Visualizzazione post con etichetta israele. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta israele. Mostra tutti i post

sabato 4 ottobre 2025

Scritte sui muri

A Tabiano hanno imbrattato i muri di un albergo chiuso con scritte in arabo pro Palestina: teppisti !!! Nessuno ha detto che lì da fine ottobre probabilmente saranno ospitati 40 soldati israeliani: terroristi!

martedì 23 settembre 2025

Studentato nei dintorni

Si parla con insistenza di uno studentato israeliano a Tabiano. Gli studenti israeliani (almeno 40) sarebbero persone che hanno appena terminato il servizio militare e potrebbero aver commesso crimini contro l'umanità. La loro presenza oltre a non essere umanamente gradita potrebbe portare a gravi rischi e pericoli per gli abitanti della zona. Per adesso girano solo voci attendibili ma ufficiose. Qualcuno ne sa qualcosa?

p.s. si spera ovviamente che non sia vero ma è buona cosa stare all'erta. 

martedì 19 agosto 2025

Parma ricorda i dodicimila bambini uccisi!


Una giornata intera di lettura dei nomi di dodicimila bambini uccisi, di età tra 0 e 12 anni. A Parma, Piazza Garibaldi, mercoledì 20 agosto, dalle ore 9:00 alle ore 19:00.
Comune di Parma, Casa della pace e Comunità palestinese di Parma riprendono l’iniziativa che si è svolta il 14 agosto scorso a Monte Sole (Bologna), per iniziativa del cardinale Matteo Maria Zuppi e dei monaci della Piccola Famiglia dell’Annunziata, in cui lo stesso cardinale ha partecipato alla lunga lettura dei nomi dei bambini uccisi.
Monte Sole è luogo dove tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 i nazisti commisero un eccidio terribile: 770 civili furono uccisi, un terzo dei quali erano bambini, tra loro anche religiosi e religiose. Monte Sole è luogo della memoria: di enorme dolore subito e di opposizione alla guerra.
Qui il 14 agosto scorso sono stati letti i dodicimila nomi che anche a Parma leggeremo. Sono nomi di bambini palestinesi e di bambini israeliani. Lo precisa padre Paolo Barabino, superiore della Piccola Famiglia dell’Annunziata (in Avvenire, 13/08/2025, L’appello per la pace ha dodicimila nomi. Quelli dei bimbi morti in guerra, di Chiara Pazzaglia): «Le vittime israeliane sono 16, identificate grazie a un documento testuale fornito dal governo, con foto e storie. Le vittime palestinesi sono circa dodicimila, contenute in un elenco con età, nomi in arabo e traslitterati. Questo è stato fornito dal ministero della salute di Gaza e riportato dal Washington Post in ordine di età». Esistono anche quantificazioni più alte dei minori uccisi a Gaza, nell’elenco che verrà letto sono assunti i dati da fonti ufficiali di minori tra 0 e 12 anni uccisi dal 7 ottobre 2023 fino al 15 luglio 2025.
Leggere quei nomi significa riconoscere che quelle persone sono esistite. Per noi che leggeremo significa affermare, anche nel loro nome, che in quell’area, come in tutte le aree colpite da guerre, si deve cessare l’uso delle armi, stabilire il rispetto del diritto internazionale e con questo la pace.

sabato 12 aprile 2025

Israele - Palestina in trentasei risposte


Lorenzo Kamel è uno storico che attraverso questo libro documentatissimo cerca di raccontare la storia del territorio conteso tra Palestinesi e Israele, rispondendo a 36 domande cui spesso la propaganda dà risposte non corrette. E' importante documentarsi di fronte ad una catastrofe umanitaria (correttamente definita anche genocidio) che per una larga fetta dell'opinione pubblica è la conseguenza dell'orribile attentato del 7 ottobre 2023. Ma la storia e le continue violazioni del diritto internazionale e dei diritti civili parte almeno un secolo prima. Un testo che sarebbe quanto meno consigliato a chi prende posizioni inflessibili e a chiunque voglia approfondire la storia di un territorio e delle popolazioni che ci vivono malgrado la violazione continua delle più elementari regole di convivenza.

sabato 18 maggio 2024

Un giorno nella vita di Abed Salama

Anatomia di una tragedia a Gerusalemme.
Appena finito il libro ho avuto la sorpresa che Nathan Thrall è un autore americano, ma in questo libro si respira proprio aria palestinese e sembra che lo stesso scrittore ci sia nato. Sarà anche il fatto che la storia raccontata è vera ma è innegabile che si entri profondamente in alcune problematiche vitali ma nascoste della popolazione originaria. Al centro della storia un grave incidente di uno scuolabus, un incidente che si poteva evitare. L'ennesima drammatica situazione che dimostra ai genitori che non possono essere in grado di difendere i propri figli in un luogo dove l'apartheid è la regola. Un libro tanto agghiacciante quanto indispensabile per comprendere a quale vita ingiusta debbano essere obbligati i cittadini palestinesi.

venerdì 12 aprile 2024

Laboratorio Palestina


Come Israele esporta la tecnologia dell'occupazione in tutto il mondo.
Un libro importante. Sì, secondo me è la definizione più appropriata per definire questo reportage giornalistico sullo stato di Israele e sulla sua economia di guerra decisamente influente su tutto il mondo. Antony Loewenstein ci racconta come tante aziende più o meno influenti, più o meno legate al governo stesso di Israele approfittino della volontà di guerra permanente e di apartheid criminoso per commercializzare armi e novità tecnologiche di ogni tipo, con specializzazione nell'hackeraggio e lo spionaggio su internet ma anche dentro gli stessi smartphone.  Un'analisi dettagliata di aspetti nascosti di un genocidio che serve a creare un solo stato e a fare business con chiunque calpesti i diritti umani o semplicemente civili! Bisogna leggerlo e diffonderlo.

martedì 5 febbraio 2019

Coordination denied

"Coordination Denied parla di un workshop fotografico a Gaza che non è mai successo: le autorità Israeliane che coordinano l'accesso alla Striscia ci hanno negato l'accesso poco prima del nostro arrivo in Israele. L'impossibilità di raggiungere i nostri studenti ci ha fatto provare le ristrettezze di movimento che i Palestinesi vivono ogni giorno. Abbiamo quindi deciso di raggiungerli attraverso un mix improvvisato di Facebook e Google Translate. Nel libro le foto fatte dai bambini ci portano in una città composta di esseri umani mentre le nostre foto raccontano di un paese in cui i muri e le divisioni sono diventate la norma."
Rosy Sinicropi
Presentazione del progetto e del libro, insieme agli autori, presso enolibreria Chourmo a Parma in via Imbriani 56 sabato 8 febbraio alle 18.30.

lunedì 19 marzo 2018

Ogni mattina a Jenin

Notevole questo romanzo di Susan Abulhawa che racconta una famiglia palestinese dalla prima invasione israeliana fino alle ultime intifada, in pratica un romanzo che con tanta poesia, tanto realismo e tanto amore racconta la drammatica storia del popolo palestinese dal 1948 ad oggi. Un libro indimenticabile che cattura fin dalle prime pagine con figure leggendarie che sono state cancellate dalla storia falsata di Israele.

sabato 13 gennaio 2018

Free Ahed Tamimi

Pochi ne parlano ma la ragazza palestinese che dopo aver ricevuto uno schiaffo da un militare israeliano ad un check-point, ha reagito allo stesso modo, ora rischia un processo militare.

domenica 23 novembre 2014

Giraffada

Una storia semplice, una sorta di favola con cui l'autore racconta le complessità e le grandi difficoltà della vita nei territori occupati in vicinanza del muro che divide la Palestina dal resto del mondo. Si lascia guardare con piacere.

giovedì 31 luglio 2014

Non lasciamo soli i palestinesi

La solitudine del popolo palestinese è la vergogna del mondo. Una immensa sofferenza che dura da 70 anni , sfociata adesso in un urlo di disperazione per questa assurda e impari guerra tra Israele e Palestina .E come risposta c’è solo silenzio, indifferenza, sia da parte dell’Unione Europea, sempre più assente, sia da parte dell’Italia, sempre più legata ad Israele, sia da parte della chiesa italiana, sempre più silente.
E’ un grido di dolore che mi tocca profondamente come credente nel Dio della vita , come missionario inviato a costruire un mondo ‘altro’ da quello che abbiamo. In questo tragico momento faccio mio il grido lanciato dai leaders delle chiese cristiane in Palestina , in un documento del 2009, Kairòs Palestina , che è stato volutamente boicottato e oscurato :”Noi ….gridiamo dal cuore della sofferenza che stiamo vivendo nella nostra terra, sotto occupazione israeliana, con un grido di speranza in assenza di ogni speranza….” Un grido di sofferenza che riassumono così :”Il Muro di separazione eretto in territorio palestinese… ha reso le nostre città e i nostri villaggi come prigioni, separandoli gli uni dagli altri; Gaza ,specialmente, continua a vivere in condizioni inumane, sotto assedio permanente…Gli insediamenti israeliani devastano la nostra terra in nome di Dio o in nome della forza, controllando le nostre risorse naturali, specialmente l’acqua e le risorse agricole…”
Partendo da questa violenza sistemica, i pastori delle chiese dichiarano :”L’occupazione israeliana della terra palestinese è un peccato contro Dio e contro l’umanità poiché depriva i palestinesi dei fondamentali diritti umani .“ I leaders delle chiese invitano quindi i palestinesi alla resistenza come nelle prima intifada:”Affermiamo che la nostra scelta come cristiani di fronte all’occupazione israeliana è di resistere. La resistenza è un diritto e un dovere per il cristiano. Ma è una resistenza che ha l’amore come logica. E’ quindi una resistenza creativa , poiché deve trovare strade umane che impegnino l’umanità del nemico. Dobbiamo combattere il male, ma Gesù ci ha insegnato che non possiamo combattere il male con il male. Possiamo resistere attraverso la disobbedienza civile. “
E’ la via seguita nella lotta contro il regime dell’apartheid in Sudafrica da uomini come il Premio Nobel per la pace Desmond Tutu , che giorni fa ha affermato:” Israeliti e Palestinesi devono uscire dalla logica dell’odio e della guerra. Israele non otterrà mai una vera sicurezza per mezzo dell’oppressione dei Palestinesi. E la Palestina non otterrà mai una pacifica autodeterminazione per mezzo della violenza dei razzi. Nessun conflito è irrimediabile. Nessun dissidio è così assoluto da non poter mai essere riconciliato.”
Per questo i leaders delle chiese in Palestina offrono come primo strumento di resistenza il boicottaggio. “Individui, aziende e stati si impegnino nel disinvestimento e nel boicottaggio di ciò che viene prodotto dall’occupazione.” E’ da chiedere altresì l’embargo militare contro Israele come proposto dai Premi Nobel in un recente appello. Nel periodo 2008-2019, gli USA forniranno ad Israele aiuti militari per 30 milardi di dollari. Altrettanto sta facendo la UE , che ha inoltre concesso alle imprese militari e alle università israeliane centinaia di milioni di euro per la ricerca militare.Israele è uno dei principali produttori e/o esportatori mondiali di droni militarizzati.
L’Italia è nella UE il primo esportatore di armi verso Israele. Nel 2012 abbiamo esportato armi a quel paese per un valore di 470 milioni di euro. Il 9 luglio, mentre era in atto il bombardamento di Gaza, l’Italia ha consegnato a Israele i primi due veivoli Alenia-Aermacchi M 346. Questo in barba alla legge 185 che vieta la vendita di armi a paesi in guerra. L’Italia deve rifiutarsi di consegnare gli altri 28 esemplari. Chiediamo inoltre la revoca del Trattato militare segreto Italia-Israele , conosciuto come”Accordo generale di cooperazione militare e della difesa”.
Riteniamo altrettanto importante il Boicottaggio delle Banche , che pagano per questo commercio di armi (Campagna Banche armate), ritirando i nostri soldi dalle banche ‘armate’.
Infine proponiamo una grande manifestazione nazionale che includa tutti (Chiese, sindacati, movimenti), per far sentire di nuovo la voce di un popolo che ha il coraggio di dire NO a un mondo in guerra, a un Sistema che ha bisogno delle armi e della guerra per continuare a permettere a pochi di avere quasi tutto.
“Speranza è fede in azione contro l’Impero- scrive il pastore luterano palestinese Mitri Raheb, nel suo potente libro Faith in the face of Empire. Speranza è quello che noi oggi facciamo .Solo quello che noi oggi facciamo come popolo della fede e come cittadini impegnati, può cambiare il corso della storia e mettere le fondamenta per un futuro alternativo. Questa è la tradizione profetica che è venuta dalla Palestina , una tradizione che dobbiamo tenere viva.”
Napoli,28/7/2014             Alex Zanotelli

sabato 26 gennaio 2013

Report dalla Palestina

Ho pubblicato il report dalla Palestina della delegazione di Fidenza, che nel periodo tra Natale e Capodanno ha visitato i territori occupati. La versione in pdf del report è scaricabile dal sito dell'Associazione Jambo.