Come sempre Amitav Ghosh lancia profondi messaggi ambientalistici per difendere la terra dagli attacchi del capitalismo selvaggio, e questa volta lo fa attraverso un affascinante romanzo in cui si parla anche di reincarnazione e divinità indiane. La storia raccontata si svolge perlopiù durante la pandemia, ma ha continui allacci con il passato e ci ritrova spesso a vagare tra Calcutta e le mitiche Sunderban, regno delle tigri del Bengala. Più che piacevole.

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