Visualizzazione post con etichetta cayos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cayos. Mostra tutti i post

venerdì 27 febbraio 2015

Cay Caulker

Ci sarà ancora tempo per parlare del Guatemala, un paese che non finisce mai di affascinare ... ma intanto il viaggio prosegue in Belize. Sbarcati a Cay Caulker ritrovo esattamente lo stesso luogo di vent'anni fa, solo con più turisti. Si gira con le macchininine dei campi  da golf perlomeno per raggiungere l'alberghetto, dopodiche lasciati bagagli si gira a piedi, la regola sarebbe "no shoes and no shirts". Il ritmo è lento e dobvunque risuonano le note del reggae. Prima cena a base di barracuda e ganmberetti. Prendiamo una barca a vela e ci dirigiamo alla meta più ambita dell'isola, la barriera corallina. Prima sosta  bagno tra gli squali, sarà che la barca mi ha provocato un pò di nausea ma sto bene anche senza scendere in acqua anche perchè dopo recupero facendo snorkeling sulla barriera spesso accompagnato da favolose tartarughe. Dopo il pranzo serie di tuffi e poi dolce far niente mentre navighaimo con Bob Marley a manetta, ponch di rhum e aranciata nonchè nacos e gamberetti ... dura la vita. Non è stagione di aragoste ma il capitano Steve mi dice che domani ce ne saranno sette italiane in giro per Cay Caulker. La sua compagna Dina arriva dalla repubblica ceca mentre il timoniere con 50 anni ed un fisico perfetto tiene la rotta senza sbagliare un passo del suo ballo reggae. Cay Caulker non ha spiagge ma solo lo split, un ponticello in legno spezzato che collegava alla parte nord del cayo. A qualcuno il posto non piace ma i miei giovani compagni di viaggio sono letteralmente entusiasti.

giovedì 26 febbraio 2015

Tikal

Mai avrei pensato di tornare in questo meraviglioso luogo di storia e miti nella jungla dopo vent'anni, Tikal, un luogo che da solo vale un viaggio !  Ma torniamo leggermente indietro. Lasciamo la meravigliosa Finca Tatin sotto una clamorosa pioggia tropicale, sulla lancia ci copriamo con sacchi dell'immondizia e grossi teli neri così alle 10 nemmeno troppo bagnati ritroviamo il nostro pulmino. Ma la pioggia ci è anche favorevole perchè a causa sua è stata rinviata una manifestazione di protesta che avrebbe bloccato la strada, invece passiamo come se niente fosse vedendo però i segni di pneumatici bruciati nei giorni precedenti. Ci fermiamo per pranzo nel piccolo e affascinante Flores, un paesino su un'isoletta di un lago, proprio piacevole quindi arrivati a Tikal cominciamo la visita, assolutamente senza guide che pure tentano di boicottarci, di questa meraviglia maya. Scaliamo i primi templi quindi ci rifugiamo in un hotel dentro alla foresta, mangiamo in un comedor familiare e alle 4 in punto siamo di nuovo dentro, con un buio pesto pronti a scalare la piramide più alta, il leggendario Tempio IV. Stellata da favola con diverse stelle cadenti e in lontananza il richiamo delle scimmie urlatrici, che effettivamente fanno un po' venire la pelle d'oca. Quindi l'alba e dalla foschia emergono le punte delle altre piramidi. Ci incamminiamo per la visita completa incontrando anche procioni e scimmie fino alla meritata colazione. Alle 9 ripartiamo per la frontira con il Belize che superiamo in meno di un'ora poi ci attende la traversata sul watertaxi e l'arrivo a Cay Caulker, un isolotto dalla vita rastafariana dobe passeremo cazzeggiando i prossimi giorni.