Blog di fotografia, racconti di viaggio, recensioni di libri e quanto mi passa per la testa.
Visualizzazione post con etichetta kiev. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta kiev. Mostra tutti i post
mercoledì 1 febbraio 2023
martedì 15 marzo 2022
sabato 4 settembre 2021
lunedì 5 ottobre 2020
giovedì 24 settembre 2020
giovedì 28 novembre 2019
martedì 8 ottobre 2019
martedì 3 settembre 2019
Chernobyl
Il clou della mia sosta a Kyev. Partenza alle 8 con un gruppo di 12 persone e due ottime guide per una visita ottimamente organizzata, interessante e molto toccante. Prima di decidere mi ero documentato tantissimo per essere sicuro di non correre rischi. Tutti dotati di un apparecchietto che a fine viaggio segnalava la personale bassissima radioattività. Diversi i controlli subiti nel passaggio tra le varie zone. Sicuramente il clou della giornata è stata la visita alla cittadina fantasma Pripiat abitata per soli 16 anni, fondata nel 1970 come un piccolo gioiellino dotato di tante infrastrutture culturali e sportive fu definitivamente abbandonata e consegnata alla natura nell'aprile del 1986 all'indomani del famoso incidente nucleare. Ovviamente non si può entrare nei palazzi causa pericolo crolli ma si vede come siano stati abbandonati da un giorno all'altro e circondati da una foresta. Ovviamente il giro finisce davanti alla ruota panoramica che ne è diventata il triste simbolo. Più agghiaccianti i villaggetti di campagna completamente cancellati dalla foresta con case divelte al cui interno non c'è più niente. Rimane solo il paese di Chernobyl tuttora abitato. La centrale nucleare presenta il reattore 4 completamente avvolto in una corazza di amianto e gli altri reattori spenti ormai da una decina di anni e con un sacco di lavoranti impegnati nello smantellamento. Non bisogna mai toccare niente e nella foresta i rilevatori affittati da alcuni partecipanti segnalano il deciso aumento di radioattività. Molto toccante anche il monumento a Chernobyl dedicato alle vittime in particolare pompieri e personale della centrale nucleare. Poi c'è l'immenso radar Duga con cui i russi controllavano l'eventuale lancio di missili americani, abbandonato e senza i tanti computer ma con le foto dei missili yankee tanto temuti, un luogo che riporta alla guerra fredda ma anche un posto su cui si proclamarono tante leggende. Da Kiev dista nemmeno due ore d'auto ed è considerato come un museo per non dimenticare l'impatto umano sul nostro pianeta. Un'esperienza che consiglio.
lunedì 2 settembre 2019
Tre giorni a Kiev
Ho camminato tantissimo in questa città piena di saliscendi e di grandi parchi. Una città europea con alcune chiese interessanti, confermo che non mi piacciono molto gli affreschi delle chiese ortodosse mentre mi affascinano le guglie dorate. Sia la piazza davanti a Santa Sofia che Maidan sono piene di immagini che raccontano la storia recente purtroppo spiegate solo in lingua locale e particolarmente cruente quella sulla guerra in Donbass. Dovunque localini e ragazze vestite alla moda e sempre con il telefonino in mano. La vita costa decisamente meno che da noi e buona notizia per i turisti: ci sono wc dappertutto, segnalati e puliti. Si mangia bene con predilezione per l'utilizzo delle verdure, frequenti le bancarelle che vendono frutti di bosco. Nei parchi con più panchine vicine ed affollate c'è il wi-fi gratis ! Decisamente afoso come da noi.
venerdì 30 agosto 2019
Arrivo a Kyev
Come al solito parto stanchissimo. Nel tardo pomeriggio metto piede in Ucraina e prendo possesso del mio hotel a Kyev. È già buio e mi incammino cercando di non perdermi e di prendere conoscenza con i dintorni dell'albergo, dopo un'oretta sono al punto di partenza e proprio a due passi trovo un bel ristorantino gestito da ragazzi giovani, mangio bene e molto, e mi coccolano anche offrendomi un ottimo dolce a base di mozzarella e fragole. Ottime anche le birre. Ben arrivato !!
Iscriviti a:
Post (Atom)




