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venerdì 7 febbraio 2025

Riflettendo

Sono in Vietnam da una decina di giorni, paese cambiatissimo ma che soprattutto nelle zone rurali continua a trasmettermi una gran tranquillità. Fiumiciattoli e risaie tra picchi calcarei. Sorrisi ma una nuova ferma attenzione al denaro. Ci si continua a incontrare con gli stessi turisti sui bus. Nei locali va di moda la musica anni 80. Nei luoghi turistici i vietnamiti si vestono in modo tradizionale per fotografarsi. Io sto bene. Sono tranquillo e a mio agio. Mi muovo lentamente e mantengo saldo l'obbettivo di tornare nell'amato Laos. Una cosa che proprio non è cambiata è la difficoltà nell'attraversare le strade a piedi ... anche con il verde! Da notare l'utilizzo estremo delle mascherine.

lunedì 13 dicembre 2021

Verso la montagna sacra

Un viaggio al monte Kailash è uno dei miei sogni e con questo libro Colin Thubron lo ravvia ulteriormente. Un buon libro di viaggio con il quale l'autore parla della sua storia personale ma soprattutto delle religioni e dei miti che permeano il Tibet e le valli himalayane. A volte l'autore si perde in divagazioni ma per me è un buon libro e tante sono le nozioni buddhiste e non solo che vi si possono trarre. Una khora che dovrò fare!

lunedì 16 settembre 2019

Fine viaggio

E per non farsi mancare mai niente, proprio all'ultima cena mangio qualcosa di avariato in un ottimo ristorante che mi è stato anche molto consigliato. Salgo sul primo aereo sudatissimo e stanchissimo con  anche un ritardo di due ore e arrivo a casa. Sono comunque molto soddisfatto del viaggio e nel finale ho visto forse i paesaggi migliori con gole strepitose e gli ottimi monasteri di Haghpat e Sanahin. Faccio il pieno di frutta secca, e all'aeroporto anche di sigarette quasi a metà di prezzo e dell'amatissima amarula, una specie di crema di whisky sudafricana non distribuita in Italia ma ormai rintracciabile in quasi tutti i duty-free. Che dire l'Armenia è un paese povero con ampli margini di crescita e che annovera forse più cittadini in giro per il mondo che a casa propria. Bei paesaggi e tantissime vecchie chiese e monasteri, molti ricostruiti perchè distrutti o dalle tante invasioni o dai sovietici. Sull'aereo di ritorno da Kyev tante le badanti e le stupende ragazze con destinazione il nord Italia. E una domanda che mi faccio da tempo: perchè ogni volta che rientro a Malpensa mi devo incavolare per la pessima organizzazione e per la maleducazione del suo personale? Va beh torniamo nel belpaese!  

venerdì 13 settembre 2019

Da sud a nord

Piove sempre durante la sosta in Nagorno. Piacevole il mercato dove assaggio vari frutti secchi quindi visita a Sushi e al fondamentale monumento simbolo della grande madre con il grande padre. A Tatev volo tra le nuvole sulla più lunga teleferica del mondo, quasi 6000 metri per poi visitare il bel monastero di Novavank in una stupenda valle colorata per poi dedicarmi all'assaggio dei vini, niente male il rosso di Areni. Notte a Yerevan poi finale al nord, prima nella foresta di Dilijan quindi nelle stupende gole del Debed vicino ad Alaverdi. Ad Akhtala vedo i primi strepitosi affreschi in una chiesa, quindi altri nel fantastico monastero di Haghpat collocato in un paesaggio da brividi con immense gole. In questi giorni la maggioranza di turisti incontrata era costituita da armeni provenienti dalle più disparate zone del mondo a testimonianza di una drammatica diaspora.

martedì 10 settembre 2019

Piove che Dio la manda !

Non ce l'ho fatta a vedere l'Ararat ma a momenti appare direttamente l'arca di Noè! Beh uno spiraglio l'ho visto durante un'affollata visita a Khor Virap, monastero tra i più importanti dell'Armenia. Al lago Sevan trovo pioggia e freddo. Il mio autista improvvisato mi porta a vedere il santuario di Heravank ma si sbaglia, rendendomi felice, e mi molla davanti ad un favoloso ecomostro. Poi ritrova la strada ed ammiro il monastero sul lago e i poi i favolosi kachachks di Noraduz, centinaia e centinaia di pietroni funerari con incise croci. Alla mattina quattro ore senza pioggia e ne approfitto per una bella camminata fino a Sevanavank altro complesso di chiesette sul lago ma prima furbamente decido di giocare con un cucciolo di cane rendendo inammissibile il non cambio di pantaloni e felpa! Lunga sosta per controlli al confine fittizio con il Nagorno Karabach conteso con i vicini azeri. E piove ma visito anche Davivank e un altro monastero dei tesori completamente costruito dopo la devastazione sovietica. Pisciatina in un regno del kitsch con un veliero in un torrente, auto appese sui pali ed un immenso roccione scolpito a raffigurare un felino all'attacco! Meritato riposo a Stepanakert.

sabato 7 settembre 2019

Vecchie chiese

Gironzolando per il brullo nord senza dimenticare la presenza di viti e alberi da frutta sono sempre più convinto che sto facendo un viaggio nel passato. Un paese nato dopo genocidi negati ancora oggi ma che mantiene un fiero patrimonio storico. Bello il tempio pagano ricostruito di Garni e affascinanti le tante chiesette, vank, quasi sempre vicino a spettacolari canyon. Pascoli e contadini oltre la grande città che soprattutto alla sera espone una grande vivacità. Gentilezza e disponibilità aiutano per organizzare il viaggio anche con i tanti che non parlano inglese. Strana l'Alphabet Valley con raffigurato tutto l'alfabeto armeno sulla strada per la piccola ma leggendaria fortezza di Amberd. Quando spendo più di 10 euro per bere e mangiare significa proprio che ho esagerato.

giovedì 5 settembre 2019

Appunti armeni

Dopo tre giorni mi decido a scrivere qualcosa ma vado sempre a piedi e alla sera sono spesso distrutto. Mi sono fermato inizialmente a Echmiadzin, piena di chiese e piccola cittadina vicino a Yerevan. Un paese povero in ricostruzione con gente alla mano che sorride agli incontri e quando sa un po' di inglese cerca sempre di fare due chiacchiere. Si mangia bene e semplice, dovunque bancarelle di prodotti agricoli, baretti dove fanno ottimi frullati e negozietti che vendono ancora le cassette musicali. Cellulari diffusissimi , prezzi bassi e per ora nessuna fregatura. Abbondano le Mercedes, parchi con wi-fi gratuito e fontanelle con acqua fresca. Oggi c'era la partita di calcio Armenia - Italia e alle cascate, monumento in centro a Yerevan ho trovato gruppetti di italiani. Un parco intero con artisti che vendevano quadri e molti suggerimenti in hotel per organizzarmi il viaggio. Per strada diverse statue di Botero. Un paese povero ma interessante.

martedì 3 settembre 2019

Chernobyl

Il clou della mia sosta a Kyev. Partenza alle 8 con un gruppo di 12 persone e due ottime guide per una visita ottimamente organizzata, interessante e molto toccante. Prima di decidere mi ero documentato tantissimo per essere sicuro di non correre rischi. Tutti dotati di un apparecchietto che a fine viaggio segnalava la personale bassissima radioattività. Diversi i controlli subiti nel passaggio tra le varie zone. Sicuramente il clou della giornata è stata la visita alla cittadina fantasma Pripiat abitata per soli 16 anni, fondata nel 1970 come un piccolo gioiellino dotato di tante infrastrutture culturali e sportive fu definitivamente abbandonata e consegnata alla natura nell'aprile del 1986 all'indomani del famoso incidente nucleare. Ovviamente non si può entrare nei palazzi causa pericolo crolli ma si vede come siano stati abbandonati da un giorno all'altro e circondati da una foresta. Ovviamente il giro finisce davanti alla ruota panoramica che ne è diventata il triste simbolo. Più agghiaccianti i villaggetti di campagna completamente cancellati dalla foresta con case divelte al cui interno non c'è più niente. Rimane solo il paese di Chernobyl tuttora abitato. La centrale nucleare presenta il reattore 4 completamente avvolto in una corazza di amianto e gli altri reattori spenti ormai da una decina di anni e con un sacco di lavoranti impegnati nello smantellamento. Non bisogna mai toccare niente e nella foresta i rilevatori affittati da alcuni partecipanti segnalano il deciso aumento di radioattività. Molto toccante anche il monumento a Chernobyl dedicato alle vittime  in particolare pompieri e personale della centrale nucleare. Poi c'è l'immenso radar Duga con cui i russi controllavano l'eventuale lancio di missili americani, abbandonato e senza i tanti computer ma con le foto dei missili yankee tanto temuti, un luogo che riporta alla guerra fredda ma anche un posto su cui si proclamarono tante leggende. Da Kiev dista nemmeno due ore d'auto ed è considerato come un museo per non dimenticare l'impatto umano sul nostro pianeta. Un'esperienza che consiglio.

lunedì 2 settembre 2019

Tre giorni a Kiev

Ho camminato tantissimo in questa città piena di saliscendi e di grandi parchi. Una città europea con alcune chiese interessanti, confermo che non mi piacciono molto gli affreschi delle chiese ortodosse mentre mi affascinano le guglie dorate. Sia la piazza davanti a Santa Sofia che Maidan sono piene di immagini che raccontano la storia recente purtroppo spiegate solo in lingua locale e particolarmente cruente quella sulla guerra in Donbass. Dovunque localini e ragazze vestite alla moda e sempre con il telefonino in mano. La vita costa decisamente meno che da noi e buona notizia per i turisti: ci sono wc dappertutto, segnalati e puliti. Si mangia bene con predilezione per l'utilizzo delle verdure, frequenti le bancarelle che vendono frutti di bosco. Nei parchi con più panchine vicine ed affollate c'è il wi-fi gratis ! Decisamente afoso come da noi. 

venerdì 30 agosto 2019

Arrivo a Kyev

Come al solito parto stanchissimo. Nel tardo pomeriggio metto piede in Ucraina e prendo possesso del mio hotel a Kyev. È già buio e mi incammino cercando di non perdermi e di prendere conoscenza con i dintorni dell'albergo, dopo un'oretta sono al punto di partenza e proprio a due passi trovo un bel ristorantino gestito da ragazzi giovani, mangio bene e molto, e mi coccolano anche offrendomi un ottimo dolce a base di mozzarella e fragole. Ottime anche le birre. Ben arrivato !!

giovedì 20 luglio 2017

Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares

Indubbiamente un capolavoro, da leggere in modo decisamente impegnativo e ricchissimo di richiami che toccano decisamente nel personale. Pessoa si inventa un personaggio anonimo e attraverso il suo diario, il suo scrivere impressioni sulla quotidianità, sulle sue sensazioni  e sui suoi sogni ci racconta l'uomo del ventesimo secolo. Ne sono rimasto spesso colpito perchè mi sono sentito decisamente al centro del racconto come lo sarebbe qualuncue anima sensibile di questa societò. Un libro decisamente importante!

martedì 28 marzo 2017

Profondo sud ai Diari di bordo

Sabato 1 aprile alle ore 18 ai Diari di bordo (Borgo S.Brigida 9 - Parma) presentazione del libro di Seba Pezzani "Profondo Sud - Un viaggio nella cultura del Dixie''. A dialogare con l'autore sarà un'amica storica dei Diari di bordo, la scrittrice Elisabetta Bucciarelli.

domenica 11 settembre 2016

RAB4 ai Diari di bordo




Solita stupenda serata alla libreria "Diari di bordo" di Parma allietata dalla presenza dei RAB 4, ottimo gruppo musicale tra i pochissimi italiani che possono vantarsi di avere fatto alcune tourneè musicale in U.S.A. e condotto da Seba Pezzani, amico, traduttore e scrittore di libri che presentava il suo ultimo lavoro "Istruzioni per l'USA", che segue l'ottimo "Americracy". Malgrado il pomeriggio torrido tanta la gente interessata e tanta la gente che si fermava sentendo le note che si propagavano per il vicoletto, che sta diventando sempre più un importante punto di riferimento culturale di Parma. E sul mio sito potete anche trovare i racconti di Seba mai pubblicati su carta "U.S.A e getta".

lunedì 28 settembre 2015

Gente di fotografia chiude alla grande






Si è chiusa alla grande la rassegna "Gente di fotografia" con tre incontri con grandi fotografi alla libreria "Diari di bordo" di Parma, la serata conclusiva ha avuto la presenza dell'ottimo Vasco Ascolini, fotografo di teatro e di beni culturali, una serata eccezionale. E già si vocifera sulle presenze della prossima molto probabile seconda edizione.