Blog di fotografia, racconti di viaggio, recensioni di libri e quanto mi passa per la testa.
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giovedì 21 luglio 2022
La cartolina
Segnalato come uno dei più bei libri francesi dell'anno, effettivamente si dimostra un signor libro che con la scusa di capire chi ha spedito una cartolina, racconta la storia di una famiglia ebrea deportata ad Auschwitz perchè non si dimentichi mai.
martedì 25 gennaio 2022
domenica 25 agosto 2019
La scomparsa di Josef Mengele
Un libro interessante ma che non mi sento di consigliare: trasmette troppa tristezza e un po' di rabbia per come sono stati lasciati liberi tanti criminali nazisti dopo la fine della seconda guerra mondiale. E' la storia romanzata ma fedele ai documenti ritrovati sulla vita di Josef Mengele, il criminale dottore di Auschwitz mai seriamente ricercato e diventato purtroppo addirittura una leggenda.
venerdì 29 marzo 2019
I sommmersi e i salvati
Il terzo importantissimo libro di Primo Levi dove lo scrittore sopravvissuto ad Auschwitz con tono molto pacato cerca di capire la violenza organizzata dei nazisti anche attraverso aneddoti personali con cui spiega la psicologia dei deportati. Un testo essenziale per comprendere un pezzo di storia crudele che qualcuno cerca di dimenticare. E non viene assolto chi cerca di difendersi asserendo di avere solo ubbidito agli ordini.
venerdì 14 dicembre 2018
L'ultima volta che siamo stati bambini
Fabio Bartolomei è lo scrittore contemporaneo che preferisco e aspettavo la sua ultima opera. E devo dire che sono stato decisamente ripagato con questa storia di bambini che decidono di andare a liberare l'amico ebreo catturato dai tedeschi. Un libro eccezionale dove l'autore tratta un tema così delicato come l'olocausto con tanta sensibilità senza tralasciare quel pizzico d'ironia che contraddistingue il suo modo di raccontare. Leggetelo e fatelo leggere!
lunedì 9 luglio 2018
I pazienti del Dottor Garcia
Avevo comprato un libro di Almudena Grandes anni fa ma è ancora come nuovo nella libreria, mi spaventava la sua mole e invece questa volta ho superato le mie paure con questa sua ultima opera. Un libro che affascina fin dalle prime pagine e sempre con un buon ritmo, forse addirittura con troppi personaggi, conduce per mano prima lungo la guerra civile spagnola, poi nei campi di concentramento tedeschi per poi seguire le rotte delle fughe dei nazisti in Spagna e in Argentina. Un libro storico che lascia molti interrogativi morali, in definitiva un gran bel libro!
giovedì 20 agosto 2015
L'amico ritrovato
Qualcuno l'ha definito un piccolo capolavoro ed ha perfettamente ragione, è piccolo perchè sono solo un centinaio di pagine che si leggono tutto d'un fiato. Eccezionale tutto e soprattutto il finale, due righe che spiegano tutto! Un'amicizia messa in dubbio dalla pazzia del nazismo.
lunedì 24 marzo 2014
C'è un paio di scarpette rosse
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perchè i piedini dei bambini morti non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
Joyce Lussu
numero ventiquattro
quasi nuove
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perchè i piedini dei bambini morti non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
Joyce Lussu
giovedì 1 novembre 2012
La variante di Luneburg
Un'eccezionale libro sulla passione per gli scacchi che si incrocia con il
dramma dell'olocausto. Ben scritto, si lascia leggere tutto d'un fiato e
difficile sarà dimenticare alcuni personaggi che sembra di incrociare sui tavoli da
gioco.
lunedì 28 gennaio 2008
domenica 27 gennaio 2008
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