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lunedì 20 settembre 2021

Artico nero

La lunga notte dei popoli dei ghiacci.
Matteo Meschiari con questo stupendo libro, poetico ma decisamente duro ci racconta la scomparsa dei popoli che vivevano nel nord del mondo grazie al capitalismo imposto dalle nazioni occidentali, attraverso l'alcool e lo schiavismo. Un libro da leggere e da capire anche per ben comprendere la strada che ha preso quello che chiamiamo umanità. 

venerdì 7 settembre 2018

A Parma si parla di Mapuche

Oggi venerdi 7 settembre alle ore 18,30 , a Chourmo Enolibreria, insieme a Domenico Fantini, interverrà anche Nicola Sgargi, attivista, sognatore e appassionato di culture indigene, in particolare del popolo mapuche, con cui coopera direttamente.
Nicola è stato volontario presso la comunità mapuche Pillan Mahuiza (Chubut - Puelmapu).
Dal 2015 collabora con il “Movimiento de Mujeres Indigenas por el Buen Vivir” e con l’associazione antirazzista “Sentieri di Libertà” del Mercatino Multietnico di Bologna.
Un'iniziativa all'interno del festival Stop.

venerdì 30 gennaio 2015

Il deserto intorno

https://www.produzionidalbasso.com/project/il-deserto-intorno/
Il deserto intorno è un libro fotografico dedicato ai profughi Saharawi, uno sguardo aperto sulla vita nei campi avvolta nel silenzio spesso assordante della comunità internazionale, silenzio che crea come un deserto intorno alla loro lotta e alla loro esistenza. 
E' un progetto che si basa sul crowfunding "Produzioni dal basso" 

domenica 6 aprile 2014

Un tranquillo sabato primaverile a Fidenza


Nel silenzio assoluto dell’informazione venerdì sera vengo a sapere per caso che l’indomani pomeriggio ci sarà un incontro organizzato da CasaPound  a Fidenza nel Ridotto del centralissimo storico gioiellino che è il Teatro Magnani , è già il 4 aprile quindi non dovrebbe essere un pesce d’aprile … ma malgrado il mio stesso computer mi renda difficile la ricerca riesco ad accedere  al sito ufficiale di questo più che discutibile gruppo politico e trovo in homepage la locandina dell’evento! Avviso a casa di non parcheggiare in piazza del teatro il pomeriggio di sabato. Avviso qualche amico incredulo e provo anche a lanciare la notizia … nessuno sa niente, già mi consolo pensando che forse è meglio così.

Mi chiamano alle 15.30 sconvolti da Fidenza: “è tutto vero, c’è un mega schieramento di forze dell’ordine in centro, mai visto prima!” Scendo subito in centro clamorosamente frenato dal passaggio della Milano-Busseto ciclistica ed effettivamente c’è un bello schieramento tra celerini, carabinieri, polizia municipale e agenti in borghese. Ovviamente la gente si chiede cosa sta succedendo!!  Gironzolo un po’ e a sorpresa mi arriva incontro un gruppo con musica e bandiere, tanti bambini e donne dai vestiti colorati e carrozzina al seguito, tanta allegria e foto ricordo con i telefonini … è la festa dei Popoli. Alla fine il mio servizio fotografico lo faccio qui, colori e gioia … mentre a cinquanta metri di distanza le forze dell’ordine dividono questi opposti ambienti. Davanti al teatro si forma un capannello di attoniti spettatori, li difendo io armatissimo (… di macchina fotografica) e blocchiamo prima sul nascere qualche stupido ma prevedibile atto provocatorio quindi ascoltiamo bloccando noi stessi chi da presunto intellettuale liberale nonché superficiale difende la libertà di espressione. Nel frattempo una decina di giovani “sospetti” ragazzi dei centri sociali distribuiscono educatamente un volantino che spiega l’argomento del dibattito “Ancora Fascisti! Che due marò!” e già il titolo rallegra l’animo ai fidentini presenti in centro!
Per chi fosse interessato all’argomento e non trova sufficiente questa spiegazione esistono riviste come Internazionale che ha pubblicato articoli inerenti scritti sia da differenti giornali italiani che da giornali stranieri anche indiani  e tanti siti internet di giornali stranieri per rendersi conto che ancora una volta in Italia è stata data un’informazione lacunosa dai più importanti mass-media sulla vicenda dei due militari trattenuti in India. Ma non è questo il punto su cui focalizzarsi oggi.

Nel frattempo compaiono personaggi strani attorno alla zona topica … arriva un personaggio “sospetto” di Fidenza con una grossa busta di plastica, contiene un monopattino colorato … comincia a serpeggiare tensione nella piazzetta  … si comincia a parlottare sottovoce e si decide di compiere un piano ardito: un volontario dovrebbe entrare  rapidamente nel teatro, montare sul monopattino e a sorpresa raccogliere le firme per la presentazione della lista di Rifondazione Comunista.  Ma intervengono gli uomini della Digos che pregano di non disturbarli mentre ammirano il passeggio fidentino …. così tutti vanno a casa ed è passato un tranquillo e scherzoso sabato pomeriggio.

Grazie alle forze dell’ordine e grazie a chi ha osservato per evitare ogni tipo di incidente ma nessun ringraziamento a chi ha autorizzato, con faciloneria e ignoranza della storia italiana, questo gruppo dichiaratamente neofascista ad usare uno spazio comunale creando un fortissimo rischio a tutta la cittadinanza e un ovvio dispendio di risorse per garantire l’ordine pubblico .



giovedì 11 novembre 2010

Notizie dal Popolo Saharawi

L'agenzia Misna intervista un'attivista che era presente nel campo saharawi assaltato lunedì dall'esercito marocchino. Racconta di rastrellamenti casa per casa e che le violenze che continuano in queste ore, come il blocco delle comunicazioni e l'espulsione dei giornalisti. L'irruzione nel campo ha provocato almeno 11 morti, 723 feriti e 159 dispersi, ma un bilancio certo è ancora impossibile

«Dal giorno dell’irruzione nel campo saharawi alle porte di El Aiun è in vigore un coprifuoco dalle 22 alle 8 del mattino, ma già al calar della notte, intorno alle 18, nessun saharawi può avventurarsi per strada senza il rischio di essere fermato dai soldati, interrogato e portato via»: alla MISNA che la raggiunge a El Aiun, Isabel Terraza Rebollo – attivista dell’organizzazione non governativa Resistencia Saharaui – riferisce lo stato della situazione nella principale città del Sahara occidentale, dove sono ancora in corso disordini: «Ieri – dice – c’erano almeno quattro focolai di resistenza, in particolare nel quartiere di Matala. Inoltre, centinaia di persone hanno protestato chiedendo notizie dei familiari scomparsi o arrestati dai soldati. Soldati e coloni marocchini entrano nelle abitazioni saharawi, bruciano e saccheggiano esercizi commerciali, picchiano e traggono in arresto soprattutto giovani».
Impossibile stabilire un bilancio certo delle vittime, secondo Terraza Rebolo, che si trovava all’interno del campo preso d’assalto lunedì. «Attorno al campo sono stati rivenuti corpi senza vita di saharawi, in un caso anche quello di un soldato marocchino. Ma – sottolinea – non abbiamo dati certi e la situazione è tuttora in evoluzione con i soldati che presidiano le strade e si presentano nei quartieri saharawi con liste di persone ricercate». Non confermate restano le voci, diffuse da alcune fonti vicine ai saharawi, sul ritrovamento di fosse comuni. «Resta, di fatto, il blocco delle comunicazioni – conclude l’interlocutrice della MISNA – tutte le vie d’accesso per El Aiun sono controllate dai militari, ai giornalisti stranieri non è stato consentito l’ingresso in città; è in atto un blackout informativo che può solo aiutare a nascondere quanto sta avvenendo».
Intanto, sottolineano fonti del Fronte Polisario che ha chiesto l’intervento dell’Onu, la società civile internazionale si sta muovendo per esprimere solidarietà alla popolazione saharawi. In Italia, in particolare, è previsto questo venerdì un sit-in davanti la sede dell’ambasciata del Marocco a Roma.

fonte: www.misna.org