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domenica 13 novembre 2011

Parma: come vuoi che sia la tua città?

Ricevo e volentieri pubblico:

I cittadini e le loro esigenze vengono prima di ogni altra necessità.

Prosegue il lavoro del MoVimento 5 Stelle di Parma per la costruzione del programma e di una alternativa reale alla attuale gestione della cosa pubblica.
Il Movimento è attivo dal 2005 con decine di iniziative in città e sul territorio nazionale per la tutela dell’Ambiente e della Salute, e propone strumenti concreti per una Democrazia partecipata, che prevede il controllo e l'azione dei cittadini sulle casse del Comune. Le prospettive rivolte ad un cambiamento profondo della gestione della cosa pubblica sono chiare ed evidenti. Il metodo del Movimento 5 Stelle è innovativo e si rivolge direttamente alla città e alle sue reali necessità. Con l’appuntamento previsto per Martedì 15 Novembre ore 21 nella Sala Civica Bizzozzero di Via Bizzozzero 19, per la zona Cittadella - Lubiana, si avviano una serie di incontri per redigere un programma di intenti che tenga conto delle esigenze, delle idee e delle aspettative dei Parmigiani sullo sviluppo e sul buon governo della città. I cittadini e le loro esigenze vengono prima di ogni altra necessità. La costruzione collettiva del futuro di Parma deve prevedere la partecipazione di tutti. Singoli cittadini, realtà organizzate ed Imprese. La collettività tutta crescerà e troverà soluzioni alla moltitudine di difficoltà che ci preoccupano solo attraverso un lavoro corale e condiviso. Come vuoi che sia la Tua città? Quali sono le cose che ti soddisfano e quali vorresti vedere e vorresti migliorare? Una serie di quesiti, che disegnano e intervengono sulla vita di tutti e di tutti i giorni, rivolti ad una partecipazione reale, fatta di confronto e di rispetto reciproco. A questo si aggiunge un lavoro di informazione e conoscenza dal quale non si può prescindere. Solo una collettività informata e consapevole può realmente contribuire alla costruzione del proprio futuro. Il Movimento 5 Stelle utilizza le nuove tecnologie e internet per condividere le informazioni e costruire le prospettive, ma il sito www.parma5stelle.it ed i social network, non sono l’unico e validissimo strumento utilizzato. Il confronto diretto con la città nelle vie e nelle piazze, è una tecnologia antica, troppo spesso dimenticata, che finalmente ritorna, oggi più che mai, vivace e importante.
Il link per il questionario online: "Le tue idee per il programma".

Partiamo dalla sobrietà

Il Governo Francese ha approvato il piano anti-deficit per portare il bilancio del paese in pareggio nel 2016.
Nel piano è previsto il congelamento degli stipendi per Sarkozy e per i ministri; aumento del 5% delle tasse per le imprese con ricavi oltre i 250 milioni di euro.
La Francia adotta un piano di austerità che in Italia verrebbe scambiato per un piano di sviluppo cubano.
Se in Italia sembra impossibile uno scenario di controllo delle spese sul modello francese, perché non prendere qualche spunto per il futuro governo di Parma?
Parma in Movimento propone:
1 Blocco dello stipendio del Sindaco e della Giunta (divieto di aumento)
2 Riduzione dello stipendio dei futuri dirigenti comunali alla media di quelli delle province emiliane
3 Limite alle consulenze prendendo come massimo lo stipendio del Sindaco
4 Divieto di auto blu ad eccezione del sindaco che la deve usare solo per incontri ufficiali
il tutto rispettando la legalità dei contratti attualmente vigenti.
Non è demagogia ma puro realismo. Dobbiamo essere coscienti che occorre un nuovo paradigma culturale nel fare politica. Parma in movimento non vuole “scendere in campo” ma vuole salire nella polis. La gestione della città insieme ai Parmigiani è un onore e rappresenta il miglior compenso del cittadino prestato alla politica.

Associazione Parma in MoVimento / MoVimento 5 Stelle

sabato 8 gennaio 2011

Il gasdotto che sventrerà l'Appennino

Ricevo e pubblico da Giovanni Favia, Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle, Emilia-Romagna:

Settecento chilometri di 'tubo', per 40 metri di larghezza, ad una profondità di almeno 5 metri oltre alle strade camionabili di accesso: sventreranno la nostra dorsale appenninica senza un vero perché. Raderanno al suolo boschi, danneggeranno diversi ecosistemi, rovineranno l'habitat di molti animali e renderanno turisticamente meno appetibile l'Appennino. Quello della "Rete Adriatica" (il gasdotto che condurrà gli idrocarburi nordafricani da Taranto a Minerbio, BO) è un progetto miope, delirante, che non tiene conto del delicato equilibrio geologico della catena montuosa. Perché non far passare questo gasdotto sulla costa adriatica, dove ne esiste già un altro? Sarà che l'appalto di realizzazione è così molto più consistente? Ancora una volta siamo troppo solerti nell'assecondare una richiesta per un'infrastruttura di vecchia concezione, un'autostrada del gas, quando invece in Italia non riusciamo a creare mai una cosa molto più semplice e importante: l'autostrada digitale per un'Italia connessa e al passo coi tempi, pronta per ricevere le sfide del mondo di oggi.

PS: "...E' stato un deputato catalano del Parlamento europeo, Raül Romeva i Rueda, del gruppo Verdi/A.L.E. a rendersi conto della nuova minaccia per l'Abruzzo e il centro Italia, rischiando di trasformarlo in una vera e propria polveriera. Romeva è stato l'unico ad aver presentato, martedì scorso, un'interrogazione prioritaria per chiedere l'intervento immediato dalla Commissione europea contro il progetto Snam di gasdotto denominato "Rete Adriatica", ma che in realtà corre per quasi un quarto del suo percorso nel bel mezzo delle zone appena interessate dal devastante terremoto del 6 aprile 2009...."
E i nostri cosa ci stanno a fare in Europa? Devono arrivare gli spagnoli ad occuparsi dell'Italia...
Incredibile.


domenica 16 maggio 2010

Ricevo e pubblico

Visto il silenzio dei mass-media tradizionali, e vista la richiesta del Movimento 5 Stelle di Parma di pubblicare le loro notizie, ecco due notizie emiliane interessanti.

1) Inizia con un inciucio tra PD e PDL il lavoro della nuova assemblea legislativa regionale dell'Emilia Romagna. Un inciucio denunciato dai consiglieri del MoVimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi.
Centrosinistra e centrodestra di fatto hanno escluso un movimento che ha avuto il 7% di consensi (161.056 voti) da qualsiasi ruolo di garanzia istituzionale nell'ufficio di presidenza. Un ruolo attraverso il quale sarebbe stato possibile avere un maggior accesso diretto per controllare le spese della Regione e far avanzare a livello legislativo le proprie proposte in Assemblea. "Dal ruolo di questore dell'ufficio di presidenza, dove abbiamo candidato Andrea Defranceschi - ha spiegato il consigliere Favia- avremmo proposto di mettere ogni conto e spesa di consiglieri e assessori online in modo tale da creare un controllo diretto da parte dei cittadini su ogni movimento di denaro pubblico. Forse è di questo che si ha paura visto quello che è successo ?". Una chiara allusione al "Delbono gate".
Diretto l'attacco al PD, senza risparmiare il PDL: "Chiede tanto il dialogo ma non si è certo mosso per tutelare le minoranze nel loro insieme, come invece aveva fatto qualche mese fa nel comune di Bologna a favore dell'UDC, anzi il PD ha preferito lasciare che il PDL facesse "man bassa" dei ruoli di garanzia e controllo previsti dallo statuto per le forze di opposizione, piuttosto che far entrare nell'ufficio di presidenza un consigliere a cinque stelle con le sue web cam".
E' poi intervenuto in aula anche il consigliere Andrea Defranceschi che ha ribadito "che la nostra non era una richiesta per una poltrona, ma per garantire trasparenza sui conti pubblici. Avremmo rinunciato ai benefit in piu' concessi per quel ruolo, come rinunceremo a gran parte dello stipendio che la Regione riconosce ai consiglieri considerandolo un privilegio assurdo".

2)Continua la battaglia del Movimento 5 Stelle a favore dei pendolari dell'Emilia Romagna sacrificati sull'altare della Tav. Sarà depositata una interpellenza a risposta orale presentata da Favia e Defranceschi, basata su dati del comitato "Fuori Servizio" di Reggio. Ecco il testo: "Il comitato dei pendolari "Fuori Servizio" di Reggio nell'Emilia ha denunciato che l'accordo da parte della Regione con Trenitalia che introduce le fermate intermedie anche nelle stazioni di Comuni non capoluogo di provincia per il treno regionale R6485, che unisce Parma a Bologna, passando per Reggio e Modena, ha creato diversi disagi ai pendolari. Disagi che in particolare si registrano per coloro che di prima mattina utilizzano questo treno salendo nelle stazioni dei Comuni capoluogo (Parma, Reggio, Modena) in direzione Bologna.
- prendendo come esempio la tempistica relativa alla percorrenza tra Reggio e Bologna, secondo i dati registrati dal comitato "Fuori Servizio" si è passati da 37 minuti di media ad una media di oltre 50 minuti.
-Sempre tenendo come punto di riferimento la stazione di Reggio Emilia, Il treno regionale R6485 in questa maniera se prima partiva alle 8.21 per arrivare a Bologna alle 8.58 (37 minuti di percorrenza con ritardi accettabili, secondo le 64 rilevazioni annue del comitato pendolari "Fuori Servizio", con ritardo che se superava i 5 minuti poteva essere sanzionato dalla Regione a Trenitalia) , ora partendo alle 8.16 (orario quasi mai rispettato secondo le rilevazioni di febbraio-marzo-aprile del comitato pendolari "Fuori Servizio" di Reggio) arriva mediamente alle 9.08 con tempo di percorrenza medio di 52 minuti.
-Secondo i dati del comitato "Fuori Servizio" sempre relativi alla corsa del R6485 si registra un tempo reale di percorrenza tra Anzola e Bologna di 17 minuti. In questo modo, con quello che per il comitato puo' risultare un "escamotage", Trenitalia riesce ad evitare multe da parte della Regione in caso di ritardi. Il tutto, come denunciato dai comitati dei pendolari, per garantire specie in futuro le tempistiche dei treni ad alta velocità sulla tratta Bologna-Milano a discapito pero' dei viaggiatori pendolari sui treni regionali.
Si chiede alla Giunta regionale di conoscere:
-Cosa intende fare la Regione per garantire servizi piu' efficienti ai pendolari del treno R6485, molto utilizzato da chi si reca al lavoro a Bologna e piu' in generale per tutti i treni regionali.
-Se sono stati rilevati i dati di quante persone utilizzano il treno regionale R6485 salendo nelle stazioni intermedie rispetto alla maggior parte delle persone che lo utilizza partendo dalle stazioni dei comuni capoluogo.
-Qual è lo stato del rispetto dei patti sottoscritti da parte della Regione con i comitati pendolari anche sul fronte dei servizi offerti per i treni regionali di ritorno da Bologna verso Modena, Reggio, Parma nel pomeriggio.