sabato 8 settembre 2012

Bella addormentata

Sicuramente un gran film su di un tema per niente facile. Tutto il film si svolge negli ultimi giorni della vita di Luana Englaro. E con situazioni completamente diverse tra loro il regista ci parla dell'amore per la vita. Favolosi gli interpreti, da un grande Toni Servillo (meraviglioso il suo monologo!) ad un'eccezionale Maya Sansa, senza dimenticare Isabelle Huppert e la favolosa  Alba Rohrwacher, e tutti gli altri ottimi co-protagonisti. In tutto il prosieguo del film domina il rispetto per le differenti idee, pur sottolineando l'ipocrisia di tanti politici lontani dalla vita reale. Ma alla fine si esce sorridendo dopo un grande segnale di speranza. Bello!

Tropicale

mercoledì 5 settembre 2012

Chiavi curiose di agosto

avventure erotiche con la suocera  
descrivere la sabbia
distruziona dei dinosauro
dubbi esistenziali divertenti
educazione - cinesi scorreggiano
fare la pipi' di fronte a una sconosciuta
foto strane ferragosto
immagini di mamma con bambino al tramonto
guidare l’autobus è come un camion
i leoni marini puzzano perche'
india come fanno le cabine dei camion tata
io e la zia sul pulman erotico
la puzzola cammina ??
non bisogna spezzare le ali ad una donna
perchè fumavano l'oppio sdraiati e inginocchiati
picchi dei troll
pipi dietro un camion
qual'è il colore del caviale più pregiato
quanto guadagna un camionista sulle strade dell'Himalaia
quelli che portano sempre i rayban
recinti per cammelli e viaggiatori
sognare di cavalcare con la macchina le onde agitate del mare
tipiche espressioni delle mamme del sud
come riconoscere uno zippo falso
video porno suocera che escie dalla doccia

Pablo Picasso a Vilnius

domenica 26 agosto 2012

Mirandola e dintorni


Erano mesi che volevo fare un giro nella zona di Mirandola per rendermi conto della situazione post-terremoto, in fin dei conti sono circa 70 km. in linea d'aria di distanza da casa mia. Avevo paura di passare per un turista del dolore e questo mi ha fermato finchè ho ricevuto un invito da due gentilissimi amici che mi hanno ospitato a pranzo e condotto in giro per le strade di Mirandola e dintorni. Arrivando da Modena si cominciano a vedere i primi danni con case di campagna scoperchiate, capannoni industriali distrutti, tende camper e roulotte vicino alle case, tendopoli dove alloggiano ora solo extracomunitari. La gente del posto che non può accedere alla propria casa (tantissime persone, n.d.r.) si fa ospitare da parenti e amici non troppo distanti.
Da pochi giorni il centro storico di Mirandola non è più zona rossa ma è accessibile: tutto attorno inferriate con cartelli e fogli appesi .... sono negozi e professionisti che segnalano se sono aperti o meno e dove si sono trasferiti. Mi incammino per il centro, sì è aperto ma in pratica è solo un camminamento all'interno di una città fantasma, il silenzio e l'abbandono mi sconvolgono ... le locandine sui muri segnalano eventi di fine maggio ... il tempo si è fermato a quel brutto indimenticabile giorno di maggio!!
L'ospitalità di queste terre è fantastica, i due amici mi preparano il pranzo che consumiamo insieme scherzando ... si sente una porta sbattere e all'improvviso i due volti sorridenti si trasformano in maschere preoccupate se non terrorizzate ... in pochi secondi capisco con che sentimenti di paura sta vivendo la gente di questi luoghi, la fatica nel dormire e l'impossibilità di stare tranquilli ... il mio ospite ha messo anche un letto vicino alla porta ... la terra continua a dare segnali di paura (ogni giorno piccole scosse!) e anche chi può entrare nella propria casa non è per niente tranquillo. Le farmacie della zona vendono a go-go tranquillanti e antidepressivi!
Un signore ci invita gentilissimo a casa sua, ha qualche danno ma soprattutto la paura a dormire in casa, la famiglia è ospite di parenti ad una cinquantina di chilometri e lui tutti i giorni viene a fare un giro in casa sua .... la casa è ben messa e giudicata abitabile .... dalla terrazza si ha un colpo d'occhio eccezionale sulla città, si vedono tetti ondulati o squarciati e soprattutto le due chiese più importanti semidistrutte. Ma dal padrone di casa arriva anche il messaggio più importante: bisogna continuare a vivere!!
Nel pomeriggio andiamo a visitare i dintorni di Mirandola, quartieri artigianali quasi completamente distrutti dove hanno perso la vita alcuni operai ... c'è pulito ma la distruzione subita è impossibile da nascondere e da dimenticare: chi ha voluto ricominciare ha affittato capannoni nel veronese.
A Medolla vediamo di fianco alla chiesa due pezzi del campanile che è stato "smontato" per evitare ulteriori crolli e l'interno della chiesa presenta una scena drammatica, ci sono ancora tutte le sedie ricoperte di calcinacci e mattoni ... a pochi passi un tendone bianco sostituisce la chiesa per le funzioni religiose di questa caldissima estate ... e un piccolo prefabbricato è diventato la casa del gentilissimo parroco.
Nelle strade di campagna è un disastro continuo, tutte case distrutte o perlomeno scoperchiate, tutte le vecchie case sono assolutamente inabitabili. Ci fermiamo di fronte ad una vecchia corte con un'immensa casa patronale che doveva essere bellissima fino al giorno prima!!
La padrona di casa sta innaffiando i fiori e ci invita a vedere il disastro combinato dal terremoto, ci racconta i sacrifici fatti dalla famiglia per comprarsi questa bellissima casa di campagna e mi dice che nella vita ci vuole pazienza, viene tutti i giorni ad innaffiare (al figlio dice che viene solo due giorni alla settimana!!) e non piange se no suo figlio la sgrida ... sinceramente vorrei piangere io!!
Ci fermiamo a San Felice sul Panaro ... c'ero stato per caso a marzo ma quello che trovo è ben diverso, la rocca ha perso una torre e mostra diversi segni di cedimento e il paesino è perlopiù inaccessibile con tanti palazzi messi in sicurezza ma assolutamente non agibili.
Oggi ho visto tanta distruzione ma soprattutto ho incontrato tantissima dignità e umanità, gente che non si piange addosso e vuole ricominciare a vivere, gente che non vuole essere mantenuta dallo Stato ma che non vuole nemmeno essere affondata o dimenticata dallo Stato.








Una radio a Vernasca