Blog di fotografia, racconti di viaggio, recensioni di libri e quanto mi passa per la testa.
martedì 9 dicembre 2008
lunedì 8 dicembre 2008
Mé, Pék e Barba a Fidenza
In occasione di Small Tour Places organizzato da Amnesty sezione di Fidenza e Fiorenzuola con il supporto di ARCI Joe's, grande successo ha avuto il concerto dei Mé,Pék e Barba , un ottimo complesso di musica popolare in stile irlandese e di chiare origini della Bassa Parmense: più di cento presenze e almeno il 90% impegnato a ballare la dirompente musica accompagnata spesso da ottimi testi in dialetto. Durante la serata si sono alternate diverse ragazze a leggere gli articoli più significativi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e per concludere applauditissimo l'intervento di Alex, rifugiato politico nigeriano a cui è appena stato comminato il diniego.
domenica 7 dicembre 2008
sabato 6 dicembre 2008
Nuova condanna per Leyla Zana
Dopo aver parlato sul mio blog di Leyla Zana perché le è stata assegnata la cittadinanza onoraria a Fidenza, ora mi tocca tornare “sorprendentemente” a parlarne di fronte ad un’altra condanna a 10 anni di prigione comminatagli in Turchia. A causa del contenuto di nove su dieci dei suoi discorsi pubblici è stata accusata di affiliazione e sostegno al PKK … una pericolosa terrorista che non ha mai imbracciato un’arma in tutta la sua vita!
Un blog interessante sulla Turchia: "Cose turche".
Succederà
Sarà come stare a letto mentre fuori è freddo e piove
Come togliersi le scarpe
dopo un giorno di gran sole
Come correre nudo
fin dove non c'è più città o cantare speranza
ad una stella che cadrà
Sarà come dare il voto a un uomo
o a un ideale
senza più dolore
Come rapinare banche
dicendo solo “per favore”
Succederà... solo se facciamo uscire
dalla nostra vita fascio e avidità
Sarà come mettere dei fiori
nelle teste rasate
Come incontrare un uomo, un elfo, delle fate
Succederà... solo se facciamo entrare
le prime voci del mattino che ora
può arrivare.
Come togliersi le scarpe
dopo un giorno di gran sole
Come correre nudo
fin dove non c'è più città o cantare speranza
ad una stella che cadrà
Sarà come dare il voto a un uomo
o a un ideale
senza più dolore
Come rapinare banche
dicendo solo “per favore”
Succederà... solo se facciamo uscire
dalla nostra vita fascio e avidità
Sarà come mettere dei fiori
nelle teste rasate
Come incontrare un uomo, un elfo, delle fate
Succederà... solo se facciamo entrare
le prime voci del mattino che ora
può arrivare.
BandaBardò
giovedì 4 dicembre 2008
mercoledì 3 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
lunedì 1 dicembre 2008
Small places tour a Fidenza
Domenica 7 dicembre ore 21.30 Concerto dei Me Pek e Barba al Centro giovanile "Tienanmen" di Fidenza, ex-Macello ... tutte le informazioni sul sito di Amnesty gruppo 208.domenica 30 novembre 2008
Immagini dalla Cambogia
Ho finalmente pubblicato sul mio sito personale una galleria d'immagini sulla Cambogia, diapositive scattate nel 2006.sabato 29 novembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
Canon IXUS 80IS
Oggi ho vinto un concorso fotografico e sono veramente contento, la foto premiata è stata presentata insieme ad altre due tutte scattate alla meravigliosa Partot di Bologna ... e dopo il divertimento ecco che questa mia avventura bolognese mi premia anche con l'arrivo della mia prima fotocamera digitale compatta, una bella Canon ixus 80IS ... datemi tempo qualche giorno o magari qualche ora e appariranno online anche le immagini di questa fotocamera ... tanto per continuare con lo spirito dei "tentativi digitali".giovedì 27 novembre 2008
Terrore a Mumbai
Mentre ero a cena con un amico mi arriva un sms "Marco, cosa ne pensi di quello che succede in Thailandia e in India?" ... conoscevo la situazione in Thailandia ma dall'accenno in India subito penso ad una serie di attentati simultanei, e infatti è così ... attacchi con granate e mitra a Mumbai, la bellissima Bombay, distruzione nel locale reso famoso da "Shantaram" e negli alberghi più conosciuti vicino alla Gate of India ma anche altri attacchi in punti differenti della città. Una tattica agghiacciante e ormai purtroppo conosciuta per spargere terrore. Sono veramente sconvolto da queste notizie!
mercoledì 26 novembre 2008
Chi è Leyla Zana
Ieri sera il consiglio comunale di Fidenza in seduta straordinaria ha deliberato la cittadinanza onoraria di Fidenza a Leyla Zana, per descriverla riporto le parole con cui è stata presentata la delibera dal Consigliere comunale con delega alla Pace e ai Diritti Umani, Massimiliano Franzoni:
"Signor Presidente; Mi permetta in primo luogo di ringraziare Amnesty International e la Delegazione di Pace al Newroz 2008, oltre che per il loro impegno, per aver posto all’attenzione del civico consesso fidentino la proposta di cittadinanza onoraria a Leyla Zana.
Come ricordato nella premessa alla mozione, che viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale, le Nazione Unite nell’istituire il 25 novembre come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne hanno in particolare posto la loro attenzione alle donne appartenenti a gruppi minoritari, in quanto particolarmente esposte alla violenza, evidenziando come la violenza sulle donne è “un ostacolo sulla via dell’uguaglianza dello sviluppo e della pace…”.
Leyla Zana ha fatto della lotta per i diritti delle donne e per i diritti del popolo curdo la ragione stessa della sua vita e ha pagato di persona le sue scelte.
Leyla Zana è nata in Turchia nel1961 in un villaggio nei pressi di Diyarbakir, capitale virtuale del Kurdistan. Nel suo villaggio il patriarcato era molto forte e la vita delle donne piena di castighi. Leyla il castigo non lo voleva. Fin da bambina le mettevano il velo e lei se lo strappava. A 14 anni il padre le disse: “Adesso vai in sposa a mio cugino”. Lei disse “No, ha vent’anni in più di me, non lo sposerò mai”. “Tu stai zitta e lo sposi”. Leyla alla fine si piego alla volontà del padre dopo una dura lotta con l’intero villaggio per far comprendere a tutti il suo diritto di donna all’autodeterminazione. Alla fine ha sposato Mehidi che le è stato accanto con determinazione nella difesa dei diritti del popolo curdo. Il marito divenne sindaco di Amed storica città curda sul fiume Tigri e fu destituito e incarcerato dopo il colpo di stato militare del 1980. In quel periodo Leyla divenne la portavoce delle donne che avevano figli, mariti, fratelli nelle carceri dei militari ma lei si batte in particolare perchè le donne si autorganizzassero per i propri diritti.
Nel 1991, al termine della dittatura, divenne deputata con un grosso consenso popolare e divenne per le donne e non soltanto per esse simbolo di libertà e di forza. Divenne sostenitrice della convivenza pacifica di turchi e curdi in un contesto democratico. Questo rappresentò per lei una colpa soprattutto per aver affermato le sue convinzioni in Parlamento, nel giorno del suo giuramento, parlando nella propria lingua, la lingua di almeno 15 milioni di kurdi con passaporto turco.
Nel 1994 al rientro da un viaggio in Europa e negli Stati Uniti per sostenere la causa curda, è privata dell’immunità e arrestata nell’aula del Parlamento.
Il 3 agosto dello stesso anno inizia il processo che la vede accusata di “separatismo”. La condanna a morte è evitata grazie alle pressioni internazionali, ma le viene comminata la condanna a 15 anni di carcere. Verrà liberta il 9 giugno del 2004 grazie alle forti pressioni internazionali.
Dopo la sua liberazione nonostante la repressione delle attività politiche, sociali e culturali curde, lotta per la convivenza pacifica dei due popoli in un contesto democratico, sostenendo la necessità di una soluzione politica basata sull’integrità territoriale della Repubblica Turca.
Un’altra condanna all’ex deputata curda Leyla Zana è stata comminata l’11 aprile 2008 dal tribunale della città di Diyarbakir, in base alla normativa che punisce “la propaganda a favore di un’organizzazione terroristica”.
Leyla Zana non è certo l’unica kurda ad essere stata detenuta nelle carceri turche: con lei furono arrestati quattro deputati kurdi. Prima di lei migliaia di uomini e donne del suo popolo e dei turchi che ne appoggiavano le rivendicazioni sono stati arrestati, spesso torturati e uccisi. Questo accade anche oggi nonostante i primi passi compiuti dalla Turchia per aderire all’Unione Europea.
Leyla Zana è diventata in patria e in tutto il mondo il simbolo della rivendicazione pacifica della soluzione alla questione kurda. Conferendole la cittadinanza onoraria, proprio nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Consiglio comunale sostiene concretamente, a nome di tutti i cittadini di Fidenza, la lotta di questa donna fiera e coraggiosa, che si batte per la fratellanza di due popoli e per la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero.
La storia della nostra città e delle tante donne, che si sono battute nei momenti più difficili per la libertà, si specchia e non può che rendere propria la lotta di Leyla Zana come la lotta di una sua concittadina."
"Signor Presidente; Mi permetta in primo luogo di ringraziare Amnesty International e la Delegazione di Pace al Newroz 2008, oltre che per il loro impegno, per aver posto all’attenzione del civico consesso fidentino la proposta di cittadinanza onoraria a Leyla Zana.
Come ricordato nella premessa alla mozione, che viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale, le Nazione Unite nell’istituire il 25 novembre come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne hanno in particolare posto la loro attenzione alle donne appartenenti a gruppi minoritari, in quanto particolarmente esposte alla violenza, evidenziando come la violenza sulle donne è “un ostacolo sulla via dell’uguaglianza dello sviluppo e della pace…”.
Leyla Zana ha fatto della lotta per i diritti delle donne e per i diritti del popolo curdo la ragione stessa della sua vita e ha pagato di persona le sue scelte.
Leyla Zana è nata in Turchia nel
Nel 1991, al termine della dittatura, divenne deputata con un grosso consenso popolare e divenne per le donne e non soltanto per esse simbolo di libertà e di forza. Divenne sostenitrice della convivenza pacifica di turchi e curdi in un contesto democratico. Questo rappresentò per lei una colpa soprattutto per aver affermato le sue convinzioni in Parlamento, nel giorno del suo giuramento, parlando nella propria lingua, la lingua di almeno 15 milioni di kurdi con passaporto turco.
Nel 1994 al rientro da un viaggio in Europa e negli Stati Uniti per sostenere la causa curda, è privata dell’immunità e arrestata nell’aula del Parlamento.
Il 3 agosto dello stesso anno inizia il processo che la vede accusata di “separatismo”. La condanna a morte è evitata grazie alle pressioni internazionali, ma le viene comminata la condanna a 15 anni di carcere. Verrà liberta il 9 giugno del 2004 grazie alle forti pressioni internazionali.
Dopo la sua liberazione nonostante la repressione delle attività politiche, sociali e culturali curde, lotta per la convivenza pacifica dei due popoli in un contesto democratico, sostenendo la necessità di una soluzione politica basata sull’integrità territoriale della Repubblica Turca.
Un’altra condanna all’ex deputata curda Leyla Zana è stata comminata l’11 aprile 2008 dal tribunale della città di Diyarbakir, in base alla normativa che punisce “la propaganda a favore di un’organizzazione terroristica”.
Leyla Zana non è certo l’unica kurda ad essere stata detenuta nelle carceri turche: con lei furono arrestati quattro deputati kurdi. Prima di lei migliaia di uomini e donne del suo popolo e dei turchi che ne appoggiavano le rivendicazioni sono stati arrestati, spesso torturati e uccisi. Questo accade anche oggi nonostante i primi passi compiuti dalla Turchia per aderire all’Unione Europea.
Leyla Zana è diventata in patria e in tutto il mondo il simbolo della rivendicazione pacifica della soluzione alla questione kurda. Conferendole la cittadinanza onoraria, proprio nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Consiglio comunale sostiene concretamente, a nome di tutti i cittadini di Fidenza, la lotta di questa donna fiera e coraggiosa, che si batte per la fratellanza di due popoli e per la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero.
La storia della nostra città e delle tante donne, che si sono battute nei momenti più difficili per la libertà, si specchia e non può che rendere propria la lotta di Leyla Zana come la lotta di una sua concittadina."
martedì 25 novembre 2008
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