gli autisti mentre guardano Argentina-Cile ... domani ci aspetta un'alzataccia all'alba.

martedì 16 ottobre 2012

Si comincia a salire sulle Ande

Passeggiata mattutina per Salta, con visita in banca per un cambio ... scopriamo con gioia che anche i bancomat funzionano con un massimo di 200 euro, ovviamente in Pesos, il cambio e' 1 a 6. Alle 10 partiamo con due buovi autisti verso le Ande. Salendo troviamo una fantastica vegetazione che ritroveremo solo a fine viaggio in prossimita´di Tucuman. Veloce sosta a mangiare del pesce tipico e poi per due passi a Jujuy dove sta cominciando una protesta studentesca e che quindi lasciamo velocmente prima che le strade vengano bloccate. Imbocchiamo la favolosa quebrada di Humahuaca, la vegetazione tende a scomparire per lasciare posto ai tantissimi cardones (i cactus che la leggenda dice siano i guerrieri inca che in mancanza di messaggi ufficiali stiano ancora aspettando l'ordine per combattere l'esercito invasore di Pisarro, nel frattempo la PachaMama, MadreTerra, ha fornito loro una coperta verde per mimetizzarsi e delle lunghe spine per non essere disturbati). I colori delle montagne ci abbagliano, sono di tutte le tonalita´fino all'esplosione finale di Maimara. dove ammiriamo la tavolozza del pittore, una serie di montagne con tonalita´ di colori differenti dal rosso al giallo che ne giustificano senza esagerazione il nome!! Ci aspetta quindi Tilcara con i suoi 2600 metri di altezza, dove visitiamo la Pulcara, l'antica fortezza inca completamente ricostruita e circondata da cactus altissimi e dalle forme piu´strane ... tante quelle che ricordano il famoso dito medio con ampie dediche!! :-)
Anche qui, dopo che le donne del gruppo hanno svaligiato le bancarelle artigianali  (sono perlopiu´prodotti andini gia´trovati anche in Bolivia e Peru´) decidiamo di prenderci un appartamentino e cucinarci un'ottima cena per conto nostro. Poi due passi, lenti per l'altitutidine, nel vivace paesino e due carezze al cane che si e`appostato di guardia davanti alla nostra porta e via a dormire in attesa di salire ancora. 

lunedì 15 ottobre 2012

Arrivo a Salta

Alle 21.50 a Resistencia saliamo sul Camabus, un autobus notturno decisamente più comodo di qualunque aereo e con servizi simili, quali cena calda e colazione. Il viaggio fino a Salta dura dodici ore ma riusciamo a dormire abbastanza. Arrivati a Salta ci fermiamo all'agenzia dove organizzeremo la seconda parte di viaggio, quella tra le Ande. Nel frattempo visitiamo il bel centro città. con il famoso museo di archeologia della montagna, dove sono visibili alcune mummie di bambini ritrovati sulla cima delle vette circostanti, dove erano stati lasciati come sacrifico dagli Inca. Saliamo quindi in teleferica sul Cerro che domina la cittadina e dove incontriamo un mare di gente che fa attività fisica, molti salgono i 600 etri correndo per poi concludere con esercizi fisici in una palestra all'aperto di fianco all'arrrivo della teleferica. Scendiamo a piedi e mi perdo ad osservare i tantissimi graffiti che adornano i muri di un intero quartiere. Alloggiamo in una vecchia casa coloniale completamente a nostra disposizione e allora stasera ci facciamo una pasta. Faccio una breve passeggiata notturna fino ad un bar con wi-fi dove mi bevo una birra Salta, fuori dormono una decina di cani immensi cui la gente non fa caso, che stranezza!!