Il libro "Progetti architettonici e urbani per Borgo San Donnino", scritto da Nicola Delledonne e curato da Gino Delledonne, sarà in vendita da lunedì 14 ottobre presso la Vecchia Talpa in Via Gramsci a Fidenza.
Blog di fotografia, racconti di viaggio, recensioni di libri e quanto mi passa per la testa.
domenica 13 ottobre 2013
sabato 12 ottobre 2013
venerdì 11 ottobre 2013
Fine del viaggio negli States
Lo shutdown continua, ormai con evidente responsabilità dei Repubblicani (pare
una pessima ripicca per contrastare il clamoroso successo della riforma sanitaria voluta da Obama), e io prendo tranquillamente la strada verso Denver, imbocco subito la Interstate 70 poi me ne vado a fare un giro nella
coloratissima Mesa. La strada scorre bene fino a 40 miglia da Denver dove c'è una grossa fila e velocemente esco per fare delle strade alternative quindi superato Idaho Springs rientro e poi mi mi immergo nel caotico traffico di
Denver arrivando fino a casa di Fabrizio, dove con lui ad attendermi c'è anche Loretta la moglie.Serata nei bei bar della zona a mangiare hamburger e bere birre. Due passi per il centro storico di Denver tra grattacielli e vecchi palazzi, è un piccolo centro che si gira bene a piedi mentre dalla periferia ci
si muove con una metro all'aperto. Salutata la coppia più bella di Denver comincio il lungo volo verso l'Italia, con ritardo della Delta da Denver e NewYork e conseguente secondo aereo preso di corsa, nella speranza che presto
mi arrivi anche il bagaglio grosso!! Che dire un viaggio più che apprezzato insieme ad un amico che non vedevo da tempo ed una breve immersione in un paese che assolutamente non conoscevo. Una popolazione decisamente semplice e abituata alla gentilezza, soprattutto nei locali ... forse perchè incentivata
dalle regole sulla mancia? Ordine nelle strade! Se l'utilizzo del cambio
automatico mi ha causato due/tre inchiodate perchè scambiato per un normale cambio, qui in Italia nella prima giornata agli stop due volte mi sono dimenticato di cambiare e si è spento il motore!!! Parchi meravigliosi. Motel apparentemente a buon mercato ma se si è in 3/4 persone, non troppo si è soli! Molto più abbordabile sia la benzina che il
cibo! Vista la regolamentazione sanitaria mi ero fatto l'assicurazione prima di partire, non essendo successo niente si è rivelata inutile ma la rifarei! In definitiva un viaggio molto appagante!! Li chiamo states e non stati Uniti,
perchè adesso uniti non lo sono per niente, sempre sperando che il Federal
Shutdown si risolva al più presto senza causare danni irreparabili non solo all'economia americana.
P.S. nella seconda parte del viaggio ho percorso 2820 miglia, che sommate alle prime 3217 raggiungono un totale di 6037 miglia percorse ovvero 9659 Km ... mica male!! E conferma il discorso che le distanze negli States hanno un valore diverso che nel resto del mondo.
P.S. nella seconda parte del viaggio ho percorso 2820 miglia, che sommate alle prime 3217 raggiungono un totale di 6037 miglia percorse ovvero 9659 Km ... mica male!! E conferma il discorso che le distanze negli States hanno un valore diverso che nel resto del mondo.
Due caricature su "L'Asino che ride"
Quest'anno ho avuto l'onore di ben due vignette satiriche su uno dei fogliacci che escono ogni anno a Fidenza il 9 ottobre in occasione della festa di San Donnino. Autori delle vignette: Tommaso Testi e Andrea Bonatti.
giovedì 10 ottobre 2013
La scuola è finita
Un film adatto a passare qualche ora in aereo, ottima come sempre Valeria Golino. Racconta la emarginante situazione dei giovani d'oggi e purtroppo lascia un pessimo messaggio: chi si impegna per fare del bene e cambiare questa nostra società malata, viene punito duramente dal sistema e indicato come cattivo modello!
mercoledì 9 ottobre 2013
Cena tra amici
Un signor film francese che ha accompagnato uno dei miei ultimi voli aerei , ho riso spesso da solo. Nato tutto dalla scherzosa dichiarazione del nome da dare al proprio film diventa una eccellente commedia degli equivoci. Come spesso mi accade i film francesi mi piacciono e mi convincono come spesso accade anche con quelli italiani, a dispetto delle mode esterofile dei nostri film. Diciamo che mi piace il neorealismo!
martedì 8 ottobre 2013
Nelle mani giuste
Volevo leggere un altro libro di Giancarlo DeCataldo, e mi ha attirato la copertina di questo così mi sono trovato impegolato nella storia del sottobosco che ha portato alle stragi cosiddette di mafia del periodo storico che ha preceduto la cosiddetta seconda repubblica, con l'avanzare di mani pulite e il comportamento di chi non vuole cambiare in meglio l'Italia. Un libro importante dove si riconoscono tanti protagonisti della nostra recente storia, lascia sicuramente un pò di tristezza perchè fa capire come i poteri nascosti del nostro paese rendano difficile il cambiamento basandosi sui difetti tipici dell'italiano. Molto interessante!
lunedì 7 ottobre 2013
domenica 6 ottobre 2013
sabato 5 ottobre 2013
Corso d'improvvisazione teatrale a Fidenza
Giovedi 17 e 24 ottobre presso l'Ass.Anziani in via Mazzini 3 a Fidenza ci saranno due lezioni di prova gratuita per un corso d'improvvisazione teatrale organizzato dall'Associazione Culturale Traattori.
venerdì 4 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Colorado
Mai nome fu così azzeccato, con l'autunno alle porte i colori dominano
la scena, dal giallo al rosso con spettacoli naturali da favola. Il
federal shutdown ovviamente continua , davanti al Mesa Verde N.P- ci
sono ben 7 macchine dei rangers a fare barricata. E io mi faccio un giro
del Colorado, prima tappa Durango con i suoi vecchi eleganti saloon e
poi mi inerpico per le montagne con bei paesaggi e tanta tranquillità.
Mi fermo a Rico affascinante vecchia città mineraria fino ad arrivare a
Telluride, città dove la libertù è un diritto, piena di hippies, artisti
e radical chic. Lungo la strada c'è un parcheggio da cui si gode un
eccezionale panorama di colori autunnali e montagne, ci sono almeno 40
fotografi con cavalletti e attrezzature varie, scopro che è il paesaggio
più famoso e fotografato di tutto il Colorado. Mia meta è Gran
Junction piena di motell e a 230 miglia da Denver, ormai il mio prossimo
e finale obbiettivo. Mangio in un bar dove ricevo un sacco di
complimenti per il mio inglese e tutti mi chiedono dell'Italia ma anche
di cosa penso di questo mio primo viaggio negli States. Sono un po'
cotto, di strada ne ho fatta veramente tantissima.
mercoledì 2 ottobre 2013
Federal Shutdown
Pensavo che stesse cascando il governo in Italia e invece ieri è scoppiato il casino qui, si è chiuso il Governo Federale, Federal Shutdown e di conseguenza oggi tutti i parchi nazionali sono chiusi. Me ne mancavano giusto due, Canyonlands e Arches a cui tenevo moltissimo. C'è un sacco di turisti americani e non in giro spiazzati, non so esattamente di chi è la colpa, ma Obama mi aveva già deluso perchè aveva promesso di chiudere Guantanamo e non l'ha fatto e al suo posto mi ha fatto chiudere nei denti i Parxhi!! Quelli statali sono aperti così vado subito al piccolo e carino DeadHosePoint che già avevo in programma e che probabilmente non ha mai avuto tanti visitatori come oggi. Poi mi fermi all'arco di Wilson, sempre folla di turisti finchè imbocco una strada che mi porta ad un solitario e stupendo punto d'osservazione sui Needles, un pezzo di Canyonlands. Quindi è la volta delle pitture rupestri al roccie del Newspaper, che invece per i Navajo è "una roccia che racconta una storia. Mentre mi dirigo a Monticello, vedo un ranch abbandonato, Melly's Place, sul cancello c'è il lucchetto, ma di fianco si puà tranquillamente entrare e così vado, è carino, tutte casette in legno e mi sembra di sentire la voce di Fabrizio che mi grida "occhio ai serpenti!!", così giro solo esternamente. Arrivo al motel prenotato e trovo un receptionist tra i più scarsi mai trovati in giro per il mondo anche se alla fine da buon americano si dimostra anche gentile. Mi faccio un programmino per domani cercando di non allontanarmi troppo, vuoi mai che lo shutdown termini subito e riaprano i parchi? Non ho molte speranze anche perchè mi dicono che l'ultimo fu nel 1995 e durò ben tre settimane. Trovo un ristorantino dove mangiare una zuppa di fagioli e un bisteccone con patata al forno.
martedì 1 ottobre 2013
Bryce Canyon e il ranger
Stamattina parto prendendo strade panoramiche ben sapendo che ho poco
tempo da perdere perchè stasera dovrò fare molta strada. Vengo subito
affiancato da due tacchini e capisco che la giornata presenterà delle
sorprese, dopo poche miglia vengo bloccato da un immenso (non saremmo
nemmeno in America!!) gregge e poi da un gruppo di bovini neri che si
divertono a zigzagare per la strada. Reggiunta Panguitch imbocco la
favolosa scenic highway 12 e subito rimango abbagliato dal Red Canyon,
prima due tunnel poi un paesaggio da favola, vedo un cartello "photo
trail" e non posso esimermi da percorrerlo, picchi rossi e alberi morti,
la manna per un fotografo appassionato. Entro poi al Bryce Canyon,
stupendo come tutti i parchi e sempre diverso dagli altri infatti trovo
una simpatica coppia di giovani italiani entusiasti con cui mi trovo
d'accordo nel dire che è difficile dire qual'è il parco visitato più
bello. Salgo in macchina e faccio retromarcia, sfioro una macchina dei
ranger e parte la luce blu!! Il ranger si avvicina all'auto e io resto fermo con le mani sul volante
come da manuale, mi chiede la patente (e intanto penso che ho fatto
quella internazionale per niente!) e poi va alla macchina a controllarla
raccomandandosi con la mano sulla fondina di non muovermi, mi fa aprire
tutti i finestrini e mi chiede se ho bevuto alcool: No! Chiede se ho
alcoolici nell'abitacolo, no ho delle birre nel baule ( e come cavolo si
dice baule in inglese?) e poi mi fa scendere e mettere davanti all'auto
e comincia l'interrogatorio: ho droghe, ho armi, ho bombe? Sono
decisamente intimorito ma penso anche a come è ridicola questa
situazione vissuta dal vivo e non vista su uno schermo, arriva un altro
ranger che mi tiene d'occhio mentre il primo guarda nel baule
(ovviamente dopo avermi chiesto il permesso!) e alla fine (un bel 20
minuti abbondanti, n.d.r.) mi augurano buon viaggio e mi lasciano andare
non senza essersi raccomandati di non bere alccol prima di guidare ... e
penso io, di non tenerlo mai nell'abitacolo!! Mentre scrivo stappo una
birretta e gliela dedico!! Riprendo a gironzolare in lungo e in largo
per il Bryce Canyon quindi riprendo la b12 e tra nuovi spettacoli
naturali mi dirigo al Kodachrome Basin, come dice il nome un paradiso
per fotografi, sembra quasi costruito ad hoc e ci fanno anche dei
workshop organizzati dal National Geographic ... ci resto poco ma con
tutto il tempo perso a sorpresa è meglio che mi metto in moto. Sosta
volante a Junction dove tutti gli uomini hanno l'immancaboile cappello
da cowboy e poi mi immetto sulla Interstate 70, la stessa che prenderò
per Denver, e mi avvicino a Moab. Mi fermo a Green Lake, vedo subito un
bel cartello "no vacancy" e trovo da dormire solo al terzo colpo cosi
prenoto subito anche per domani sera a Monticello. Chissà perchè ad ogni
retro adesso vedo come delle luci blu!!!
lunedì 30 settembre 2013
Zion e la seconda ghost town
E' domenica anche per me così stamattina me la prendo comoda, faccio una
passeggiata per Kenab città deserta, se non fosse per il parcheggio
strapieno vicino alle due chiese dei mormoni. Entro allo Zion, parco
fantastico per paesaggi che trovo strapieno di turisti, effettivamente è
domenica. Tante le soste fotografiche nei chilometri che portano al
visitor center, dove bisogna lasciare la macchina, e la visita prosegue
con una navetta gratuita che scarica dove iniziano i trekking, faccio
diverse passeggiate. Comincio seriamente a pensare che non mi basteranno
le schede fotografiche che mi sono portato! Mi bevo una birretta,
giusto perchè in Utah sono contro gli alcoolici e il bar del parco
mostra una grossissima licenza, e mentre guardo la mappa scopro che cè
una ghost town vicino all'uscita, e allora comincio a fremere. Inizia la
ricerca , non è per niente facile finchè a Rockville trovo una piccola
freccia e imbocco la strada prima asfaltata poi decisamente sterrata e
arrivo ad un cimitero con lapidi del 1800,c'è anche George Washington (non Lui!!) .... non sono il solo e tra gli
altri (5/6 macchine) anche una famiglia con l'uomo tedesco che scopro
essere un fotografo, ci scambiamo i biglietti da visita e ci
promettiamo di passarci delle dritte sui luoghi abbandonati delle
rispettive nazioni ... effettivamente la Germania potrebbe essere una
delle mie prossime mete.Crafton è piccolina ma decisamente affascinante,
c'è una casa brucciacchiata con divieto d'accesso e circondata da filo
spinato, vedo dei bastoni che potrebbero servirmi ma mi ricordo che sono
negli States e allora rinuncio! Bello contento me ne torno sulla strada
principale per andare in un'altra zona dello Zion National Park, i
favolosi rossi Kolob Canyons , qui pocchissimi turisti! Una coppia di
anziani mi chiede se vista l'ora tarda ci sono dei problemi ad essere
ancora nel parco, gli rispondo "in altri parchi non ho avuto nessun
problema malgrado io abbia fatto tardi tante volte ,,, anzi tutte le
volte!" , scoppiano a ridere divertiti ma anche decisamente più
rassicurati. Tutte le volte che chiudo l'auto suona il clacson (!!) e
questa volta disturbo un fotografo che sta fotografando in atteggiamenti
osè fuori dal finestrino di una land rover una modella (spaziale!
n.d.r.). In strada vedo il limite più alto visto fino ad ora 80 miglia
orarie, normalmente è consentito superare il limite di circa 5 miglia,
questo ovviamente non è il caso. Tutte le volte che faccio qualche
tratto di autostrada mi viene in mente il vecchio film "Convoy, trincea
d'asfalto". Chiudo la giornata con una pizza pepperoni (salame) e olive nere nell'unico locale con possibilità di birre in Penowar.
domenica 29 settembre 2013
Antelope e Gran Canyon
Notte impegnativa ma superata con slancio: che fisico!! Se non avessi
dimenticato attaccata la sveglia del telefonino tiravo dritto, stavo
anche facendo un sogno. Vado subito da McDonald's, aperto 24 ore,
approfitto dei bagni ma non vedo niente che mi stuzzichi per colazione
cos' alle 7 vado a gironzolare sul Lago Powell, un affascinante lago
artiviale ma la vera prima meta della giornata è l'Antilope Canyon,
sogno di tanti fotografi e allo stesso tempo difficilissimo da
fotografare bene. E' piccolissimo ma allo stesso tempo grandioso, mi
ricorda il Sik lo stretto canyon che all'entrata di Petra in Giordania
conduce al favoloso Kazneh ed ha alle spalle una simile drammatica
storia: diversi turisti sono morti a causa di un'improvvisa ondata
d'acqua e da allora si può andare solo con una guida Navajo. Dicono che è
caro visitarlo, 26 dollari ma è un'ora e mezzo di fascino
indescrvibile.Page vive sul turismo , ci sono barche dappertutto e
addirittura ville da un milione di dollari con sbocco sul lago. C'è
anche l'horsepoint , una fantastica curva del Colorado River a 270
gradi visibile dall'alto che mette a dura prova le mie vertigine cosi
come la successiva passeggiata al North Rim del Gran Cabyon. Purtroppo
da Page la strada è chiusa e devo prendere la più lunga così passo da
Kanab e verifico con successo la mia prenotazione, ne approfitto anche
per lavarmi poi attraverso la bellissima Kanyab Forest vado al Gran
Canyon. Bella anche questa visita ma se devo esprimere un parere, il
South Rim è decisamente più consigliabile , ha scorci panoramici di
maggiore effetto, il North è forse più consigliabile a chi fa escursioni
a piedi. Nel tornare incontro un sacco di cerbiatti e cervi, guidare
nei parchi abbisogna sempre d'attenzione e ancor di più al buio.
Stamattina un gruppo di 48 italiani ha fatto la sua bella figura di
cacca e per fortuna che nel mio piccolo gruppo di visitatori che per
colpa loro ha dovuto aspettare un quarto d'ora in un angolino
dell'Antelope Canyon nessuno capiva l'italiano, maleducati e prepotenti
... però io resto sempre orgoglioso di essere italiano e infatti ho
precisato di esserlo anch'io ma di appartenere ad una sana minoranza.
Intanto qua in Utah è cambiato ancora l'orario.Kanab vive molto di turismo e pèer cena mi incammino finchè trovo un bar
frequentato da locali mangio un paito tipico (carne arrosto, patate al
forno e fagioli!!) e ascolto insieme a pochi avventori un cantante
vestito da cowboy, alla fine sotto lampadari fatti in stile corna di
cervo resto solo io e quattro procioni imbalsamati che giocano a poker.
Non so perchè ma stasera ho molto sonno !!!
sabato 28 settembre 2013
Rally alla Monument Valley
Non sono ancora sveglio che mi intorta un camionista, vuole sapere come
mi trovo con la mia Dodge blu, lui ne aveva una da giovane e ne era
entusiasta, chissà cosa ne pensa Marchionne!! Prima tappa della giornata
è il sorprendente Canyon de Chelly, scorci panoramici affascinanti e
prime bancarelle dei nativi ... nel visitor center trovo anche il libro
sulle piante che stavo cercando per un'amica, ne descrive ben 138 con
relativi possibili usi medicinali, spero che sarà contenta altrimenti le
piante potrebbero diventare 139. Riprendo l'auto e mi dirigo verso la
meta clou della giornata la Monument Valley, che per descriverla basta
il nome, giro per tre ore sulle strade sterrate che conducono agli 11
favolosi punti d'osservazione. In quello vicino al l'immenso visitor
center mi diverto a fotografare la gente che si fa le foto ricordo nei
modi più strani possibili, tra tutti svetta una bella ragazza francese
che prima si fa fotografare con un'immensa bandiera americana e poi con
la guida Lonely Planet, una foto che metterà su Facebook.La zona di Kayenta dà casa, se così si può dire ai nativi, non c'è certo ricchezza da queste parti. Se il detto "donna al volante pericolo ambulante" è spesso vero, con le donne Navajo se ne ha conferma, la freccia proprio non sanno cosa sia, o magari ne hanno una vecchia concezione!! Malgrado i miei
propositi guido anche di notte e le strade poco trafficate hanno ottime
segnalazioni luminose. Arrivo a Page e comincio a cercare una camera
disponibile, non sembra per niente facile. Dopo alcuni no vacancy provo al Days Inn e qui mi viene drammaticamente detto che è tutto sold out, c'è posto solo al Wall-Mart , o meglio al parcheggio del Wallmart. Resto li a cercare su internet e scopro che i primi posti liberi sono a Flagstaff (no comment!!). All'improvviso telefonano dal Motel6 che si è liberata una stanza, ringrazio il ragazzo della reception consigliando al suo capo una promozione per lui, e ridendo dico che ormai pensavo di passare la notte gratis invece che spendere 125 Dollari. Vado al Motel6 e la stanza libera non c'è più (la raeceptionis non si è capita con l'altro ragazzo!), è destino il Motel6 mi respinge ancora. E allora vado a mangiucchiare qualcosa da Mac Donaldd's sfruttando la connessione internet per prenotare la stanza di domani a Kanab (e ci mancherebbe di fare il bis!!) e poi via dormire sotto un milione di stelle in un parcheggio con altre macchine adibite a camere da letto, per fortuna ho anche qualche birra ... poi domani dovrò anche fare la scorta per l'Utah.
venerdì 27 settembre 2013
La foresta pietrificata e il deserto dipinto
Due passi per Williams che si svuota dei turisti, e poi di nuovo al
Gran
Canyon, vedo alcuni panorami già visti ma con un'altra luce quindi mi
dirigo verso il Desert View Point, un'altra serie di scorci panoramici
da rimanere senza fiato. Lungo la strada alcune bancarelle con
manufatti dei nativi indiani, non vado forte perchè il fortissimo vento
mi incute timore .. a tre chilometri dalla mia meta finale , Chambers,
un cartello avverte di fare attenzione alle forti raffiche ... non me n'ero mica accorto! Vicino al Meteor Crater trovo un'anziano autista che
si lamenta perchè i giovani camionisti guidano in sandali. Ogni tanto mi
ributto sulla Route 66 e a Winslow mi fermo ad ammirare l'angolo
dedicato ("The standing Corner") alla famosa canzone degli Eagles
: Take it easy!! Purtroppo arrivo soltanto dopo le 16 al Parco della
Foresta Pietrificata e del Deserto Dipinto (Painted Desert and Petrified Forest), è bellissimo ma non riesco a
vedere tutti i punti segnalati e domani non riesco a tornarci (solo
perchè apre alle 9!!). Il tramonto alla Mesa verde è favoloso e malgrado
sia già passato l'orario di chiusura me lo godo con Thelma e Louise,
due ragazze californiane ... ci mettiamo d'accordo che se rimaniamo
chiusi dentro io ho il cibo, loro le birre ,,, poi partiamo verso uscite
opposte e vengo presto intercettato dal ranger che mi invita ad uscire
senza ulteriori soste, ne approfitto per chiedergli informazioni
stradali così faccio guadagnare tempo alle due fanciulle. All'uscita il
cancello è chiuso, attimo di suspence, ma si apre automaticamente. Mi
fermo a dormire a Chambers e subito i Navajo mi risultano simpatici, la
ragazza della reception mi fa lo sconto per la notte ,,, peccato poi che
al ristorante non servano birre ma fa lo stesso. Domani mi aspetta una
giornata impegnativa.
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