Blog di fotografia, racconti di viaggio, recensioni di libri e quanto mi passa per la testa.
venerdì 4 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Colorado
Mai nome fu così azzeccato, con l'autunno alle porte i colori dominano
la scena, dal giallo al rosso con spettacoli naturali da favola. Il
federal shutdown ovviamente continua , davanti al Mesa Verde N.P- ci
sono ben 7 macchine dei rangers a fare barricata. E io mi faccio un giro
del Colorado, prima tappa Durango con i suoi vecchi eleganti saloon e
poi mi inerpico per le montagne con bei paesaggi e tanta tranquillità.
Mi fermo a Rico affascinante vecchia città mineraria fino ad arrivare a
Telluride, città dove la libertù è un diritto, piena di hippies, artisti
e radical chic. Lungo la strada c'è un parcheggio da cui si gode un
eccezionale panorama di colori autunnali e montagne, ci sono almeno 40
fotografi con cavalletti e attrezzature varie, scopro che è il paesaggio
più famoso e fotografato di tutto il Colorado. Mia meta è Gran
Junction piena di motell e a 230 miglia da Denver, ormai il mio prossimo
e finale obbiettivo. Mangio in un bar dove ricevo un sacco di
complimenti per il mio inglese e tutti mi chiedono dell'Italia ma anche
di cosa penso di questo mio primo viaggio negli States. Sono un po'
cotto, di strada ne ho fatta veramente tantissima.
mercoledì 2 ottobre 2013
Federal Shutdown
Pensavo che stesse cascando il governo in Italia e invece ieri è scoppiato il casino qui, si è chiuso il Governo Federale, Federal Shutdown e di conseguenza oggi tutti i parchi nazionali sono chiusi. Me ne mancavano giusto due, Canyonlands e Arches a cui tenevo moltissimo. C'è un sacco di turisti americani e non in giro spiazzati, non so esattamente di chi è la colpa, ma Obama mi aveva già deluso perchè aveva promesso di chiudere Guantanamo e non l'ha fatto e al suo posto mi ha fatto chiudere nei denti i Parxhi!! Quelli statali sono aperti così vado subito al piccolo e carino DeadHosePoint che già avevo in programma e che probabilmente non ha mai avuto tanti visitatori come oggi. Poi mi fermi all'arco di Wilson, sempre folla di turisti finchè imbocco una strada che mi porta ad un solitario e stupendo punto d'osservazione sui Needles, un pezzo di Canyonlands. Quindi è la volta delle pitture rupestri al roccie del Newspaper, che invece per i Navajo è "una roccia che racconta una storia. Mentre mi dirigo a Monticello, vedo un ranch abbandonato, Melly's Place, sul cancello c'è il lucchetto, ma di fianco si puà tranquillamente entrare e così vado, è carino, tutte casette in legno e mi sembra di sentire la voce di Fabrizio che mi grida "occhio ai serpenti!!", così giro solo esternamente. Arrivo al motel prenotato e trovo un receptionist tra i più scarsi mai trovati in giro per il mondo anche se alla fine da buon americano si dimostra anche gentile. Mi faccio un programmino per domani cercando di non allontanarmi troppo, vuoi mai che lo shutdown termini subito e riaprano i parchi? Non ho molte speranze anche perchè mi dicono che l'ultimo fu nel 1995 e durò ben tre settimane. Trovo un ristorantino dove mangiare una zuppa di fagioli e un bisteccone con patata al forno.
martedì 1 ottobre 2013
Bryce Canyon e il ranger
Stamattina parto prendendo strade panoramiche ben sapendo che ho poco
tempo da perdere perchè stasera dovrò fare molta strada. Vengo subito
affiancato da due tacchini e capisco che la giornata presenterà delle
sorprese, dopo poche miglia vengo bloccato da un immenso (non saremmo
nemmeno in America!!) gregge e poi da un gruppo di bovini neri che si
divertono a zigzagare per la strada. Reggiunta Panguitch imbocco la
favolosa scenic highway 12 e subito rimango abbagliato dal Red Canyon,
prima due tunnel poi un paesaggio da favola, vedo un cartello "photo
trail" e non posso esimermi da percorrerlo, picchi rossi e alberi morti,
la manna per un fotografo appassionato. Entro poi al Bryce Canyon,
stupendo come tutti i parchi e sempre diverso dagli altri infatti trovo
una simpatica coppia di giovani italiani entusiasti con cui mi trovo
d'accordo nel dire che è difficile dire qual'è il parco visitato più
bello. Salgo in macchina e faccio retromarcia, sfioro una macchina dei
ranger e parte la luce blu!! Il ranger si avvicina all'auto e io resto fermo con le mani sul volante
come da manuale, mi chiede la patente (e intanto penso che ho fatto
quella internazionale per niente!) e poi va alla macchina a controllarla
raccomandandosi con la mano sulla fondina di non muovermi, mi fa aprire
tutti i finestrini e mi chiede se ho bevuto alcool: No! Chiede se ho
alcoolici nell'abitacolo, no ho delle birre nel baule ( e come cavolo si
dice baule in inglese?) e poi mi fa scendere e mettere davanti all'auto
e comincia l'interrogatorio: ho droghe, ho armi, ho bombe? Sono
decisamente intimorito ma penso anche a come è ridicola questa
situazione vissuta dal vivo e non vista su uno schermo, arriva un altro
ranger che mi tiene d'occhio mentre il primo guarda nel baule
(ovviamente dopo avermi chiesto il permesso!) e alla fine (un bel 20
minuti abbondanti, n.d.r.) mi augurano buon viaggio e mi lasciano andare
non senza essersi raccomandati di non bere alccol prima di guidare ... e
penso io, di non tenerlo mai nell'abitacolo!! Mentre scrivo stappo una
birretta e gliela dedico!! Riprendo a gironzolare in lungo e in largo
per il Bryce Canyon quindi riprendo la b12 e tra nuovi spettacoli
naturali mi dirigo al Kodachrome Basin, come dice il nome un paradiso
per fotografi, sembra quasi costruito ad hoc e ci fanno anche dei
workshop organizzati dal National Geographic ... ci resto poco ma con
tutto il tempo perso a sorpresa è meglio che mi metto in moto. Sosta
volante a Junction dove tutti gli uomini hanno l'immancaboile cappello
da cowboy e poi mi immetto sulla Interstate 70, la stessa che prenderò
per Denver, e mi avvicino a Moab. Mi fermo a Green Lake, vedo subito un
bel cartello "no vacancy" e trovo da dormire solo al terzo colpo cosi
prenoto subito anche per domani sera a Monticello. Chissà perchè ad ogni
retro adesso vedo come delle luci blu!!!
lunedì 30 settembre 2013
Zion e la seconda ghost town
E' domenica anche per me così stamattina me la prendo comoda, faccio una
passeggiata per Kenab città deserta, se non fosse per il parcheggio
strapieno vicino alle due chiese dei mormoni. Entro allo Zion, parco
fantastico per paesaggi che trovo strapieno di turisti, effettivamente è
domenica. Tante le soste fotografiche nei chilometri che portano al
visitor center, dove bisogna lasciare la macchina, e la visita prosegue
con una navetta gratuita che scarica dove iniziano i trekking, faccio
diverse passeggiate. Comincio seriamente a pensare che non mi basteranno
le schede fotografiche che mi sono portato! Mi bevo una birretta,
giusto perchè in Utah sono contro gli alcoolici e il bar del parco
mostra una grossissima licenza, e mentre guardo la mappa scopro che cè
una ghost town vicino all'uscita, e allora comincio a fremere. Inizia la
ricerca , non è per niente facile finchè a Rockville trovo una piccola
freccia e imbocco la strada prima asfaltata poi decisamente sterrata e
arrivo ad un cimitero con lapidi del 1800,c'è anche George Washington (non Lui!!) .... non sono il solo e tra gli
altri (5/6 macchine) anche una famiglia con l'uomo tedesco che scopro
essere un fotografo, ci scambiamo i biglietti da visita e ci
promettiamo di passarci delle dritte sui luoghi abbandonati delle
rispettive nazioni ... effettivamente la Germania potrebbe essere una
delle mie prossime mete.Crafton è piccolina ma decisamente affascinante,
c'è una casa brucciacchiata con divieto d'accesso e circondata da filo
spinato, vedo dei bastoni che potrebbero servirmi ma mi ricordo che sono
negli States e allora rinuncio! Bello contento me ne torno sulla strada
principale per andare in un'altra zona dello Zion National Park, i
favolosi rossi Kolob Canyons , qui pocchissimi turisti! Una coppia di
anziani mi chiede se vista l'ora tarda ci sono dei problemi ad essere
ancora nel parco, gli rispondo "in altri parchi non ho avuto nessun
problema malgrado io abbia fatto tardi tante volte ,,, anzi tutte le
volte!" , scoppiano a ridere divertiti ma anche decisamente più
rassicurati. Tutte le volte che chiudo l'auto suona il clacson (!!) e
questa volta disturbo un fotografo che sta fotografando in atteggiamenti
osè fuori dal finestrino di una land rover una modella (spaziale!
n.d.r.). In strada vedo il limite più alto visto fino ad ora 80 miglia
orarie, normalmente è consentito superare il limite di circa 5 miglia,
questo ovviamente non è il caso. Tutte le volte che faccio qualche
tratto di autostrada mi viene in mente il vecchio film "Convoy, trincea
d'asfalto". Chiudo la giornata con una pizza pepperoni (salame) e olive nere nell'unico locale con possibilità di birre in Penowar.
domenica 29 settembre 2013
Antelope e Gran Canyon
Notte impegnativa ma superata con slancio: che fisico!! Se non avessi
dimenticato attaccata la sveglia del telefonino tiravo dritto, stavo
anche facendo un sogno. Vado subito da McDonald's, aperto 24 ore,
approfitto dei bagni ma non vedo niente che mi stuzzichi per colazione
cos' alle 7 vado a gironzolare sul Lago Powell, un affascinante lago
artiviale ma la vera prima meta della giornata è l'Antilope Canyon,
sogno di tanti fotografi e allo stesso tempo difficilissimo da
fotografare bene. E' piccolissimo ma allo stesso tempo grandioso, mi
ricorda il Sik lo stretto canyon che all'entrata di Petra in Giordania
conduce al favoloso Kazneh ed ha alle spalle una simile drammatica
storia: diversi turisti sono morti a causa di un'improvvisa ondata
d'acqua e da allora si può andare solo con una guida Navajo. Dicono che è
caro visitarlo, 26 dollari ma è un'ora e mezzo di fascino
indescrvibile.Page vive sul turismo , ci sono barche dappertutto e
addirittura ville da un milione di dollari con sbocco sul lago. C'è
anche l'horsepoint , una fantastica curva del Colorado River a 270
gradi visibile dall'alto che mette a dura prova le mie vertigine cosi
come la successiva passeggiata al North Rim del Gran Cabyon. Purtroppo
da Page la strada è chiusa e devo prendere la più lunga così passo da
Kanab e verifico con successo la mia prenotazione, ne approfitto anche
per lavarmi poi attraverso la bellissima Kanyab Forest vado al Gran
Canyon. Bella anche questa visita ma se devo esprimere un parere, il
South Rim è decisamente più consigliabile , ha scorci panoramici di
maggiore effetto, il North è forse più consigliabile a chi fa escursioni
a piedi. Nel tornare incontro un sacco di cerbiatti e cervi, guidare
nei parchi abbisogna sempre d'attenzione e ancor di più al buio.
Stamattina un gruppo di 48 italiani ha fatto la sua bella figura di
cacca e per fortuna che nel mio piccolo gruppo di visitatori che per
colpa loro ha dovuto aspettare un quarto d'ora in un angolino
dell'Antelope Canyon nessuno capiva l'italiano, maleducati e prepotenti
... però io resto sempre orgoglioso di essere italiano e infatti ho
precisato di esserlo anch'io ma di appartenere ad una sana minoranza.
Intanto qua in Utah è cambiato ancora l'orario.Kanab vive molto di turismo e pèer cena mi incammino finchè trovo un bar
frequentato da locali mangio un paito tipico (carne arrosto, patate al
forno e fagioli!!) e ascolto insieme a pochi avventori un cantante
vestito da cowboy, alla fine sotto lampadari fatti in stile corna di
cervo resto solo io e quattro procioni imbalsamati che giocano a poker.
Non so perchè ma stasera ho molto sonno !!!
sabato 28 settembre 2013
Rally alla Monument Valley
Non sono ancora sveglio che mi intorta un camionista, vuole sapere come
mi trovo con la mia Dodge blu, lui ne aveva una da giovane e ne era
entusiasta, chissà cosa ne pensa Marchionne!! Prima tappa della giornata
è il sorprendente Canyon de Chelly, scorci panoramici affascinanti e
prime bancarelle dei nativi ... nel visitor center trovo anche il libro
sulle piante che stavo cercando per un'amica, ne descrive ben 138 con
relativi possibili usi medicinali, spero che sarà contenta altrimenti le
piante potrebbero diventare 139. Riprendo l'auto e mi dirigo verso la
meta clou della giornata la Monument Valley, che per descriverla basta
il nome, giro per tre ore sulle strade sterrate che conducono agli 11
favolosi punti d'osservazione. In quello vicino al l'immenso visitor
center mi diverto a fotografare la gente che si fa le foto ricordo nei
modi più strani possibili, tra tutti svetta una bella ragazza francese
che prima si fa fotografare con un'immensa bandiera americana e poi con
la guida Lonely Planet, una foto che metterà su Facebook.La zona di Kayenta dà casa, se così si può dire ai nativi, non c'è certo ricchezza da queste parti. Se il detto "donna al volante pericolo ambulante" è spesso vero, con le donne Navajo se ne ha conferma, la freccia proprio non sanno cosa sia, o magari ne hanno una vecchia concezione!! Malgrado i miei
propositi guido anche di notte e le strade poco trafficate hanno ottime
segnalazioni luminose. Arrivo a Page e comincio a cercare una camera
disponibile, non sembra per niente facile. Dopo alcuni no vacancy provo al Days Inn e qui mi viene drammaticamente detto che è tutto sold out, c'è posto solo al Wall-Mart , o meglio al parcheggio del Wallmart. Resto li a cercare su internet e scopro che i primi posti liberi sono a Flagstaff (no comment!!). All'improvviso telefonano dal Motel6 che si è liberata una stanza, ringrazio il ragazzo della reception consigliando al suo capo una promozione per lui, e ridendo dico che ormai pensavo di passare la notte gratis invece che spendere 125 Dollari. Vado al Motel6 e la stanza libera non c'è più (la raeceptionis non si è capita con l'altro ragazzo!), è destino il Motel6 mi respinge ancora. E allora vado a mangiucchiare qualcosa da Mac Donaldd's sfruttando la connessione internet per prenotare la stanza di domani a Kanab (e ci mancherebbe di fare il bis!!) e poi via dormire sotto un milione di stelle in un parcheggio con altre macchine adibite a camere da letto, per fortuna ho anche qualche birra ... poi domani dovrò anche fare la scorta per l'Utah.
venerdì 27 settembre 2013
La foresta pietrificata e il deserto dipinto
Due passi per Williams che si svuota dei turisti, e poi di nuovo al
Gran
Canyon, vedo alcuni panorami già visti ma con un'altra luce quindi mi
dirigo verso il Desert View Point, un'altra serie di scorci panoramici
da rimanere senza fiato. Lungo la strada alcune bancarelle con
manufatti dei nativi indiani, non vado forte perchè il fortissimo vento
mi incute timore .. a tre chilometri dalla mia meta finale , Chambers,
un cartello avverte di fare attenzione alle forti raffiche ... non me n'ero mica accorto! Vicino al Meteor Crater trovo un'anziano autista che
si lamenta perchè i giovani camionisti guidano in sandali. Ogni tanto mi
ributto sulla Route 66 e a Winslow mi fermo ad ammirare l'angolo
dedicato ("The standing Corner") alla famosa canzone degli Eagles
: Take it easy!! Purtroppo arrivo soltanto dopo le 16 al Parco della
Foresta Pietrificata e del Deserto Dipinto (Painted Desert and Petrified Forest), è bellissimo ma non riesco a
vedere tutti i punti segnalati e domani non riesco a tornarci (solo
perchè apre alle 9!!). Il tramonto alla Mesa verde è favoloso e malgrado
sia già passato l'orario di chiusura me lo godo con Thelma e Louise,
due ragazze californiane ... ci mettiamo d'accordo che se rimaniamo
chiusi dentro io ho il cibo, loro le birre ,,, poi partiamo verso uscite
opposte e vengo presto intercettato dal ranger che mi invita ad uscire
senza ulteriori soste, ne approfitto per chiedergli informazioni
stradali così faccio guadagnare tempo alle due fanciulle. All'uscita il
cancello è chiuso, attimo di suspence, ma si apre automaticamente. Mi
fermo a dormire a Chambers e subito i Navajo mi risultano simpatici, la
ragazza della reception mi fa lo sconto per la notte ,,, peccato poi che
al ristorante non servano birre ma fa lo stesso. Domani mi aspetta una
giornata impegnativa.
giovedì 26 settembre 2013
Dalla Route 66 al Gran Canyon
Dopo 3217 miglia insieme saluto Fabrizio, lo raggiungerò tra un po' di
giorni a Denver. E intanto per non essere da meno mi sparo subito 400
miglia. Parto preoccupato per le strade di Las Vegas che invece affronto
senza problemi, problemi che arriveranno sulla strada del Nevada che mi
porta a Kingman, sbando due volte a causa del fortissimo vento, non è
una bella sensazione. Ogni tanto mi permetto anche una frenata di colpo
cercando di cambiare, le macchine automatiche non hanno il cambio ... me lo
devo ricordare. Con la nuova Dodge supero la diga di Hoover, che dà
energia a Vegas, e poi mi butto sulla storica Route 66, con tantissimi
angolini turistici che però mi consentono un sacco di foto, sembra di
essere tornati indietro nel tempo ... tante le moto tantissime le Harley
Davidson ... Easy Rider sfreccia tranquillo tra i cespusgli rotolanti.
La mia meta è Williams, da qui 50 miglia e sono al South Rim del Gran
Canyon, bastano tre lettere per descrivere l'effetto che fa la prima
visione dal Mother of Points: Wow !!! E' veramente immenso,
indescrivibile, un'emozione che parte dagli occhi e raggiunge tutto il
corpo. Decido che domani ci torno!! E' brutto soffrire di vertigini ma
mi metto alla prova e quatto quatto sbircio da ogni ancolo possibile ...
Madre Natura qui l'ha fatta grossa davvero! Torno a Williams con una
fame clamorosa e mi infilo nella prima bisteccheria che vedo, Rod's
Steak House, mangio alla grande e ci lascio anche una bella mancia,
insieme al conto salatino ... il Fabri sarà orgoglioso di me. Nel
parcheggio un groosso SUV ha scritte che trasmettono amore e descrive il
lungo tour di sette giorni in cui i due passeggeri hanno sparso amore
per gli stati americani. Guidando al buio ho schivato abilmente un
coyote e fortuitamente una puzzola. Certo che queste distanze in Italia
sarebbero improponibilie mentre qui negli States sono normali ... anche
se cotto son cotto!! Bandiere americane sventolano dappertutto, anche
sugli zaini di chi si avventura per i ripidi sentieri del Gran Canyon.
mercoledì 25 settembre 2013
Parco nazionale dei balocchi
Ci alziamo con comodo e subito andiamo alla Dollar (dove ho noleggiato
l'auto, n.d.r.) a sentire per un eventuale cambio dell'olio e ci
cambiano addirittura auto, il che non mi soddisfa troppo perchè non avrò
più i miei canali radio satellitari e mi dovrò abituare alla novità.
Poi ci facciamo un lungo tour della città visitando un pò tutti i più
famosi alberghi, c'è proprio di tutto per tutti i gusti , è un po' una
Disneyland per adulti. Alcuni alberghi sono decisamente lussuosi e noto
subito come in zona gioco le luci sono sempre soffuse per creare un
effetto sera. Passiamo da Venezia a Parigi, con ragazze che ballano sui
tavoli da gioco, dalla foresta tropicale alle fontane danzanti del
Bellagio, dalla piramide con Sfinge del Luxor agli squali del Mandalay
Bay. C'è spazio per gli amanti dell'Harley Davidson e per i patiti
dell'Hard Rock Cafe. Alla fine camminiamo lungo tutta la strip con la
pubblicità della serata al Cesar Palace con Elton John e il concerto di
Santana. Ci sono zone di negozi per ricchi con tutte le più famose
griffe italiane. Insomma ce n'è veramente per tutti i gusti, completiamo
il tour con un gelato su Canal Grande e domani tornerò nella realtà!
martedì 24 settembre 2013
Dalla ghost town alla lost town
Mentre fumo la prima sigaretta del giorno faccio subito amicizia con gli scoiattoli del posto, veloce colazione e partiamo per la Death Valley ma al nostro arrivo con un bel caldo dobbiamo attendere per quasi un'ora il passaggio dei camion che stanno asfaltando la strda. Prima tappa è Stopevive Wells con le dune di sabbia e gli alberi morti, un paesaggio che subito mi affascina, poi andiamo alla ricerca di Ryolite una piccola ma affascinante ghost town, era una vecchia cittadina mineraria ora abbandonata ma con un piccolo museo all'aperto di arte contemporanea. Ci accoglie con cartelli del tipo "attenzione ai serpenti sonagli" ma la visita mi eccita alla grande, sono questi i luoghi che più mi affascinano. Superate le ore più calde e scesi sotto al livello del mare visitiamo la coloratissima Artist Drive e Badwater fino alla fermata finale nel posto più bello, il leggendario Zabriskie Point immortalato anche dal grande Antonioni. Troviamo un accogliente baretto a Shoshone per un hamburger al tofu ... ho sbagliato ordinazione ma ci sta!! E poi dal buio delle strade del deserto in Nevada con una mezza luna all'orizzonte ecco apparire le luci sfavillanti di Las Vegas, certo che da Ryohlite a Vegas c'è una bella differenza. Alloggiamo all'Orleans e mentre Fabrizio va ad ascoltare un dj suo pupillo, il reggiano Benny Benassi, io mi immergo in questo che non è certo il mio mondo ideale, ma l'umanità non manca e nemmeno le slotmachine, dovunque ce n'è una. Mi siedo a bere una birra e mi trovo davanti un video poker, ci lascio solo un Dollaro e poi tra una sigaretta e l'altra (qui si può fumare quasi dappertutto) m'incammino ad osservare tanti obesi e tantissimi orientali persi davanti alle macchinette, e sempre riveriti da cameriere in abiti discinti e sempre sorridenti: è proprio un luogo di perdizione. Però fatta una bella doccia ed una sana dormita domani voglio visitare la famosa strip, il vialone con tutti gli alberghi-casino più famosi. Già questo Orleans, forse piccolo, ha di tutto, dal teatro al cinema, migliaia di macchinette e tavoli da poker, pasticcerie e fast food, negozietti vari e macchinette con le sigarette e ogni angolo è una luminosa sorpresa per lasciare dei soldi!!
lunedì 23 settembre 2013
Amichevole Yosemite
Una gran bella giornata. Fabrizio si è giocato il jolly, è entrato in un
supermercato e bello soddisfatto è uscito dicendomi "veh cosa ti ho
comprato!" ... un bel poncho impermeabile e così ci siamo visitati lo
Yosemite sotto un sole incredibile. A parte la mia innata difficoltà
nella pronuncia di questo parco, Yosemite è veramente eccezionale,
montagne di granito che escono dalla foresta e sono sicuramente un sogno
per i climbers ma anche per i fotografi come me. Half Dome e Capitaine
spiccano maestosi. Tante le soste fotografiche mentre riusciamo
clamorosamente a trovare una radio che fa sentire in diretta la partita
del Milan (visto il risultato forse era meglio evitare!!) . Cerchiamo
anche di andare a visitare Bodie, una ghost town ma purtroppo è troppo
tardi e allora andiamo a cercare da dormire a Mammoth Lake, scartiamo il
fatiscente Econolodge e puntiamo l'HolidaysHaus Motel gesito da una
simpaticissima signora, Fabrizio controlla la stanza e approva ...
malgrado lo spavento nel trovarsi di fronte una farfalla ... non un orso
!!! :-) Purtroppo di orsi non ne abbiamo visti, qui sconsigliano di
lasciare cibo in auto per non trovarsela distrutta e ovviamente tutti i
bidoni hanno aperture complicate per contrastarli. Dopo aver girato tre
ristoranti tutti con la cucina chiusa entriamo al Lanakuki, un bar
gestito da un neozelandese di Nelson (con cui ci intortiamo sulle
bellezze naturali e sull'organizzazione turistica della Nuova Zelanda)
in cui mangiamo un ottimo ed immenso hamburger con sottofondo musicale
degli ottimi Specials. A parte il netto trionfo dei Jethro Tull su Burt
Bacharach nelle radio, direi che sono i Rolling Stones il gruppo più
ascoltato nei vari locali fin qui frequentati. Ridiamo sempre molto,
erano almeno 25 anni che non viaggiavamo insieme e non ci frequentavamo,
per cui cose da raccontarci io e Fabrizio ne abbiamo molte. Adesso ci
aspetta la Death Valley, a me preoccupa il caldo, a Fabrizio i sepenti a
sonagli e gli scorpioni ... ma sarà sicuramente un successo!! Malgrado
il freddo esco a fumarmi l'ultima sigaretta e come al solito trovo
qualche complice, è una signora che subito mi saluta sorridendo con il pacchetto in mano. Qua le Camel
costano dai 4 ai 5 Dollari con l'eccezione del Nevada dove le ho pagate
9 Dollari! Divieto di fumare nei locali ma anche obbligo di fumare ad
almeno 5 metri dall'entrata.
Frame Foto Festival a Salsomaggiore
Dal 28 al 29 settembre 2013 Frame Foto Festival a Salsomaggiore Terme.
domenica 22 settembre 2013
Yosemite e la solita pioggia
Il settimo giorno di viaggio, come da consuetudine, porta un pò
sfortuna. Dormo male e mi sveglio con un pessimo mal di gola (l'aria
condiionata colpisce ancora!!) che con una buona dose di propoli e
aspirina riesco a rendere accettabile, almeno riesco a parlare. E come
al solito quando arriviamo in un parco ci accoglie acqua a catinelle
mista a grandine. Bagnandoci un pò riusciamo a visitare un pezzo di
Mariposa Groove con i suoi favolosi sequoia giganti ,,,, la grandine
caduta crea un'affascinante effetto neve e tra gli alberi corre
tranquillo un gruppo di piccoli cerbiatti. La maggior parte dei turisti
era in macchina attendendo un attimo di pausa della pioggia, c' una
coppia di tedeschi e una simpatica indiana che presto verrà a visitare
l'Italia e con cui ci fissiamo un appuntamento a Reggio Emilia. Appena
usciamo dal parco torna il sereno! Comincio a prendere conoscenza con le
ottime catene di motel come Super8 e Travelodge, puliti e con prezzi
più che accessibili, quindi anche molto frequentati. Per fare benzina
si entra e si paga un prezzo stimato, se poi per caso se ne fa di meno
si rientra a ritirare l'eccedenza, motivo per cui Fabruzio mi ha
consigliato di usare qua i contanti mentre per tutto il resto si usa
sempre la carta di credito. Ceniamo al banco da Applebees, una catena di
pub con al muro le immagini degli sport nazionali con riferimento alle
squadre locali, stasera i piatti sono al 50%, molto bene! E domani
speriamo che il cielo stellato di stasera si trasformi in una buona
giornata, vuoi mai vedere!? E mentre scrivo in diversi stanno facendo rifornimento
gratis di ghiaccio nel motel per il frigo portatile che quasi tutti hanno sulla
macchina.
sabato 21 settembre 2013
Arrivo a San Francisco
Salutiamo Carson City ... avrà qualcosa a che fare con l'amico di Tex
Willer? ... e costeggiamo il famoso lago Tahoe immersi in un'infinita
pineta. Assaggio la mia prima pizza americana con salame e acciughe e
poi entriamo in California e ci accoglie un bel traffico stradale. In
autostrada scopro l'esistenza di una carreggiata di favore abilitata
alle sole car pool, ovvero alle macchine che hanno almeno due o tre
passeggeri, un modo originale di combattere l'inquinamento.
Attraversiamo il mitico Golden Gate, che fotografo da ogni angolo, e
siamo a SanFrancisco. Mi colpisce subito lo skyline e l'isoloto di
Alcatraz che giace solitario nell'incantevole baia. Gironzoliamo per le
strade rese famose da un noto e vecchio telefilm fino a raggiungere i
moli, sembra di essere in un pittoresco e ammaliante centro commerciale,
con mille attrattive e tanti musicisti di strada. Il mio obbiettivo è
il Pier 39 dove vive una vasta colonia di leoni marini, c'è una bella
puzza ma i loro versi e la loro buffa e sosprendente agilità (tipo
quella dei trichechi!!) mi divertono e mi affascinano per una mezzora
abbondante. Partiamo alla ricerca di un famoso bar in cui le ragazze
servivano ai tavoli in abiti succinti ma sapendo del mio arrivo il
locale ha chiuso ... non ho parole! Allora mi rifaccio mangiando un
immenso panino alla polpa di grancio in Fisherman's Warf prima di
inserirci tra la folla dell'America's Cup. Bella città San Francisco ma
dopo un pò io devo uscirne, il mio spirito campagnolo mi impone posti
meno affollati. Nel frattempo Fabrizio si prodiga a insegnarmi le
consuetidini americane, faccio fatica ma piano piano comincio a capire
l'usanza della mancia, sempre un 15% nei bar e nei ristoranti ma anche
qualche dollaro nelle camere d'albergo per le signore delle pulizie che
guadagnano pochissimo. Piano piano mi abituerò ... e intanto penso ai
vini della Napa Valley.
venerdì 20 settembre 2013
Da Salt Lake City a sud
Salt Lake City è sicuramente il posto migliore per approcciarsi ai
mormoni, la cui religione sinceramente conoscevo pochissimo. Grandissimi
templi a cui si può accedere e fotografare, ragazze gentilissime
disponibili per ogni domanda ma anche grosse recinzioni e impossibilità
di accesso al tempio principale. Una signora bionda in stile kapò tedesco
gentilmente ma con grande convinzione ci spiega tante cose e soprattutto
sottolinea che questa non è una setta ... sarà!!? Contentissima ci
annuncia che hanno costruito il primo grande tempio a Roma e che per un
mese prima della consacrazione sarà di libero accesso a tutti, dopo come sempre solo agli adepti!!! Visita molto interessante ma
che mi lascia molto perplesso. E' quindi la volta dell'immenso lago
salato con lunghe strisce bianche e lastre di sale che sembrano
ghiaccio, lo costeggiamo per centinaia di miglia ed è effettivamente un
luogo affascinante, magari non paragonabile con il favoloso Salar de
Uyuni, ma senz'altro me lo ricorda. Arriviamo in Nevada e fin dal primo
paesino troviamo grandi casino e slot machine dovunque, Reno si supererà
in quanto a ricordarmi Las Vegas in cui metterò piede tra qualche
giorno. Non so come mai ma oggi Fabrizio in camera non sopporta le mie
calze!!! Buona mangiata di maiale all'Old 365 di Carson City, tra
locomotive e vecchie cisterne dei pompieri, stasera è anche la prima
volta di un motel Super8 e si presenta moto bene. Sempre gentilissimi
gli americani conosciuti, oggi; per tre volte ho chiesto di fare
fotografie e due volte sono stato accolto da un gentilissimo sì come
molto gentile è stato il diniego di una maestrina davanti alla sua
scolaresca in costume pioneristico davanti al Capitol di Salt Lake.
Tante le miglia macinate oggi con paesaggi brulli ma affascinanti, ed
effettivamente si capisce la poca popolazione del desertico Nevada,
tutto dedito al gioco d'azzardo. Se le macchinette distributrici di bibite sono altissime e lanciano dall'alto la bottiglietta di CocaCola ghiacciata, nessuno poi può lamentarsi che il pavimento dell'atrio è sporco dopo che uno senza pensarci ha aperto la bottiglietta e si è anche lavato per bene!!!
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