Erano anni che volevo leggere questo libro. Vann Nath ci racconta la sua esperienza attraverso il genocidio cambogiano, in cui si è trovato ad essere prigioniero della terribile scuola prigione di Pnom Penh. L'autore è una delle pochissime persone uscite vive da questa prigione, che tuttora è un importante museo alla memoria, testimonianza di un periodo storico allucinante. Un testo fondamentale che insieme ad altri letti in questi anni mi aiuta a comprrendere sempre di più cosa è successo in Cambogia in soli tre anni e otto mesi.

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