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mercoledì 4 luglio 2018

Tre uomini in barca

... per non parlar del cane.
Un modo di scrivere un po' obsoleto ma comunque Jerome affascina raccontando vizi e orgogliose bugie, gaffes e figuracce comuni. Il viaggio in barca è una scusa per mettere a nudo i difetti ridicoli dell'uomo, e l'autore ci riesce bene. Frequenti i momenti in cui sono scoppiato a ridere anche pensando a miei episodi personali o ad amici. Viene definito un libri di viaggio, non ne sono proprio d'accordo ma consiglio assolutamente di leggerlo. 

venerdì 27 febbraio 2015

Cay Caulker

Ci sarà ancora tempo per parlare del Guatemala, un paese che non finisce mai di affascinare ... ma intanto il viaggio prosegue in Belize. Sbarcati a Cay Caulker ritrovo esattamente lo stesso luogo di vent'anni fa, solo con più turisti. Si gira con le macchininine dei campi  da golf perlomeno per raggiungere l'alberghetto, dopodiche lasciati bagagli si gira a piedi, la regola sarebbe "no shoes and no shirts". Il ritmo è lento e dobvunque risuonano le note del reggae. Prima cena a base di barracuda e ganmberetti. Prendiamo una barca a vela e ci dirigiamo alla meta più ambita dell'isola, la barriera corallina. Prima sosta  bagno tra gli squali, sarà che la barca mi ha provocato un pò di nausea ma sto bene anche senza scendere in acqua anche perchè dopo recupero facendo snorkeling sulla barriera spesso accompagnato da favolose tartarughe. Dopo il pranzo serie di tuffi e poi dolce far niente mentre navighaimo con Bob Marley a manetta, ponch di rhum e aranciata nonchè nacos e gamberetti ... dura la vita. Non è stagione di aragoste ma il capitano Steve mi dice che domani ce ne saranno sette italiane in giro per Cay Caulker. La sua compagna Dina arriva dalla repubblica ceca mentre il timoniere con 50 anni ed un fisico perfetto tiene la rotta senza sbagliare un passo del suo ballo reggae. Cay Caulker non ha spiagge ma solo lo split, un ponticello in legno spezzato che collegava alla parte nord del cayo. A qualcuno il posto non piace ma i miei giovani compagni di viaggio sono letteralmente entusiasti.

giovedì 19 febbraio 2015

Lago Atitlan

La giornata inizia con la sorpresa che un compagno di viaggio nella notte è stato male e durante la giornata gli salirà la febbre, molto probabilmente un intossicazione alimentare. Nel frattempo saliamo sulla barca che ci guiderà per il giro del Lago Atitlan, salutiamo San Pedro e approdiamo a Santiago che giriamo alla ricerca del Maximon, l'effige di San Simone venerata e che ogni anno cambia casa. In chiesa come al solito un sacco di gente, Ci fermiamo ad osservare le donne che lavano alla lavanderia maya poi troviamo il parco della pace dedicato ai martiti della cruenta guerra "civile" degli anni '90. Ci spostiamo quindi a San Marco molto popolata anche questa da hippy e da cultori della magia e delle scienze olistiche, centri di meditazione e similari mentre a Jaibalito c'è una comunità americana, yankee, con il suo proprio mercatino e tante villette sul lago. Pranziamo a Santa Cruz dove due simpatici americani scherzano con me intenti ad imparare lo spagnolo presso uno dei tanti insegnanti privati del lago. Tornati a Panajaquel ritroviamo il pulmino e ci dirigiamo a Chichicastenango in attesa del mercato dell'indomani. In questi giorni ho potuto ammirare i vestiti coloratissimi delle donne ma anche quelli da cowboy degli uomini con cappelli di paglia e pantaloni bianchi con disegnati uccelli coloratissimi, Bambini strasorridenti che giocano con archi costruiti da loro stessi. E anche tanti ragazzi occidentali fuori come pochi mentre gli hippy conducono una tranquilla vita con tanto di orti e lavoretti manuali. Tutti i paesini hanno una biblioteca comunitaria e tanti sono i luoghi con il bookcrossing, che bello se si diffondesse anche in Italia! Sulla strada una grande assemblea comunitaria decide per l'utilizzo dei fertilizzanti mandati dal governo, mentre ad un certo punto troviamo una specie di frontiera dove controllano che non passi frutta a causa di un moscerino che potrebbe distruggere le piantagioni differenti. Papaya, mango. avocado, ananas non mancano mai e rappresentano un'ottima soluzione per il pranzo. Facile cambiare i dollari, molto più complicato cambiare gli Euro, che hanno anche un cambio svantaggioso. Nel bel giro del lago abbiamo sempre avuto almeno unn vulcano nelle vicinanze, e lo stesso lago è un cratere.