giovedì 22 novembre 2012

Graffiti parmigiani








Contro la violenza alle donne

Sabato 24 novembre in occasione della Giornata internazione contro la violenza alle donne, la cooperativa Giolli con il Teatro dell'Oppresso sarà nelle strade del centro storico:
a Parma dalle ore 10 alle 13
a Fidenza dalle ore 17 alle 19.30 

martedì 20 novembre 2012

Lettera aperta da Lampedusa alla UE

Mi sembra doveroso pubblicare questa lettera aperta inviata dal Sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, alla UE e già pubblicata da vari siti su internet, e che merita la più grande diffusione possibile.

"Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.
Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?
Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita.
Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.
Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente.
Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l’unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche. Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umani a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera.
Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza".
Giusi Nicolini  

Suonare l'arpa a Vernasca




AMeMì Gusta : Parma, racconti a cena sugli spazi sociali


venerdì 16 novembre 2012

giovedì 15 novembre 2012

Comunicato stampa di Amnesty Italia

All’indomani delle manifestazioni svolte il 14 novembre in diverse citta’ italiane per manifestare contro le politiche di austerity, Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia ha rilasciato la seguente dichiarazione:
‘Abbiamo visto, per tutta la giornata di ieri, immagini che destano preoccupazione. Le proteste sociali e i loro contenuti rischiano di essere oscurati e schiacciati da un contesto caratterizzato da atti di violenza da parte di alcuni manifestanti, nell'ambito del quale l'operato della polizia, per quanto complesso, avrebbe dovuto mirare a proteggere le persone, anche attraverso un uso proporzionato e legittimo della forza’.
‘Le forze di polizia hanno precisi obblighi di diritto internazionale e interni di protezione dei manifestanti, compreso quello di disperdere eventuali proteste violente con un uso proporzionato e legittimo della forza’ – ha ricordato Sami – ‘mentre le immagini a disposizione mostrano episodi di eccessi nell'uso della forza nei confronti di singoli manifestanti che meriterebbero un'indagine rapida e approfondita. Riteniamo che chiarire le responsabilita’ sarebbe importante tanto per le persone colpite, quanto per le forze di polizia’.
Il 25 ottobre, Amnesty International aveva diffuso un rapporto sull’uso eccessivo della forza durante manifestazioni largamente pacifiche, svolte in alcuni paesi europei, tra cui Grecia e Spagna.
Nell’ambito della sua campagna ‘Operazione trasparenza: polizia e diritti umani’, Amnesty International Italia chiede alle istituzioni italiane di rispettare gli standard internazionali sull'uso della forza e delle armi, prevenire le violazioni dei diritti umani e assicurare indagini rapide e approfondite e procedimenti equi per l'accertamento delle responsabilita’ quando emergano denunce di violazioni, anche attraverso adeguate modifiche alla legislazione tra cui in primo luogo l’introduzione del reato di tortura. La campagna, lanciata nel luglio 2011, ha gia’ raccolto oltre 20.000 adesioni.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 15 novembre 2012

Una serata con Emergency a Fidenza


Sulle strade della bassa


venerdì 9 novembre 2012

Mara Redeghieri a Soragna: "Al Cusna"

Sabato 10 Novembre – ore 21,15 - Nuovo Teatro di Soragna (PR) Mara Redeghieri in “Al Cusna – le radici del canto, la memoria del cuore”. Film e Concerto.
Inizia la programmazione dell’accogliente e rinnovato Nuovo Teatro di Soragna sotto la direzione artistica dell’Associazione Culturale Ottotipi in collaborazione con il Comune di Soragna. 
 “Al Cusna” è un omaggio alla ricchezza della cultura locale del territorio appenninico reggiano. Il film-documentario racconta di un incontro tra passato e presente, in cui la musica e la cultura tradizionale, rivisitate da musicisti e ricercatori contemporanei, riprendono vita e si rendono attuali. Maggi, befane, ottave rime, stornelli, canti di pastori e sante, tutto questo è compreso nella ricerca letteraria e musicale di Mara Redeghieri (ex cantante Ustmamò), che si immerge nella tradizione del canto locale con rispetto e curiosità, reinterpretandola in modo sorprendentemente moderno.
La formazione LIVE che accompagna la fine della proiezione, presenta oltre a Mara Redeghieri alla voce, Nicola Bonacini al contrabbasso, Pino Dieni alla chitarra elettrica e banjo, Mauro Basilio al violoncello elettrico, beatbox, loopstation e Stefano Melone alla fonica e alla produzione artistica.
Ingresso euro 10,00 – info e prenotazioni info@teatrosoragna.org, apertura biglietteria dalle ore 20. 
Nuovo Teatro, via Garibaldi, 52 – Soragna (PR)
VIDEO PROMO

Mercato parmigiano